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Aumento Irpef a un passo dalla bocciatura: in Consiglio cade il numero legale per un solo voto

In 15 si sono espressi contro la delibera sulla quale si regge il piano di riequilibrio. Si tratta dei consiglieri di Iv, +Europa, Azione e Oso. Il presidente Orlando vuole riconvocare per sabato la seconda votazione. L'ex maggioranza, uscita dall'Aula assieme al M5S e a "pezzi" di centrodestra, lo attacca: "Non è più imparziale"

E' mancato un solo voto oggi in Consiglio comunale per bocciare la delibera che prevede l'aumento dell'Irpef, atto sul quale si regge il piano di riequilibrio.

Dopo la seduta di ieri, alla presenza del sindaco, Sala delle Lapidi ha prelevato la delibera e l'ha messa in discussione. A votarla però sono stati solo 15 consiglieri contro i 16 necessari per il mantenimento del numero legale. Assente l'ormai ex maggioranza orlandiana - uscita volutamente dall'Aula per evitare che il piano di riequilibrio venisse affossato - il M5S e "pezzi" di centrodestra. Tra gli altri sono mancati all'appello, i consiglieri di Fratelli d'Italia Scarpinato e Ferrara (mentre il capogruppo Russo c'era), il capogruppo della Lega Gelarda e tutti i consiglieri di Forza Italia, Udc e Diventerà Bellisima. Erano invece presenti e al completo i gruppi che alla fine di gennaio scorso hanno votato contro l'atto presentato dall'amministrazione Orlando per salvare i conti del Comune: ovvero Italia Viva, +Europa, Azione e Oso, che sono pronti a riprovarci: "Alla seconda votazione saremo nuovamente compatti".

"L'ormai quasi ex sindaco Orlando ha incassato la sua ennesima sconfitta", commenta Sabrina Figuccia. "I grillini e purtroppo pure qualche esponente del centrodestra - prosegue la consigliera leghista - hanno perso l’occasione storica di dare il colpo di grazia al sindaco Orlando, preferendo un piatto di 'pasta con le sarde', che però è andato loro di traverso". Il fronte anti-Orlando è deciso a far bocciare l'aumento dell'Irpef, tant'è che il presidente Totò Orlando dovrebbe convocare il Consiglio già sabato per la seconda votazione.

Una mossa, quella del numero uno di Sala delle Lapidi, che punta ad anticipare il viaggio del sindaco a Roma (che sarebbe stato programmato lunedì), per chiudere l'accordo tra Comune e Stato. Contro Totò Orlando si scagliano i consiglieri di Avanti Insieme Pd e Sinistra Comune: "Purtroppo non mostra più quella equidistanza e imparzialità che il suo ruolo esigerebbe".

Poi aggiungono: "Continua il circo mistificatorio della nuova maggioranza di centrodestra in Consiglio che, pur avendo abbondanti numeri per votare gli atti, continua ad addossare colpe a chi ha semplicemente scelto di restare coerente al proprio mandato elettorale in questi cinque anni, senza cambi di casacca e salti della quaglia a convenienza. Siamo usciti dall'Aula, dichiarandolo apertamente, per evitare la bocciatura di un atto necessario per sbloccare finalmente i bilanci del Comune: avevamo chiesto di trattarlo martedì prossimo, proprio perché volevamo essere tutti presenti, come sempre abbiamo fatto di fronte ad atti delicati, mettendoci la faccia e assumendoci tutte le responsabilità. Se i consiglieri di centrodestra hanno veramente a cuore la città e vogliono scongiurare ulteriori aumenti delle tasse, si uniscano a noi per denunciare l’insufficienza dell’intervento dello Stato e delle misure proposte da un governo di cui fanno parte molte delle forze politiche che hanno orchestrato questo blitz a uso elettorale".

Per gli orlandiani, che con il sostegno del M5S contano dieci consiglieri, l'unica speranza per far passare l'atto è qualche defezione. Ma se solo i gruppi di Italia Viva, +Europa, Azione e Oso dovessero essere al completo - anche loro sono in dieci - la delibera non avrebbe chanche di essere approvata. Nel centrodestra, che oggi si è spaccato, c'è qualche consigliere che avrebbe abbandonato l'Aula dopo le telefonate di Orlando. Posto che nessuno però nel centrodestra voterebbe un aumento delle tasse sotto elezione, è difficile che al sindaco possa arrivare qualcuno in soccorso.

Per Alessandro Anello (Lega), tra i 15 a votare contro la delibera, il rincaro della tassa "è un attentato alle tasche dei palermitani". "Oggi ho votato contro l'aumento dell'Irpef - spiega Marianna Caronia (Lega) - perché non si può continuare a chiedere soldi ai palermitani per risanare i conti del Comune. Continuo a chiedere che l'amministrazione individui le somme necessarie per impedire un nuovo salasso per le tasche dei lavoratori dipendenti e per chiudere i bilanci. Per far questo occorre che sia il governo nazionale a trovare somme adeguate per Palermo, come ha fatto per Napoli e altre grandi città". Sul contenzioso con Amat che rischia di far saltare il piano di riequilibrio, Caronia conclude: "Qualcuno dice vada iscritto per intero come debito, qualcuno dice che non è un debito, qualcuno propone di considerare solo in parte. Insomma, un caos assoluto che purtroppo contraddistingue questa ingloriosa fine dell’esperienza Orlando."

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