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Sì del Consiglio al consuntivo 2020: "Coi fondi dello Stato per il Covid si è evitato il dissesto già l'anno scorso"

Questa la tesi del consigliere Forello, che durante la seduta ha confrontato i dati delle entrate dal 2019 al 2021: "La pandemia è stata la salvezza del Comune". Al vaglio dell'amministrazione la proposta di usare il fondone per bloccare l'aumento Tari. Piano di riequilibrio, la Giunta si riunisce per le modifiche: tempi strettissimi per evitare il dissesto

Nel giorno in cui la Giunta si riunisce per modificare il piano di riequilibrio, il Consiglio comunale approva il bilancio consuntivo 2020. Il documento economico-finanziario che "fotografa" i conti del Comune di ormai due anni fa, approdato con enorme ritardo a Sala delle Lapidi, passa coi voti della maggioranza: 10 sì e 8 no, su 18 presenti in Aula. 

I numeri che emergono dal rendiconto di gestione del 2020 confermano la crisi finanziaria in cui versa l'ente: crescono i debiti fuori bilancio (passati dai 12 milioni del 2019 a 22 milioni), pesa come un macigno l'accantonamento annuale da 20 milioni a copertura del fondo crediti di dubbia esigibilità e si registrano ulteriori disallineamenti con le partecipate (+26 milioni). Disallinementi dovuti in particolare alla situazione di Amat che nel contratto di servizio ha un'entrata prevista dalla Ztl di 30 milioni ma in realtà il Comune gliene riesce a garantire non più di 3 all'anno.

"Senza le somme provenienti dal governo nazionale - afferma il consigliere Ugo Forello (gruppo Oso) - i conti sarebbero stati peggiori. Il Covid è stata la salvezza del Comune perché grazie a questa disgraziatissima emergenza sanitaria sono arrivate da Roma delle risorse, come quelle del cosiddetto fondone, che hanno evitato il dissesto già l'anno scorso. Questa è la verità, tra l'altro confermata pure dal ragioniere generale".

Secondo i dati diffusi dallo stesso Forello, "le lacune nel bilancio del Comune non hanno nulla a che fare con gli effetti negativi del Covid. La differenza fra le entrate registrate nel 2019 con quelle del 2020 e del 2021 è minima: le varie tasse introitate da Palazzo delle Aquile - dalla Tari all'Irpef, passando per l'Imu e l'imposta di soggiorno - sono passate dai 207 milioni del 2020 ai 190 milioni del 2020 e ai 200 milioni del 2021". Tesi che Giulio Tantillo, capogruppo di Forza Italia, condivide fino a un certo punto: "Vero è che le variazioni sulle entrate sono state minime, ma le tasse evase sono rimaste invariate. I fondi giunti da Roma hanno evitato un allargamento del disavanzo".

Le somme del fondone. come ampiamente emerso anche nelle precedenti sedute di Consiglio, sono state usate per salvare i conti del Comune. Dei 31 milioni del 2020, circa 13 sono serviti per coprire gli extra costi della Rap: cioè le spese sostenute dalla Rap (26 milioni in totale) per portare i rifiuti prodotti a Palermo nelle discariche del Catanese dopo la saturazione di Bellolampo. Spese che dovranno essere spalmate nei prossimi due anni e che comporteranno un aumento della Tari, a meno che la Giunta non decida di usare altri 13 milioni sui 55 milioni del fondone 2021 per azzerare gli aumenti e dare ossigeno alla Rap.

La proposta, avanzata dal presidente del Consiglio Totò Orlando, è al vaglio della Giunta che oggi dovrà varare il maxi emendamento al piano di riequilibrio. Se dovesse essere accolta, il Consiglio potrebbe approvare il Pef 2020 subito dopo la maratona d'Aula per evitare il dissesto. I tempi sono strettissimi. Secondo Tantillo, infatti, "il piano di riequilibrio va approvato entro venerdì: il rischio è di perdere i 57 milioni stanziati dalla finanziaria nazionale per due anni. Si tratta di somme legate al piano di riequilibrio, che vanno richieste a Roma entro e non oltre domenica".

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