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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Politica

Forza Italia tra presente e futuro, Mineo: "Orlando ha fallito, noi protagonisti alle Comunali"

Il segretario cittadino degli azzurri ribadisce il "no" al patto di fine consiliatura chiesto dal sindaco, ma assicura che "in Aula prevarrà il senso di responsabilità". Aumento della Tari? "La nostra sarà opposizione ferma". Apertura ai privati: "Le imprese non sono un pericolo per il Comune e noi non siamo statalisti come Catania"

"Nessun margine di collaborazione con la Giunta Orlando". Il segretario cittadino di Forza Italia, Andrea Mineo, ribadisce il "no" al patto di fine consiliatura chiesto dal sindaco a inizio mese ai capigruppo di Sala delle Lapidi, ma da consigliere in carica assicura che "dal confronto politico in Aula prevarrà sempre il senso di responsabilità".

Una posizione di chiusura e allo stesso tempo moderata, che ricalca la decisione presa dal centrodestra nel vertice che si è tenuto la settimana scorsa. "Forza Italia e il centrodestra non hanno mai fatto un'opposizione sterile e continueranno a lavorare nell'interesse dei palermitani" aggiunge Mineo, che si proietta già nel 2022, quando il Comune andrà alle urne: "Il nostro partito reciterà un ruolo da protagonista alle prossime elezioni amministrative. Assieme alle altre forze politiche della coalizione, esprimeremo un candidato sindaco sicuramente vincente".

Alle elezioni manca ancora un anno, intanto il sindaco è tornato alla carica del Consiglio comunale con una lettera in cui sollecita l’approvazione di alcune delibere.
"Chiudere la porta a Orlando non significa chiudere la porta alla città. Sala delle Lapidi deciderà in piena autonomia quali delibere approvare e quali no. Il sindaco, che ha tacciato il Consiglio comunale di inadempienza, pensi piuttosto alla sua Giunta. Una Giunta che fa acqua da tutte le parti. Noi consiglieri non siamo scolaretti e non ci faremo condizionare da chi ha perso contatto con la realtà ed ha scelto di portare avanti una politica demagogica. La richiesta di dialogo è tardiva. Valuteremo le proposte di delibera che saranno discusse in Consiglio; se necessario le modificheremo o le miglioreremo come spesso avvenuto per certi atti portati in Consiglio da questa amministrazione. Atti spesso fatti con 'i piedi'. Decideremo di volta in volta cosa fare, tenendo sempre dritta la barra della serietà e della responsabilità".

Il punto più spinoso che Orlando ha chiesto al Consiglio di affrontare è il Pef Tari, preludio ad un aumento della tassa sui rifiuti che dovrebbe coprire gli extracosti di Rap e salvagurdarne la tenuta economico-finanziaria. Come vi comporterete in Aula?
"Forza Italia è contraria ad un aumento della Tari. La nostra sarà opposizione ferma, perché da parte della Rap e del socio unico Comune non viene reso ai cittadini un servizio che possa giustificare un incremento della tassa sui rifiuti. La differenziata è su livelli ancora scandalosamente bassi e i problemi alla discarica di Bellolampo sono tutt'altro che risolti, anche perché negli anni l'amministrazione Orlando ha litigato con la Regione. Il Comune continua a fare solo interventi tampone, che non consentono una seria programmazione. Tutto il contrario di ciò che il sindaco ha promesso sin dal 2012. La Rap è nata da un impegno preso da tutto il Consiglio comunale: noi di Forza Italia ci siamo sempre battuti per un servizio di raccolta rifiuti efficiente. L'amministrazione Orlando però ha fallito. Ricordo a me stesso che nel 2012 Orlando ha detto 'peste e corna' del centrodestra, accusandoci di aver fatto fallire Amia e Gesip. Nove anni dopo ci ritroviamo con una Rap che ha pochi netturbini e costa di più della vecchia Amia, una Reset in grandissima sofferenza e un Comune che non riesce a chiudere il bilancio. La precedente amministrazione aveva lasciato un tesoretto di oltre 40 milioni, Orlando ha deciso di lasciarci le macerie. E noi ora dovremmo aiutarlo?".

Allora perché non proponete una nuova mozione di sfiducia al sindaco?  
"Orlando ha deciso di sfiduciarsi da solo dando prova di inefficienza su temi cruciali per la città: dai rifiuti alla gestione del cimitero, passando per il trasporto urbano. Per far viaggiare il tram vuoto sono stati tolti i bus alle periferie. La sua narrazione della città è crollata di fronte ai fatti, ne prenda atto e si dimetta".

Non è che anche voi non volete affrettare i tempi rispetto alle elezioni per convenienza politica?
"Forza Italia è pronta a tutti gli appuntamenti elettorali. In Sicilia, così come a Palermo, per storia, numeri e radicamento sul territorio siamo il partito guida del centrodestra. Abbiamo oltre 800 amministratori locali in tutta l'Isola: tutto ciò si deve all'importante lavoro della dirigenza regionale capitanata da Gianfranco Miccichè. Alle prossime comunali reciteremo un ruolo da protagonisti. Per questa ragione, in linea con il resto dei partiti che compongono la coalizione abbiamo già insediato il tavolo del programma in vista delle Comunali".

Avete in mente già qualche nome, un identikit di candidato e i punti principali del programma?
"Non è tempo di nomi, ma di mettere sul tavolo i temi necessari a rafforzare una coalizione già coesa. Dobbiamo voltare pagina rispetto alla fallimentare esperienza della Giunta Orlando. Questa è l'amministrazione che ha detto 'no' a Decathlon e che ha una diffidenza costante nei confronti di chi fa impresa. Noi, a differenza di Giusto Catania e dello stesso Orlando, non siamo statalisti. I servizi essenziali possono rimanere pubblici, ma Palermo deve tornare a essere attrattiva per gli investitori privati. Tutti i sindaci illuminati e al passo coi tempi promuovono un dialogo virtuoso con le imprese. Questa amministrazione ha tolto la manutenzione ordinaria delle strade dal contratto di servizio della Rap e dopo un anno non è riuscito ad affidarla all'esterno. Per il Comune i privati sarebbero una risorsa, non un pericolo o l'anticamera del malaffare. Le leggi che ci sono, tra l'altro, consentono al Comune di potersi tutelare in tutti i modi".  

Il Coronavirus ha messo in ginocchio tante aziende e ripartire non sarà facile. La zona gialla è un segnale di speranza, ma non basta. In aggiunta agli interventi governativi, cosa può fare secondo lei a livello locale il Comune per il tessuto imprenditoriale?
"Può fare molto, a cominciare dal concedere alle imprese autorizzazioni più veloci e permessi edilizi più snelli. In questi giorni abbiamo assistito ad una querelle sulle concessioni per il suolo pubblico. Tanti consiglieri da tempo chiedono deroghe ai regolamenti per dare modo alle aziende di ripartire. In tal senso l'intervento del sindaco è stato tardivo. Se davvero vivesse la città si sarebbe subito reso conto della necessità di supportare i commercianti alle prese con una crisi senza precedenti dovuta alla pandemia. Il suolo pubblico a chi ne ha diritto dovrebbe essere un automatismo e invece così non è. Il Suap non funziona e molti altri uffici sono sguarniti. Il Comune deve tornare a bandire i concorsi: c'è bisogno di assumere nuovi dipendenti, giovani diplomati e laureati. I pensionati, circa 2 mila dal 2018 al 2022, devono essere rimpiazzati con nuove assunzioni. Solo con un'amministrazione comunale rinnovata, Palermo può sostenere le imprese che vogliono uscire dalla crisi e tornare a investire nel nostro territorio".

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