C'è la nuova Giunta ma Orlando perde 2 pezzi: "zingarettiani" del Pd lasciano maggioranza

Lo "strappo" dei consiglieri comunali Arcoleo e Lo Cascio si è consumato mentre gli assessori giuravano. "Il sindaco non ha coinvolto il partito. Faraone e Chinnici si dimettano". Numeri risicati a Sala delle Lapidi, l'opposizione respinge una pregiudiziale di Terrani. Tantillo (Fi): "E' la fine della maggioranza"

Orlando durante l'insediamento della Giunta

Nello stesso momento in cui la nuova Giunta ha mosso i primi passi, con il giuramento e l'insediamento degli assessori, a Sala delle Lapidi si è consumato uno "strappo" interno alla maggioranza destinato a creare non pochi problemi. Gli orlandiani hanno infatti ufficialmente perso due "pezzi": vale a dire i consiglieri zingarettiani del Pd, Rosario Arcoleo e Giovanni Lo Cascio, che da ora in poi voteranno "solo secondo coscienza". 

"Non ci sentiamo più parte integrante della maggioranza - ha detto Arcoleo -. Ecco perché valuteremo ogni singolo provvedimento. Pur rappresentando la maggioranza del Pd prendiamo atto che il sindaco Orlando nell'azione di rilancio della Giunta non ha coinvolto il partito. Faraone e Chinnici non rappresentano più nessuno a Palermo. Le primarie sono state un referendum contro il segretario regionale e il capogruppo in Consiglio: entrambi dovrebbero dimettersi".

Gli assessori giurano, nasce la nuova Giunta

Con la maggioranza spaccata e ormai ridotta all'osso - 20 consiglieri escludendo Arcoleo e Lo Cascio - l'opposizione (salita a 18) va a nozze. Tanto da far dichiarare a Giulio Tantillo, capogruppo di Forza Italia, che "la nascita della nuova Giunta sancisce la fine della maggioranza". Proprio in contemporanea alla presentazione della nuova squadra di governo, la maggioranza ha fatto "cilecca" in Consiglio su una pregiudiziale presentata dal capogruppo di Mov139 Sandro Terrani. L'esito della votazione sulla pregiudiziale - che chiedeva la presenza in Aula dell'assessore per discutere su due delibere di urbanistica - è stata respinta (15 a 15) con l'astensione decisiva del capogruppo di Forza Italia Giulio Tantillo, nelle vesti di presidente. E un'altra pregiudiziale richiesta dallo stesso Terrani (sullo stato di salute delle strade cittadine), è stata dichiarata irricevibile dal presidente Tantillo perché "non pertinente all'atto prelevato". 

"Ancora una volta - ha aggiunto Tantillo - la maggioranza ha dimostrato di non avere i numeri. L'opposizione, responsabilmente, potrà votare d'ora in avanti solo le delibere che vengono condivise e che reputiamo essere nell'interesse della città. Sul bilancio diremo la nostra". Quello della tenuta degli orlandiani in Consiglio è un tema politico di grande rilievo alla "vigilia" di appuntamenti importanti come il bilancio di previsione 2019, che dovrebbe essere esitato questo mese. Oppure sul caso Amap-caditoie che, malgrado le parole del sindaco con riferimento alla delega assegnata al neo assessore Prestigiacomo, è tutt'altro che chiusa. "Una parte del Consiglio comunale - ha detto il capogruppo di Mov139 Terrani - non ha assolutamente capito la gravità della situazione, che se non affrontata immediatamente potrebbe creare un problema sociale ed occupazionale per i lavoratori Amap". 

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"L’ala zingarettiana del Pd, che esprime due presidenze di commissione, non si sente più parte della maggioranza e voterà secondo coscienza - ha commentato il capogruppo del Mov139 n merito allo strappo nella maggioranza -. Confido nel buon senso e ho fiducia nel sindaco perché risolva la situazione".

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