Domenica, 13 Giugno 2021
Politica

Sì del Consiglio alla mozione di sfiducia contro Giusto Catania: "Segnale politico al sindaco"

Il responso dell'Aula - 21 voti a favore, un astenuto e nessun contrario - non comporta la decadenza dell'assessore alla Mobilità, ma apre un caso nel centrosinistra. M5S e +Europa, che dialogano con Pd e orlandiani in vista delle Comunali, incastrati dal resto delle opposizioni. L'esponente della Giunta su Twitter: "Una risata vi seppellirà". Tutte le reazioni

L'assessore Catania con il sindaco Orlando

Con 21 voti a favore, un astenuto e nessun contrario, il Consiglio comunale sfiducia l'assessore alla Mobilità Giusto Catania. La mozione approvata da Sala delle Lapidi non comporta la decadenza dell'assessore: nessun effetto automatico, in quanto l'ordinamento prevede solo la sfiducia al sindaco, ma il voto contro Catania rappresenta un segnale politico importante. 

Gli orlandiani, che non hanno più la maggioranza, hanno abbandonato l'Aula. Ma è servito a poco: i numeri però erano talemente a favore delle opposizioni che anche i gruppi che adesso gravitano nel centrosinistra e dialogano con gli orlandiani - ovvero M5S e +Europa - hanno votato sì alla sfiducia di Catania, assieme ai renziani di Italia Viva ed a tutto il centrodestra compatto. Il diretto interessato non fa una grinza e su Twitter cita Groucho Marx: "Una risata vi seppellirà". Questa la risposta dell'assessore alla Mobilità - il più conestato ma anche il più politico della Giunta Orlando - al responso dell'Aula.   

Come detto, infatti, la sfiducia ad un assessore non ha nessun effetto automatico: Catania, che non ha partecipato alla seduta, resta al suo posto. Con lo scudo protettivo del sindaco Orlando, che ieri in conferenza stampa aveva già preso le difese dell'assessore Maria Prestigiacomo, che ha rimesso la delega ai Servizi idrici dopo l'inchiesta giudiziaria su Amap e l'affaire depurazione, sfidando il Consiglio: "Sfiduciare un assessore è un atto velleitario e strumentale, la presentino contro di me la mozione".

Oggi doveva essere proprio il giorno della sfiducia alla Prestigiacomo e invece il Consiglio ha lanciato l'offensiva a Catania, leader di Sinistra Comune. Un vero e proprio blitz, dietro il quale ci sarebbe la "regia" del presidente Totò Orlando. Se però era scontato il sì alla mozione da parte dei renziani (da sempre critici nei confronti di Catania), di Oso e dei gruppi di centrodestra, il voto favorevole del M5S - al lavoro per costruire un'allenza con Pd e Orlando in vista delle Comunali - crea qualche imbarazzo nel centrosinistra. Le opposizioni invece incassano il risultato politico e alzano il tiro, puntando al bersaglio grosso: il sindaco Orlando.  

Le reazioni

"Questo voto, mi auguro, che ci porti alla sfiducia al primo cittadino per liberare presto Palermo da questa ormai insostenibile amministrazione" dichiara Marianna Caronia, sottolineando che "purtroppo il sindaco non coglierà questo segnale, continuando a raccontare una città che non esiste".

"La mozione di sfiducia all'assessore Catania, votata oggi quasi all'unanimità dal Consiglio comunale, è l'esito scontato di un'esperienza amministrativa costellata di fallimenti: i cittadini, quotidianamente imbottigliati del traffico, non sentirebbero la mancanza di un assessore che ha dimostrato di non saper dialogare con la città e di piegare a logiche elettorali ogni scelta. Adesso Catania abbia un sussulto di dignità e si dimetta". Lo dicono Dario Chinnici e Gianluca Inzerillo, capigruppo di Italia Viva e Iv-Sicilia Futura in Consiglio comunale.  

“Sono soddisfatto del voto ampio alla mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore Giusto Catania - dice il leader di +Europa Fabrizio Ferrandelli - La mozione poggia su diversi punti di criticità e di mancato rispetto istituzionale. L’assessore Catania, infatti, mostra assenza di dialogo e confronto democratico con l’organismo consiliare, glissando nei fatti la possibilità di un percorso condiviso che possa, con atti deliberativi e strumenti propri dell’organo, affrontare e risolvere definitivamente importanti problemi. La questione più recente, in ordine di tempo,  riguarda la sospensione della Ztl in sfregio alla deliberazione del consiglio e delle richieste corali dei commercianti. Indicazione che l’assessore ha disatteso emanando d’imperio un suo provvedimento. Oggi arriva dall’aula una sfiducia politica che è un segnale inequivocabile di bocciatura sulle sue politiche e sulla capacità gestionale, a salvaguardia del rispetto istituzionale che merita l’organismo di pianificazione e controllo. Ci sono voluti anni per questo voto, ma meglio tardi che mai".

"Mentre importanti finanziamenti dello Stato, che darebbero respiro alle casse asfittiche del comune, rimangono al palo, la nuova maggioranza del Consiglio Comunale, formata da tutte le forze di opposizione, preferisce prelevare e votare una mozione di sfiducia del 2019 che non produrrà alcun effetto utile per la città e che richiama questioni ormai ampiamente superate. Il Prg, infatti, è all’ordine del giorno del Consiglio comunale, osteggiato proprio da chi prima sbraitava in aula perché venisse presentato; il contratto di Rap, invece, è stato approvato l’estate scorsa. Se l’intento della mozione era quello di lanciare un segnale politico al sindaco, riteniamo, invece, che l’unico messaggio, negativo, stia arrivando alla città  sul modo in cui questo Consiglio vuole proseguire la sua attività. Sinistra Comune, Partito democratico e Avanti Insieme non parteciperanno più a lavori d'Aula snervanti e improduttivi, durante i quali si istruiscono processi sommari a funzionari, dirigenti, assessori, segretario generale, minando continuamente la credibilità delle Istituzioni. Siamo pronti e pronte ad entrare in aula e a partecipare al dibattito quando si affronteranno atti che hanno una ricaduta reale sulla vita di cittadini e cittadine, come il paino triennale delle opere pubbliche". Così in una nota congiunta Barbara Evola (capogruppo di Sinistra Comune), Rosario Arcoleo (capogruppo del Pd) e Valentina Chinnici (capogruppo di Avanti Insieme).

"La sfiducia a Giusto Catania è il fallimento politico della sindacatura Orlando che nell'assessore alla Mobilità ha avuto il principale alfiere di un   modo di amministrare la città di stampo ideologico, scollato dalla realtà. Catania è il principale responsabile del caos che vivono ogni giorno i palermitani sulle strade, il peggiore assessore al traffico che Palermo abbia mai avuto" dice Alessandro Anello della Lega. E il capogruppo del Carroccio Igor Gelarda aggiunge: "La sfiducia all'assessore è un atto politico importante e le contestazioni vanno da una ztl incomprensibile e dannosa, alla incapacità assoluta sulla gestione del traffico della città più trafficata d'Italia, ai ritardi sul prg e tanto altro. Un assessore veramente coscienzioso, che si rende conto che l'organo eletto dai cittadini palermitani lo ha sfiduciato dovrebbe dimettersi immediatamente. Vuol dire che non gode più del favore della città. Dopo la sfiducia a Catania sarà la volta di altri, tra cui Fabio Giambrone, vicesindaco e delfino di Leoluca Orlando. Saranno tutti gli assessori, a turno, essere sfiduciati e poi si arriverà alla sfiducia del sindaco. Saranno tutti chiamati, davanti ai cittadini palermitani, per le responsabilità della loro cattiva gestione. Sfiduceremo tutti coloro che hanno sostenuto e che sostengono questo malgoverno di Leoluca Orlando. Palermo deve essere liberata".

"La mozione di sfiducia a Catania" ragiona Giulio Tantillo, capogruppo di Forza Italia, "ha indubbiamente un segnale politico nei confronti dell'operato di un assessore che ha portato avanti politiche fallimentari in materia di traffico, e non ha voluto ascoltare il Consiglio su Ztl e piste ciclabili. Ma è un segnale anche al sindaco Orlando: un invito a dimettersi o a sostituire alcuni assessori". 

Secondo i pentastellati Viviana Lo Monaco, Concetta Amella e Antonino Randazzo "con l'approvazione della mozione di sfiducia, il Consiglio comunale ha palesemente bocciato l'operato dell'assessore Catania. Al merito di tante questioni che riguardano, in particolare, la mobilità cittadina, si aggiungono le pecche di una mancata condivisione dell'attività di programmazione degli atti con l'organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo della città. Noi che abbiamo il compito di ascoltare e raccogliere le istanze dei cittadini, siamo stati palesemente beffati e ignorati nelle nostre iniziative, ultima in ordine di tempo la proposta di sospendere la Ztl sino al 31 dicembre 2021. Continuare a dimostrarsi sordi alle richieste dei cittadini, e del Consiglio comunale che tenta di interpretarle, non farà che danneggiare ulteriormente la città. Questo è soltanto il primo atto, certamente privo di efficacia amministrativa ma con un messaggio forte e chiaro per il suo destinatario. A breve presenteremo una mozione di sfiducia al sindaco e vedremo se questa volta la maggioranza dei colleghi ci seguirà".  

Vincenzo Fumetta, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, difende Catania: "La maggioranza Frankenstein da nuovamente segno di sé, ancora una volta a danno dei palermitani e delle palermitane che continuano a pagare un gettone di presenza a dei consiglieri comunali che invece di occuparsi dei problemi della città a partire dal Piano regolatore o dal bilancio, utilizzano le sedute di consiglio per approvare mozioni che non hanno alcuna efficacia. Una vergogna che però è al tempo stesso anche un segno di chiarezza verso la città. Infatti con l’approvazione di questa inutile mozione, la maggioranza Frankenstein formata dalle destre a dal M5S ha dimostrato di essere contro le politiche di mobilità messe in campo da questa amministrazione comunale e dall’assessore Catania, fin dal 2012. Un segnale preciso in vista delle prossime elezioni amministrative, in cui tutti i palermitani potranno scegliere se far fare alla città un salto indietro di 10 anni o continuare nel solco tracciato in questi anni nel campo della mobilità sostenibile".

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