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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Politica

Consiglio comunale, sì al regolamento che istituisce il garante dei diritti dei detenuti

La delibera porta in calce la firma degli inquilini di Sala delle Lapidi, ma è soprattutto un successo in stile radicale del Comitato Esistono i Diritti, che si è battuto per introdurre questa figura a tutela dei reclusi nelle carceri cittadine. D'Amico: "Ancora una volta il metodo transpartito si è rivelato vincente e convincente". Le reazioni dell'Aula

Via libera da Sala delle Lapidi al regolamento che istituisce il garante comunale per i diritti dei detenuti. La delibera porta in calce la firma del Consiglio comunale, ma è soprattutto un successo del Comitato Esistono i Diritti, che si è battuto sino in fondo per introdurre questa figura a tutela dei reclusi nelle carceri cittadine. Lo ha fatto con una battaglia non violenta e transpartitica, in pieno stile radicale, che ha fatto breccia nel Consiglio.  

"Ci sono voluti un bel po' di mesi" dice Gaetano D'Amico, co-presidente del Comitato Esistono i Diritti, senza nascondere una certa commozione: "Ancora una volta il metodo transpartito si è rivelato vincente e convincente. Questo risultato lo abbiamo ottenuto perché siamo andati oltre la logica dell'appartenenza. D'altronde su temi come la tutela dei più deboli non ci possono essere divisioni di sorta". 

Come prevede il regolamento, la funzione del garante è quella di migliorare le condizioni di vita e di inserimento sociale delle persone private della libertà personale. In che modo? Attraverso la tutela e la promozione dei diritti, l’esame e la predisposizione di iniziative rispetto a segnalazioni che riguardino violazioni dei diritti dei detenuti, l’informazione e il confronto con l’istituzione carceraria, le autorità competenti, il Comune e la cittadinanza. "Il Consiglio comunale - dice in una nota il gruppo Avanti Insieme (Valentina Chinnici, Massimo Giaconia, Claudia Rini, Toni Sala) - sancisce oggi un principio di civiltà giuridica per l’affermazione dello stato di diritto che assicura la salvaguardia ed il rispetto dei diritti di ogni uomo. La proposta di delibera di iniziativa consiliare permette a Palermo di dotarsi di un regolamento che consentirà di nominare il garante dei detenuti, figura prima d'ora non prevista al livello comunale, ma presente e attiva al livello nazionale e regionale".  

"Era una battaglia per i diritti della tutela degli ultimi che non poteva essere più rimandata" dicono Milena Gentile e Rosario Arcoleo (Pd), che presidente della Settima commissione ha portato in Aula la delibera. "Quella del garante dei detenuti - aggiunge - è una figura di mediazione che potrà agire al fine di tutelare gli ultimi e le loro famiglie. Troppo spesso in questi mesi abbiamo assistito a grandi difficoltà nella carceri, legate anche alla pandemia, che hanno finito per calpestare troppo spesso i diritti dei carcerati. Auspichiamo che la figura del garante faccia da pungolo per le istituzioni al fine di creare occasioni di inserimento lavorativo e di formazione necessaria per acquisire quelle competenze che sono indispensabili per il reinserimento nella società".

Esprime soddisfazione il gruppo del M5S, che sottolinea: "Dopo l'istituzione del garante nazionale e regionale, anche a livello locale, sarà possibile individuare una figura dotata di autonomia e indipendenza di giudizio che avrà il compito di vigilare sul rispetto di diritti imprescindibili. Come sempre - concludono Viviana Lo Monaco, Antonino Randazzo e Concetta Amella - il M5S non ha fatto mancare il proprio contributo nell'elaborazione di proposte migliorative dell'atto, che hanno reso più chiari gli ambiti di competenza e i requisiti richiesti a una figura di garanzia che deve avere le mani libere per operare al meglio".

"Grazie al lavoro del consiglio comunale, anche Palermo avrà al pari di altre città italiane un Garante per i diritti dei detenuti: l'approvazione del regolamento, che consentirà la nomina del Garante, favorirà il reinserimento sociale e aiuterà i detenuti a rapportarsi al meglio con le istituzioni". Così i capigruppo di Italia Viva e Italia Viva-Sicilia Futura in Consiglio, Dario Chinnici e Gianluica Inzerillo. 

Per Igor Gelarda, capogruppo della Lega, si tratta di "un segno di profonda civiltà e democrazia espressa da questo Consiglio comunale". Il Carroccio ha inoltre presentato un ordine del giorno di sostegno alla polizia penitenziaria: l'atto è stato votato dalla maggioranza del Consiglio con 16 voti favorevoli e 8 contrari. "Otto voti contrari - rimarca Gelarda - che ci hanno lasciati esterrefatti. Peggio di tutti ha fatto Sinistra Comune, che non smentisce mai la sua matrice ideologica, che addirittura con una dichiarazione di voto ha annunciato la sua astensione sul documento proposto dalla Lega. I sacrifici che ogni giorno fanno gli uomini e le donne della polizia penitenziaria per garantire la democrazia dei cittadini, ma anche dei detenuti, non possono essere ignorati in questo modo, specie a Palermo dove le aggressioni a carico degli uomini della penitenziaria sono quasi all'ordine del giorno. La Lega esprime ancora una volta vicinanza a tutti gli uomini in divisa e disappunto per chi non è stato in grado di farlo oggi in Aula".  

Barbara Evola, Fausto Melluso, Katia Orlando, Marcello Susinno, consiglieri di Sinistra Comune, sottolineano "il peggiormamento delle condizioni di vivibilità negli istituti penitenziari alla luce della situazione epidemiologica" e replicano alla Lega sull'ordine del giorno di sostegno agli agenti penitenziari: "Quando la politica non ha più nulla da dire si affida alle polemiche sterili e, peggio ancora, alla retorica vuota per raccattare qualche consenso. La vicinanza a chi tutti i giorni lavora in condizioni difficili, sotto organico, senza tutte le necessarie tutele, si mostra con i fatti, con i provvedimenti concreti discussi nelle sedi opportune. L’ordine del giorno presentato dalla Lega getta fumo degli occhi e non porterà alcun vantaggio alle questioni poste da molte tempo dalle organizzazioni sindacali delle guardie penitenziarie semplicemente perché le giunte comunali non hanno alcuna competenza in materia. La presentazione di questo ordine del giorno allegato al regolamento per l’introduzione del Garante  sembra rispondere, piuttosto, ad una logica poco condivisibile che mette i diritti in contrapposizione tra loro: il riconoscimento dei diritti detenuti, attraverso l’istituzione del garante, contro i diritti delle guardie penitenziarie. I diritti non sono mai 'contro', ma 'per'. Sinistra Comune vuole tutelare i diritti di chi, finora, non ha avuto voce e allo stesso tempo tutelare i diritti di chi opera all’interno delle carceri tutte le volte che vengono calpestati".

Articolo aggiornato alle ore 12 del 19 maggio 2021

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