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Maratona in Consiglio, passa la proposta Orlando: approvate le tariffe Tari

Un "sì" arrivato in extremis con i voti della maggioranza e del Movimento Cinque Stelle. Riduzione minima per le imprese (-4%) e aliquote sostanzialmente invariate per le famiglie. Ecco quanto costerà la tassa sull'immondizia nel 2018

Ugo Forello durante una seduta del consiglio Comunale

Una riduzione minima per le imprese (-4%) e aliquote sostanzialmente invariate per le famiglie. Al termine di una seduta durata quasi 10 ore, una vera e propria maratona, il Consiglio comunale ha approvato le tariffe della Tari: la tassa sull'immondizia. In extremis rispetto alle tempistiche di legge (entro il 31 marzo) stabilite per il bilancio di previsione. Lo ha fatto con i voti della maggioranza e anche con il sì del Movimento Cinque Stelle. "Gli orlandiani - ha detto Ugo Forello, capogruppo M5S - erano meno di 16, quindi se non ci fosse stata l'opposizione l'atto non sarebbe stato approvato".

In definitiva, è passata la proposta fatta dall'amministrazione Orlando. Che ha scelto di non ritoccare il costo del servizio: 122 milioni e 400mila euro, al lordo dei 3,1 milioni per Palermo Ambiente e 10,9 milioni di Iva. "Dalla discussione in Aula di ieri - ha aggiunto Forello, a nome di tutto il gruppo consiliare del M5S - è emerso con chiarezza che l'amministrazione ha di fatto messo in mora la Rap. Il nostro voto favorevole alla delibera è nell'interesse dei cittadini, che avranno una leggera riduzione della tassa per le utenze non domestiche, e contemporaneamente rappresenta un atto di sfida all'amministrazione Orlando che dovrà entro luglio trovare gli strumenti per salvare la propria partecipata, tagliando gli sprechi e migliorando la qualità dei servizi". Sì perché la Rap avrebbe avuto bisogno di più risorse: circa 6 milioni di euro, secondo quanto emerso ieri a Sala delle Lapidi.

Su questo punto si è focalizzato pure l'intervento dei consiglieri Sabrina Figuccia e Claudio Volante, che ironicamente hanno parlato di "un gran successo dell'Amministrazione" e subito dopo hanno preannunciato (in questo caso seriamente) il "funerale" della Rap: "La società d'igiene ambientale non riesce a erogare servizi accettabili alla città a causa di una mala gestio e di una condizione di enorme difficoltà economica ammessa candidamente dallo stesso vicesindaco Sergio Marino. Ci auguriamo pertanto che dietro questa operazione non si celi la solita mano magica giuridica, che prepara a tavolino un ulteriore fallimento, che con molta probabilità potrebbe aprire la strada a soluzioni probabilmente già programmate". Intanto, hanno rimarcato Figuccia e Volante, "i cittadini continueranno a pagare somme altisonanti a fronte di servizi quasi inesistenti".

Ma quanto costerà la Tari nel 2018? Qualche esempio pratico: una famiglia con quattro componenti che abita in una casa di cento metri quadri dovrà sborsare 317 euro. Praticamente la stessa somma dello scorso anno (quando pagava di Tari 316 euro e spiccioli). Per un'utenza non domestica, ad esempio un ristorante, invece la riduzione del 4% equivale mediamente a circa 100 euro, considerando sempre un locale di cento metri quadri. "Un segnale positivo dell'amministrazione comunale verso le attività produttive della città, cuore pulsante della nostra economia" è il commento del consigliere di maggioranza Ottavio Zacco (Sicilia Futura), presidente della Sesta commissione. Sulla stessa scia il capogruppo del Pd Dario Chinnici e quello di Sicilia Futura Gianluca Inzerillo, che hanno sottolineato "l'attenzione nei confronti di imprese e famiglie".

"Il taglio per le imprese è stato possibile grazie alla lotta all’evasione fiscale - ha spiegato Antonino Sala, capogruppo di Palermo 2022 a Sala delle Lapidi - che ha permesso di recuperare circa 2 milioni di euro. Altro elemento importante è la sostanziale revisione dei costi del servizio, grazie agli input dell'amministrazione che ha fissato un obiettivo d'efficienza per l’azienda partecipata. Stabilendo l’obiettivo della riduzione del 5% dei costi di gestione, l'amministrazione intende condividere e risolvere i problemi insieme all'azienda. Un'azione necessaria, e spero compresa, per il bene della società. Un processo virtuoso per mantenere pubblico il servizio di nettezza urbana di Palermo. Ritengo che non bisogna essere preoccupati, siamo ancora all'inizio dell'anno. Possiamo monitorare l'obiettivo fissato e, se dovessimo spostarci molto da quell’obiettivo, attivare i dovuti correttivi per non assistere ad un nuovo fallimento".

Secondo Paolo Caracausi (Mov139), "il dibattito d'aula ha evidenziato le difficoltà in cui versa la Rap ed in sintonia a quanto richiesto dall'amministrazione ha approvato tale atto che chiede un efficientemento dei costi ma sopratutto dei servizi resi alla città. Stamattina nella qualità di presidente della III commissione ho inoltrato una nota alla Rap e agli uffici interessati chiedendo di farci pervenire mensilmente un report sulle iniziative ed i risultati conseguiti per raggiungere gli obiettivi fissati. Non vogliamo che Rap faccia la fine di Amia e per questo vigileremo affinché eventuali sprechi vengano eliminati e venga migliorato un servizio che ancora oggi viene percepito non adeguato ad una città oggi Capitale della cultura".

"E' innegabile - ha sottolineato Marcello Susinno (Sinistra Comune), altro esponente della maggioranza - che la Rap sia in difficoltà, anche perché spesso è difficile stare dietro all'inciviltà di tanti cittadini che abbandonano rifiuti indifferenziati in ogni dove. Tuttavia, rispetto ad altre città, Palermo mantiene delle tariffe contenute: a Cagliari una famiglia di 4 persone paga 600 euro all'anno, avendo una raccolta differenziata al 60%. Da noi invece si paga esattamente la metà". La differenziata però rimane la nota dolente della Rap: l'ultimo dato si attesta al 15,5%, con Palermo tra le "cenerentole" di Sicilia. "Numeri - come ha detto il consigliere Mimmo Russo - che inchiodano azienda e amministrazione comunale alle loro responsabilità".

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