Consiglio comunale: Totò Orlando confermato presidente, il vice è Tantillo

Prima della votazione sono usciti dall'Aula i consiglieri di maggioranza Mimmo Russo, Giulio Cusumano e Fabrizio Ferrara, che si sono dissociati dal resto degli orlandiani. Le prime parole di Orlando: "Mettiamo da parte polemiche e divisioni"

Totò Orlando eletto presidente del Consiglio

Con 28 voti Totò Orlando è stato confermato presidente del Consiglio comunale. Lo hanno eletto i nuovi inquilini di Sala delle Lapidi, subito dopo il giuramento di rito: 37 i votanti su 40 consiglieri in totale. Prima della votazione sono usciti dall'Aula i consiglieri di maggioranza Mimmo Russo, Giulio Cusumano e Fabrizio Ferrara, che si sono dissociati dal resto degli orlandiani. Nessun franco tiratore, ma un aperto dissenso. Sei le schede bianche, riconducibili al Movimento 5 Stelle così come da dichiarazione di voto. Una preferenza è toccata a Cusumano, una a Scarpinato. Una scheda è risultata nulla.

"Grazie a tutti i colleghi - ha detto il neo presidente di Sala delle Lapidi - a chi mi ha votato e a chi ha manifestato dissenso. I rapporti umani in quest'aula contano, grazie per la chiarezza. Oggi comincia un Consiglio che deve ringraziare quello uscente. La città è migliore di quella trovata nel 2012. E nel 2022 la dobbiamo lasciare ancora più bella. Mettiamo da parte polemiche e divisioni, troviamo le soluzioni per risolvere i problemi della città". Sul voto del presidente, la maggioranza si è ricompattata. Trovando numeri e argomenti a sostegno di Totò Orlando. Sinistra Comune ha ritirato la candidatura di Barbara Evola, lanciata dopo le polemiche con il sindaco Orlando iniziate a causa dell'esclusione dalla Giunta e proseguite sul metodo di scelta del presidente del Consiglio. "Sul nome della Evola - ha detto Giusto Catania in Aula - non abbiamo trovato una convergenza e quindi sentiamo la responsabilità politica di non mandare in frantumi la maggioranza al primo voto". Una scelta nei confronti della quale il sindaco Orlando ha espresso apprezzamento. Si tratta, ha detto il primo cittadino, di un "importante segnale di sintonia e unità di intenti".

Resta però forte la presa di distanza dei tre dissidenti. Anche se Cusumano, nel suo intervento, ha sottolineato che "non si è consumato nessuno strappo" e che "la maggioranza è solida, perché gli atti veri li voteremo". Precisando comunque di non aver condiviso il "concetto di continuità declinato per la figura del presidente". Sulla stessa scia Ferrara e Russo. Quest'ultimo ha aggiunto: "Non si è mai visto un presidente eletto due volte. Non accettiamo diktat dall’alto". Russo ha inoltre chiesto a Forello, che per l'occasione ha presieduto la seduta in quanto più anziano per voti, di impedire ai consiglieri di votare scrivendo il nome del candidato prescelto. Proposta rispedita al mittente, anche dal segretario generale.

Giulio Tantillo-3

L'insediamento del Consiglio comunale è stato completato con l'elezione del vicepresidente: il secondo scranno più alto di Sala delle Lapidi è andato a Giulio Tantillo (Forza Italia), che ha ottenuto 23 preferenze. Quattordici voti sono andati a Ugo Forello (5 Stelle), un voto a Figuccia, uno a Orlando, mentre una scheda è risultata bianca. Le due "gambe" dell'opposizione sono arrivate alla votazione seguendo percorsi diversi. il M5S, che ha votato scheda bianca per la presidenza, ha indicato in maniera netta Ugo Forello. Che alla fine è stato votato, tra gli altri, anche da Sinistra Comune, da Marianna Caronia e da Sabrina Figuccia. "Questo è il primo Consiglio ridotto a 40 - ha dichiarato Forello - auspico che alla riduzione dei consiglieri faccia da contrappeso un innalzamento della quantità e della qualità delle delibere. Abbiamo il dovere di ricucire il rapporto tra cittadini e istituzioni, una disaffezione che si è manifestata alle ultime elezioni. Qui dentro si possono fare cose straordinarie, ma solo se ci allontaneremo dalle logiche di mera appartenenza. Il M5S cercherà di portare una nuova ventata".

Ferrandelli dal canto suo - superando le tensioni dei giorni scorsi - ha orientato la scelta su Giulio Tantillo, che ha ricevuto anche un pacchetto di voti dalla maggioranza. Il leader dei "Coraggiosi", che ha annunciato un'opposizione "intransigente ma costruttiva", ha condiviso la candidatura alla presidenza di Totò Orlando perché, ha rimarcato, "non vogliamo dare alibi alla maggioranza o prestare il fianco a giochetti politici che ci farebbero perdere solo tempo. Con questa scelta abbiamo contribuito fortemente a superare quelle frizioni e ripicche che gli orlandiani hanno palesato per avere poltrone e posizionamenti. Noi invece vogliamo metterci subito al lavoro per il bene della città". Quanto alla vicepresidenza, ha dichiarato Ferrandelli, "il nome di Tantillo è quello che garantisce il maggior contributo d'esperienza". Si è invece basata sui numeri Marianna Caronia sia per il presidente (scegliendo Scarpinato) e per il vice (Forello). Anche Sabrina Figuccia ha deciso di non votare né Orlando né Tantillo, allargando così lo scontro tutto interno all'opposizione e allo stesso gruppo di Forza Italia. Leggasi Tantillo.

Il sindaco Leoluca Orlando-3

Incassato il consenso dell'Aula, il veterano Tantillo (alla sua quarta consiliatura consecutiva), ha messo da parte le polemiche: "E' importante che il Consiglio comunale inizi a lavorare - ha detto il nuovo vicepresidente -. Quando si lavora per la città non c'è appartenenza che tenga". I lavori d'aula si sono conclusi con il giuramento del sindaco Leoluca Orlando, il quale ha rivolto così il saluto al nuovo Consiglio comunale: "Sala delle Lapidi rappresenta il cuore della vita amministrativa della città. Pur nella diversità delle posizioni, serve una condivisione di linguaggio che metta al centro la città. Mi auguro che su questo punto ci sia piena coerenza".

Il Consiglio comunale tornerà a riunirsi giovedì, giorno in cui si dovrà stabilire la composizione delle commissioni. Entro mercoledì alle 12 invece dovranno essere comunicati al presidente i componenti dei vari gruppi. Un'anticipazione c'è già: Dario Chinnici, Rosario Arcoleo, Giovanni Lo Cascio e Carlo Di Pisa (eletti con Democratici e popolari) hanno costituito il gruppo del Pd. Chinnici sarà il capogruppo. Francesco Paaolo Scarpinato - primo degli eletto nella lista Democratici e popolari (nonché più votato nella maggioranza) - costituirà gruppo da solo. Manterrà, come prevede il regolamento, la denominazione Democratici e popolari.

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