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Palazzo delle Aquile

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Sì del Consiglio al bilancio, niente soldi per il tram e la maggioranza si spacca: è crisi politica

Passa la linea di Italia Viva, Sinistra Comune abbandona l'Aula: in frantumi la coalizione del sindaco e Giusto Catania diserta la Giunta. Il voto a Sala delle Lapidi sancisce lo "strappo" tra gli orlandiani. Tre emendamenti bypartisan tolgono i fondi alla tranvia per destinarli a strade, scuole e cimiteri

Il voto al bilancio, poco prima dell'alba di questa mattina, sancisce una profonda spaccatura nella maggioranza ed apre la crisi politica nella coalizione che sostiene il sindaco Orlando.

Il documento finanziario viene approvato con 16 sì, 9 astenuti e un contrario. Passa in toto la linea di Italia Viva con Sinistra comune, invece, che esce dall'Aula dopo il "no" al mutuo per il tram e alle altre risorse (quelle dell'avanzo vincolato) inizialmente destinate all'infastruttura. Uno "strappo" che ha già il primo effetto: Giusto Catania, assessore in quota Sinistra Comune, non ha preso parte alla Giunta in programma oggi.

Orlando: "C'è un problema politico e tutti ce ne dobbiamo fare carico"

Sarà compito del sindaco Orlando provare a incollare i "cocci" della sua maggioranza, per cercare di andare avanti (magari cercando di volta in volta i numeri in Aula), o in ultima ratio dichiarare conclusa anzitempo l'esperienza amministrativa alla guida della città. La cronaca di quanto avvenuto a Sala delle Lapidi - dove determinante è stata la presenza delle opposizioni, che hanno garantito il numero legale - racconta di un Orlando che ha sostanzialmente accettato gli emendamenti bypartisan presentati dal Consiglio. 

Tre sono state le modifiche al testo portato in Aula dalla Giunta: con il primo emendamento è stato cassato il mutuo da 21 milioni per la linea E1 del tram; il secondo ha dirottato altri 21 milioni di avanzo vincolato dal tram alle manutenzioni per cimiteri (3,5 milioni), strade e marciapiedi (10 milioni), scuole (5,5 milioni) e progettazione esterna di opere ed interventi straordinari (1 milione); con il terzo infine il Consiglio ha impegnato l'amministrazione nel bilancio 2021-2022 a utilizzare tutte le risorse disponibili per il personale allo scopo di "aumentare l’orario dei lavoratori part-time di tutte le categorie, fino al raggiungimento delle 35 ore settimanali cadauno e all’assunzione di nuovo personale", accogliendo così le richieste dei sindacati.

Gli emendamenti, come già detto, sono frutto di un lavoro bypartisan. A firmarli oltre 20 consiglieri di maggioranza e minoranza: Italia Viva, Avanti Insieme e Partito Democratico tra i gruppi di maggioranza; M5S, Oso, Udc, Forza Italia, Diventerà Bellissima, Lega, Fratelli d’Italia tra le fila dell'opposizione. Nulla è stato possibile fare per attenuare i tagli alle partecipate, con il preventivo 2020 che segna -13,5 milioni.

Le reazioni

Alla fine della "maratona" d'Aula, Italia Viva porta a casa gli obiettivi che si era prefissati: "E' passata la nostra linea - dice il capogruppo Dario Chinnici -. Non contro qualcuno ma ha vinto nei confronti della città, che comunque sta malissimo. Siamo soddisfatti che l'amministrazione attiva abbia condiviso le nostre proposte di modifica allo schema di previsione". Bocche cucite invece in Sinistra Comune, che sta facendo però parlare i fatti dopo la rottura in Aula: l'assessore Catania, come detto oggi non prenderà parte alla Giunta.  

Polemica la posizione del Pd, che resta preoccupato per la proposta di aumento del 27% della Tari a partire dal 2021. "Troppo poco credere che la tariffa Tari non crescerà per i prossimi anni basandosi solo su presunte economie o su attività virtuose non ben definite - dicono Rosario Arcoleo e Milena Gentile -. Abbiamo presentato un ordine del giorno che impegna il sindaco a non aumentare la tassa e da tempo chiediamo l'applicazione del regolamento che prevede uno sconto in tariffa per quei cittadini che effettuano correttamente la raccolta differenziata. Purtroppo dobbiamo prendere atto che le nostre istanze sono state accolte solo in parte". Malgrado le rassicurazioni dell'assessore Sergio Marino, i timori del Pd (e non solo) si un aumento della Tari per il prossimo anno sono stati confermati dal sindaco Orlando, secondo cui "non si può escludere una revisione delle tariffe".

"Con l'approvazione del bilancio di previsione 2020-2022, il Consiglio ha votato un atto indispensabile per la vita della città, trovando lo spazio per alcune modifiche importanti che mirano a dare una prima risposta alle necessità più urgenti della città: in particolare, gli oltre 20 milioni di euro dell'avanzo vincolato saranno destinati all'emergenza cimiteriale, alla manutenzione di strade e marciapiedi e a interventi straordinari per la manutenzione degli edifici scolastici". Così i consiglieri e le consigliere di Avanti Insieme, Valentina Chinnici, Massimo Giaconia, Claudia Rini, Toni Sala, che proseguono: "Un'altra indicazione forte dal Consiglio è arrivata nei confronti delle politiche sul personale, perché finalmente i risparmi derivanti dai pensionamenti siano reinvestiti per aumentare le ore a tutte le categorie del personale, fino al raggiungimento delle 35 ore, oltre che per le progressioni di carriera, bloccate da circa un decennio. Infine il nostro gruppo, grazie al consigliere Giaconia, si è fatto promotore di un ordine del giorno che impegna il sindaco e la giunta a ripristinare, già col bilancio di previsione 2021, i corrispettivi delle società Partecipate, che altrimenti si troveranno nell'impossibilità di garantire alcuni fra i servizi essenziali finora erogati alla cittadinanza".

Tra i ranghi delle opposizioni il primo a parlare è il capogruppo di Forza Italia Giulio Tantillo: "Con l’approvazione del bilancio 2020 viene sancita la fine della maggioranza. Sinistra Comune ha abbandonato i lavori dichiarando di non votare il bilancio e di votare contro gli emendamenti presentati e firmati da quasi tutto il Consiglio. Abbiamo chiesto all’amministrazione di portare il bilancio 2021 a gennaio. Non ci sarà l’aumento della tassa sui rifiuti ma rimane la grande crisi di liquidità finanziaria del Comune che ormai ricorre periodicamente all’anticipo di tesoreria. Le aziende partecipate saranno costrette a diminuire alcuni servizi per i tagli che hanno subito. Il documento finanziario mette a nudo l’incapacità dell’amministrazione a rilanciare i servizi e il decoro della città, basti pensare all’emergenza cimiteriale con centinaia di bare che aspettano da tempo una dignitosa sepoltura. Solo il ritorno alle urne porrà fine al lento e costante declino della nostra Palermo".

Mentre l'ex grillino Ugo Forello, primo firmatario degli emendamenti approvati, sottolinea "la presenza delle minoranza in Aula, decisiva per l'approvazione del bilancio" e la crisi all'interno della coalizione orlandiana: "La maggioranza si è sgretolata, l'abbandono dell'Aula dei consiglieri di Sinistra Comune è stata una scelta irresponsabile che ha messo a rischio l'approvazione del bilancio, poi garantita dalla presenza delle forze di minoranza. Per coerenza, penso che l'assessore alla Mobilità dovrebbe rassegnare le sue dimissioni. Anche il sindaco esce 'con le ossa rotte' da queste giornate che hanno visto stravolto l'impianto della parte dispositiva della delibera presentato poche settimane fa dalla Giunta e che vedeva nel sistema del tram l'unica stella polare. Il Consiglio ha avuto il merito di tenere la barra dritta e affermare a chiare lettere che la città e i cittadini hanno dei bisogni e delle priorità che vengono prima rispetto alle opere connesse al sistema tram".

"Il bilancio previsionale, presentato con estremo ritardo, costringendo il Consiglio a lavorare di fretta - continua Forello - certifica la situazione di grave crisi economico finanziaria del Comune. Molte le incertezze per il futuro della citta, dal pericolo del dissesto, alla scarsa liquidità, ai probabili aumenti della Tari. Il Consiglio ciononostante è riuscito a impegnare (a partire dal 2021) somme per far fronte alle principali emergenze cittadine (cimiteri, strade, edilizia scolastica e beni comunali)". 

Giulia Argiroffi, capogruppo Oso, scrive su Facebook: "Oggi è stato sancito definitivamente che questo tram non è prioritario per Palermo. L'assessore Catania non si dimetterà e il sindaco non lo inviterà a farlo, ma la fiducia non c'è più. Orlando non staccherà la spina, nonostante l’evidente fallimento. Orlando lo sa bene, non lo ammette e non lo ammetterà, ma il fallimento è sancito! E' un fallimento che pesa come un macigno non tanto per Orlando ma per ciò che della città Orlando restituisce: macerie".

"Stamane all’alba, il tenace lavoro di proposta delle opposizioni, su cui si è registrata la convergenza di parte del Consiglio, ha donato a Palermo un nuovo argine allo scatafascio dell’ ultima amministrazione Orlando" afferma il consigliere Fabrizio Ferrandelli (+Europa), convinto che ci sia "ancora molto da fare, tra cui bloccare l’aumento del 30% della tassa sui rifiuti, con cui Orlando intende coprire i guasti gestionali di Rap". Quindi rincara la dose: "Per la prima volta, durante la votazione dello strumento economico-finanziario, Sinistra Comune, forza politica che esprime la guida della commissione Bilancio, è stata costretta ad uscire abbandonando l'Aula. Segno di una stagione ormai al tramonto e dell’inizio di un nuovo percorso per cambiare ricetta ed anche chef".

Soddisfatti che "per il lavoro trasversale fra gruppi di minoranza e maggioranza" gli esponenti del M5S. "Siamo stati - dicono Antonino Randazzo, Concetta Amella e Viviana Lo Monaco tra i protagonisti di questa maratona, che ha riportato sulla terra il sindaco e la sua Giunta destinando le somme degli avanzi 2021 alle vere emergenze della città e delle sue periferie: strade, scuole, cimitero e progettazioni". 

"Grazie a Forza Italia - sostiene dichiara Andrea Mineo, consigliere azzurro e vicepresidente della commissione Bilancio - nessun nuovo pesante prestito graverà sulle spalle dei palermitani. Il Consiglio comunale ha detto infatti no a un ulteriore mutuo per le linee del tram e ha riprogrammato oltre venti milioni di euro da destinare alle priorità reali: cimiteri, manutenzione strade e scuole, con uno sguardo rivolto ai giovani. Inoltre, in una città dalla quale sempre più giovani sono costretti a fuggire, siamo riusciti a portare all’approvazione, registrando grande condivisione, un importante provvedimento finalizzato a prevedere forme di aiuto per i giovani che svolgono attività di impresa. Si prevedono finanziamenti per le piccole e micro imprese per l’innovazione, lo sviluppo tecnologico e digitale e a sostegno delle start up giovanili. Si tratta di un segnale a nostro avviso molto importante e di un auspicio per la ripartenza, in un anno molto difficile per le categorie produttive e per i giovani. Saremo al lavoro sin dai primi giorni dell’anno venturo per dare concretezza a questa misura".   

"Il voto sul bilancio ha sancito non solo la fine ufficiale della maggioranza, che di fatto non esiste più da molti mesi, ma soprattutto ha posto un pesante macigno politico sul progetto del tram, che per anni è stata la bandiera del duo Orlando-Catania - commenta Marianna Caronia (Forza Italia -. Il Consiglio comunale ha finalmente ribadito che questo progetto di Tram non può continuare a drenare risorse pubbliche. Mi auguro che a questo segua una attenta riflessione sul progetto complessivo, che così come si sta portando avanti non potrà che arrecare danni incalcolabili alla nostra città. E' grave che di fronte alle numerose gravissime emergenze della città, a partire da quella dei cimiteri e delle manutenzioni, il Sindaco non abbia sentito il dovere morale di proporre soluzioni e trovare risorse. Ma per fortuna il Consiglio, pur in una situazione finanziaria complessivamente disastrosa, ha trovato alcune soluzioni",

"Il tentativo dell'amministrazione Orlando di mettere sul tram le poche somme disponibili libere nel bilancio è naufragato - conclude il capogruppo della Lega in Consiglio comunale, Igor Gelarda -. Si tratta di una dura sconfitta politica per il sindaco Orlando, frutto in realtà di una profonda presa di coscienza di quasi tutto il Consiglio comunale. La riprova è stata l'uscita dall'aula, durante il voto, di Sinistra Comune. Una sconfitta che corrisponde ad una sfiducia da parte dell'Aula e la dimostrazione che questo progetto di tram non è una priorità per la città di Palermo. E’ chiaro che da questo momento il sindaco Orlando non ha più una sua maggioranza e che si navigherà a vista, e male, fino a fine consiliatura".

Alessandro Anello, consigliere comunale e coordinatore cittadino della Lega, si differenzia da Gelarda. Innanzitutto chiede le "dimissioni di Catania" e pungola il sindaco: "In occasione della discussione sulla mozione di sfiducia ha detto che avrebbe considerato conclusa la sua esperienza di governo in caso di spaccatura della maggioranza. Adesso passi ai fatti. Si è purtroppo verificato - aggiunge Anello - quanto avevo detto a Sala delle Lapidi lo scorso settembre quando, nonostante il voto della Lega e di tutte le altre forze di minoranza in Consiglio comunale, i consiglieri irresponsabili di maggioranza non votarono la sfiducia ad Orlando, condannando di fatto i cittadini palermitani ad altri 18 mesi di stillicidio. Un suicidio. Una maggioranza tanto compatta tre mesi fa, salvo poi l'ultimo dell'anno lacerarsi miseramente sul bilancio, il documento più importante che il Consiglio comunale sia chiamato a votare. E' rilevante sottolineare il lavoro trasversale dei gruppi di minoranza e maggioranza che hanno smontato un atto del sindaco e della Giunta che prevedeva l'impiego di tutte le risorse possibili sul tram, oltre 20 milioni di euro dell'avanzo vincolato del 2021, distribuendo invece le risorse sulle reali e urgenti necessità di cui la città ha bisogno: dalla manutenzione delle scuole alle strade ed ai marciapiedi, fino agli interventi sui cimiteri e in particolare ai Rotoli. Una sconfitta pesante soprattutto per l'assessore Catania, capace di abbandonare il sindaco in Aula fino alle sei del mattino. Vergognoso. A questo punto - conclude Anello - il primo cittadino metta Catania alla porta, altrimenti stacchi definitivamente la spina e vadano tutti a casa, anziché portare la città allo sfascio".

"Ho votato 'no' - dice Francesco Scarpinato, capogruppo di Fratelli d’Italia - ad un bilancio pieno di criticità, come testimonia il taglio dei corrispettivi delle società partecipate che si traduce in meno servizi ai cittadini. Questo bilancio getta un’ombra sul futuro della città e testimonia la mancanza di programmazione e progettualità rispetto agli impegni futuri della nostra amata Palermo".

"La modalità di approvazione del bilancio di previsione ha prodotto un evidente problema politico". Lo dichiara la capogruppo di Sinistra Comune, Barbara Evola, annunciando una conferenza stampa che si svolgerà in via telematica domani alle 12. Tra i partecipanti anche l’assessore Giusto Catania (che oggi si è intrattenuto a colloquio con il sindaco) e i consiglieri Fausto Melluso, Katia Orlando, Marcello Susinno.

Articolo aggiornato alle 18,37 con annuncio conferenza stampa Sinistra Comune

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