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No del Consiglio al recupero di Grande Migliore ed è rischio incompiuta, Orlando: "Grave danno"

In Aula non passa il Prusst che avrebbe permesso di rilanciare l'ex megastore chiuso da anni. Sfuma la possibilità per i futuri acquirenti di completare il parcheggio collegato al punto vendita da un sistema di passerelle. La maggioranza si spacca e il sindaco va su tutte le furie: "Ripresenteremo l'atto"

Con la bocciatura in Consiglio comunale del Prusst di Grande Migliore sfuma il rilancio del grande magazzino da anni chiuso e abbandonato dopo il fallimento della società proprietaria. Il "no" di Sala delle Lapidi all'atto diventa pure un caso politico, con la maggioranza che ancora una volta si spacca e manda all'aria la possibilità per i futuri acquirenti di completare il parcheggio collegato al punto vendita attraverso un sistema di passerelle già esistenti. 

L'esito della votazione - 13 sì (compresi 3 consiglieri pentastellati) e altrettanti astenuti (tra i quali Italia Viva e il consigliere Giaconia di Avanti Insieme) - è per gli orlandiani il classico esempio di tafazzismo. "Come si fa a portare in Aula un atto per poi bocciarlo?" domanda esterrefatto Giulio Tantillo, capogruppo di Forza Italia in Consiglio, che calca la mano su "una maggioranza ormai allo sbando, inesistente, folle".

Il punto adesso è capire che fine farà il progetto: il rischio di un'incompiuta è concreto. Per scongiurare questo rischio il sindaco Leoluca Orlando, parecchio adirato, annuncia che "la Giunta riproporrà l'atto deliberativo al Consiglio". Non prima di aver espresso "a nome di tutta la Giunta il dissenso per la scelta del Consiglio di respingere, senza alcun voto contrario, la nuova convenzione tra l'amministrazione comunale e la curatela fallimentare dell'ex azienda Grande Migliore che opera in conformità alle procedure e con le garanzie previste dalla competente autorità giudiziaria. Una scelta inspiegabile che arrecherà danno all'economia della città e ai lavoratori che, dopo aver perso il posto di lavoro, attendono la vendita degli immobili per recuperare parte delle risorse dovute".

Senza il via libera del Consiglio, l'ex megastore non può essere venduto assieme al parcheggio parzialmente realizzato prima del fallimento di Grande Migliore. Due bandi sono già andati deserti, motivo per cui la curatela fallimentare ha chiesto l'intervento del Consiglio. Anche perché i tempi fissati dal Prusst del 2007 per terminare i lavori erano già scaduti.

"La bocciatura del Prusst relativo alla struttura che ospitava Grande Migliore, necessario per rendere appetibile l'avvio di una nuova attività e la salvaguardia dei lavoratori, è assolutamente inconcepibile - afferma Toni Sala (Avanti Insieme)-. Si è sprecata la possibilità, forse l'ultima, di rilanciare un'attività imprenditoriale in piena pandemia. Adesso è necessario un chiarimento politico in maggioranza".  

Anche Fausto Melluso di Sinistra Comune, componente della commissione Urbanistica, ci va giù duro: "Chi oggi ha frenato l’utilizzo di quell’area deve e dovrà chiarire la sua posizione, ogni volta che si porrà il tema dello sviluppo commerciale delle città o della nostra capacità di accogliere gli investimenti. Perché consumare altro suolo o derogare alle regole vigenti quando avevamo la possibilità di utilizzare un’area già trasformata e di grande valore commerciale? Cui prodest? La bocciatura dell’atto disgusta: l’area resterà deturpata e non potrà essere venduta e quindi utilizzata, con ulteriore danno a carico di chi fra i dipendenti attende ancora una parte di Tfr. Quell’area sarà un memento ad una politica che non ha nemmeno il coraggio di argomentare ma che, nel creare questo genere di situazioni insensate urbanisticamente e politicamente, cerca di mostrare la sua esistenza. Noi abbiamo affrontato e affronteremo la vicenda a viso aperto, senza paura di spiegare un tema complesso".  

A dare una mano alla claudicante maggioranza ci hanno provato i grillini, che dopo l'esito del voto parlano di "pugnalata diretta alla città, che consegna una nuova incompiuta nel quartiere Cruillas". Così Antonino Randazzo, Rosalia Viviana Lo Monaco e Concetta Amella, che proseguono: "Il nostro sostegno in Aula non è stato sufficiente a neutralizzare l'inaspettata astensione e l'assenza di una maggioranza spaccata anche su un atto la cui valenza pubblica andava perseguita. Il M5S ha votato a favore in quanto il completamento dei lavori rappresentava un'opportunità per rendere quell'area nuovamente appetibile così da promuovere una qualche forma di sviluppo commerciale di cui avrebbero beneficiato i cittadini palermitani.Il rischio è che adesso quei locali restino abbandonati per tanto, anzi troppo, tempo".  

"A Palermo - dichiara il capogruppo del Pd Rosario Arcoleo - si perde sempre l'occasione di fare la cosa giusta. Il Prusst relativo alla struttura che ospitava Grande Migliore, era necessario per renderla appetibile. Si è sprecata la possibilità, forse l'ultima, di rilanciare un'attività imprenditoriale in piena pandemia. Il Pd compatto ha votato a favore del Prusst: siamo rammaricati per l'opportunità persa. Quando si parla di famiglie, di lavoratori e di possibile sviluppo economico per la città. Non ci sono colori né bandiere: oggi è una sconfitta per tutti".

Massimo Giaconia, uno degli esponenti della maggioranza che si è astenuto, dichiara: "Se avessi fatto parte del Consiglio che nel febbraio del 2007 approvò il progetto definitivo relativo all’intervento in variante urbanistica dell’area ex Grande Migliore, mi sarei fermamente opposto. Ovviamente non per contrarietà all’espansione di una attività produttiva, come nel caso dell'azienda Migliore spa, che poi purtroppo è fallita, ma per le obbrobriose opere che allora furono concesse, soprattutto la realizzazione di una passerella area in acciaio, che attraversa sopra la via Oliveri Mandalà e che collega l’edificio commerciale di Grande Migliore con il parcheggio a tre piani in via Buzzanca. Un'opera di grande impatto ambientale che ha deturpato quella parte di territorio. Opere ferme da più di dieci anni lasciate nell’abbandono e l’incuria".

"In tutte le sedute in cui si è trattata questa delibera ho rappresentato la necessità, a tutela della pubblica incolumità e del Comune, di impegnare la curatela fallimentare a sottoporre la passerella aerea ad un accertamento tecnico preventivo, per verificarne l’attuale efficienza strutturale, considerato che sono trascorsi 11 anni dalla sua realizzazione. Proposta che ho tramutato in emendamento alla proposta di delibera respinta con 12 voti favorevoli, 16 astenuti e nessuno contrario. La proposta contenuta nel mio emendamento pensavo trovasse ampio accoglimento e invece non è stato così" aggiunge Giaconia, motivando il sio "voto di astensione".

Oltre al danno c'è anche la beffa per gli ex lavoratori di Grande Migliore, sottolinea Mimma Calabrò (Fisascat Cisl): "Abbiamo appreso con rammarico la bocciatura dell'atto aggiuntivo alla convenzione urbanistica a suo tempo stipulata tra il Comune e la Migliore spa. Da quando il Grande Migliore ha abbassato le proprie saracinesche, non abbiamo mai smesso di rapportarci con il curatore fallimentare, avvocato Alberto Marino, per portare avanti tutti gli adempimenti tecnici e burocratici per far si che dalla vendita del Grande Migliore si potesse restituire ai lavoratori tutte le spettanze maturate e mai corrisposte. Parliamo di migliaia e migliaia di euro di stipendi non erogati. Oltre al danno anche la beffa per i 269 ex dipendenti che, oltre ad aver perso il lavoro e non avere più alcuna copertura data dagli ammortizzatori sociali, vedono naufragare la speranza che, attraverso il cospicuo ricavato della vendita dell'immobile, potessero recuperare quanto loro dovuto in quanto frutto del loro lavoro in azienda. E' veramente un peccato pensare che un immobile di tali dimensioni e con una posizione strategica dal punto di vista commerciale possa perdere la propria appetibilità, in quanto chi potrebbe aggiudicarselo all'asta dovrebbe ricominicare l'intero iter per la concessione urbanistica. Confidiamo sull'impegno da sempre profuso dal Curatore Fallimentare per continuare a difendere quanto oggi inaspettatamente è stato bocciato dal Consiglio". 

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