Giovedì, 13 Maggio 2021
Politica

Faida in Forza Italia, Figuccia attacca Tantillo e si appella a Berlusconi: "Inciucia con Orlando"

La neo eletta a Sala delle Lapidi ha inviato una lettera all'ex premier e, senza mai nominarlo esplicitamente, ha attaccato il modus operandi del capogruppo uscente: "Le donne sono state strumentalizzate"

Sabrina Figuccia

Il Consiglio comunale non ha ancora iniziato i lavori, eppure le polemiche - quelle sì - sono già entrate nel vivo. Non si tratta però di scontri, o dialettica politica, tra maggioranza e opposizione ma di una guerra tutta interna a Forza Italia. A innescare la miccia è, questa volta, la forzista Sabrina Figuccia, che ha scritto una lettera aperta al presidente di Fi Silvio Berlusconi per lamentarsi di uno degli eletti, capogruppo uscente di Forza Italia, Giulio Tantillo. Critiche nette, senza però che il collega di partito sia nominato mai espressamente.

"Caro presidente Berlusconi - scrive Figuccia - ti scrivo per raccontarti, qualora non fossi già stato informato, di alcune vicende politiche che riguardano il Consiglio comunale di Palermo. Lo faccio nel mio ruolo di consigliere comunale di Forza Italia e di coordinatrice regionale delle donne azzurre. La scorsa campagna elettorale per le amministrative ha fatto emergere una serie di problematiche interne al nostro partito e in particolare all’uso improprio della legge sulla doppia preferenza di genere, che ha permesso a un solo candidato uomo di creare una sorta di harem intorno a se stesso. Diverse donne in lista sono così state strumentalizzate a danno non solo della loro forte passione politica, ma anche dei risultati complessivi della lista, che si è attestata ad un misero 8%".

"E se questo non fosse già abbastanza grave - prosegue Figuccia - purtroppo la situazione sta continuando a peggiorare perché lo stesso candidato, che usando le donne in lista, ha ottenuto il maggior numero di voti in Forza Italia, il giorno dopo la proclamazione degli eletti, ha dichiarato alla stampa locale la sua disponibilità, nonché simpatia verso il candidato alla presidenza del Consiglio, giustamente sostenuto dalla maggioranza. Questo oltre a violare le norme dello statuto del Comune di Palermo, racconta un’anomala promiscuità fra chi come noi è stato eletto sostenendo un candidato a sindaco voluto fortemente dal nostro coordinatore regionale Gianfranco Miccichè e chi invece, sin dal primo momento, ha intrecciato relazioni politiche con il già sindaco Leoluca Orlando, avversario nella competizione e oggi nuovamente sindaco di Palermo. Mi chiedo e lo chiedo soprattutto a te, chi sia peggio, fra chi in passato, come Verdini, ci ha traditi e danneggiati, inciuciando con il governo e uscendo dalle file di Forza Italia  e chi invece, pur rimanendo all’interno del nostro partito, pregiandosi addirittura del ruolo di capogruppo uscente, tratta apertamente e fin dalle prime battute ruoli non di competenza dell’opposizione. Credo che sia necessario, in questo particolare e delicato momento storico, fornire chiarezza ai nostri elettori, che potrebbero non comprendere e mettere in discussione il loro sostegno al nostro progetto politico, che certamente in questo momento non ci vede alleati alla maggioranza del sindaco Orlando. Sono certa, che come sempre, nel tuo ruolo di leader saprai trarre le giuste considerazioni da questo mio accorato appello e potrai valutare eventuali scelte in merito all’accaduto".

Tantillo, contattato da PalermoToday, non replica nel merito, ma si limita a dire: "Sono stato eletto per risolvere i problemi della città. Non per fare polemiche sterili che non rinterssano i cittadini. Ma quali inciuci? La consiliatura non è nemmeno iniziata":

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