Consiglio, via libera al consuntivo 2019: il Comune non è più in deficit strutturale

Restano però tanti i "nodi" nei conti dell'ente, come evidenziato dai revisori: dai debiti fuori bilancio alla scarsa capacità di riscossione, passando per i disallineamenti e il ricorso ad un'elevata anticipazione di cassa

Palazzo delle Aquile

Con 14 voti favorevoli, 8 contrari e 2 astenuti, il Consiglio comunale ha dato il via libera al bilancio consuntivo 2019. Il voto sul rendiconto certifica l’uscita del Comune dalla condizione di deficit strutturale. Tuttavia restano tanti i "nodi" nei conti dell'ente, come evidenziato dai revisori, che hanno rilasciato parere negativo: dai debiti fuori bilancio alla scarsa capacità di riscossione, passando per i disallineamenti e il ricorso ad un'elevata anticipazione di cassa.

Diversi sono i punti salienti del rendiconto di gestione, primo fra tutti il fatto che la sua approvazione consente di uscire dalla condizione di deficit strutturale che si era determinata a seguito dell'approvazione del bilancio 2018 e che ha imposto (e imporrà fino al 31.12.2020) alcune limitazioni operative per l'amministrazione.

Le spese di funzionamento, i fitti passivi, acqua, luce e gas si sono ridotte del 5%; per quanto riguarda i debiti fuori bilancio per il secondo anno consecutivo il valore è di 12 mln, contro i circa 32 del 2017 e 2018; e sempre per il secondo anno consecutivo, inoltre, i pagamenti alle partecipate sono pari a 296 mln, circa 30 in più del valore dei corrispettivi derivanti dai contratti di servizio, con il recupero quindi di esposizioni pregresse.

Il Fondo rischi spese legali si è ridotto di 8 mln, grazie ad una accurata verifica di tutte le ipotesi per cui l’Avvocatura chiedeva accantonamenti per rischio soccombenza. Per quanto concerne il Fondo crediti di dubbia esigibilità, grazie all’andamento della gestione, si denota un maggiore accantonamento di circa 48 mln, e ciò fa sì che il deficit da accantonamento pari a 355 mln si sia ridotto a 307. Ciò determina una rata compensativa quindicennale di circa 3,5 milioni inferiore alle previsioni iniziali. Particolarmente corposo risulta, per oltre 175 milioni, l'accantonamento nel Fondo crediti di dubbia esigibilità, così come quello per le previste perdite delle partecipate Amat e Rap per complessivi 20,6 milioni.

"Il consuntivo 2019 approvato dal Consiglio comunale - dichiara il sindaco, Leoluca Orlando - conferma diversi elementi positivi del sistema del Comune e delle sue partecipate e, allo stesso tempo, conferma le criticità che derivano da un sistema normativo che ingessa in larga parte la possibilità di spesa degli enti locali. Certamente positivo è il superamento dello stato di deficit strutturale, che come abbiamo sempre sostenuto, era dovuto al fatto che ad inizio 2019 erano sopravvenute delle modifiche dei parametri finanziari da parte del Ministero dell'Interno. Sono particolarmente significative le riduzioni delle spese e, soprattutto, dei debiti fuori bilancio che scendono di ben venti milioni. Restano sicuramente criticità in larga parte determinate dalla normativa nazionale che è del tutto inadeguata alle necessità degli enti locali di cui immobilizza centinaia di milioni di euro per gli accantonamenti e che, invece, potrebbero sostenere interventi concreti per le famiglie e le imprese. Dalle cifre e, soprattutto, dall'accertata difficoltà di riscossione, emerge infine ancora una volta la necessità che si intervenga con forza su questo fronte, per quanto riguarda il Consiglio comunale con l'approvazione di norme adeguate al contrasto all'evasione e per quanto riguarda l'Amministrazione nel suo complesso avviando una seria riflessione e lo studio di possibilità di modifica del sistema di riscossione coattiva".

"Finalmente usciamo dalla condizione di deficit strutturale - afferma Toni Sala, consigliere comunale e componente della commissione Bilancio - anche se rimangono numerose criticità segnalate dal collegio dei revisori dei conti, a cui va il nostro ringraziamento, e dovute anche alla scarsa capacità di riscossione di imposte e tributi. Riscossione Sicilia nel 2018 ha versato nelle casse comunali 20,5 milioni e nel 2019 si è fermata a 14,6: numeri bassissimi per una città come la nostra, pari ad appena il 5% dei crediti. Se Riscossione Sicilia non riesce a fare il proprio mestiere, il Comune la cacci e si affidi a un altro soggetto più capace. Incassi così risibili tagliano le gambe alle spese e ci espongono a onerose anticipazioni di cassa che non sono più sostenibili".

"Chiediamo anche al sindaco Orlando - conclude Sala - di intervenire sui disallineamenti con le partecipate e sui debiti fuori bilancio: i conti vanno messi in ordine una volta e per tutte".

"Il rendiconto 2019, così come quelli del periodo 2015-2018, è la spia manifesta del disastro generato dalla riforma dell’assetto istituzionale degli enti locali e dalle riforme contabili fatte negli ultimi anni. Le drastiche riduzioni di trasferimenti statali,  € 3.737.157.778,59 nel 2005-11, €1.921.251.,05 nel 2012-19, l’obbligo di accantonamenti che congelano somme  spropositate invece di reinvestirle a vantaggio della comunità, hanno di fatto snaturato il ruolo dei Comuni che riescono sempre meno a garantire i servizi essenziali". Lo dice Barbara Evola (Sinistra Comune), presidente della commissione Bilancio, che aggiunge: "Le enormi difficoltà di riscossione dell’ente, evidenziate all’interno del rendiconto e sottolineate dal collegio dei revisori dei conti anche in questa relazione, affondano le radici nel federalismo fiscale che ha ulteriormente amplificato la sperequazione tra Comuni del nord e Comuni del sud. Infatti il passaggio dalla finanza derivata, con i trasferimenti certi dello Stato, alla finanza diretta, costituita dalle entrate proprie, nelle realtà locali più povere, che necessiterebbero di maggiori investimenti, si è tradotto nell’impoverimento del bilancio e, dunque, nell’impoverimento degli interventi a favore della collettività. Le emergenze e le nuove esigenze legate alla pandemia rendono più che mai necessari e urgenti interventi normativi che restituiscano agli enti locali la loro vocazione costituzionale di ascolto e cura dei territori".

"Il rendiconto 2019 fotografa la situazione disastrosa del nostro ente locale, confermando un deficit strutturale che potrebbe minare il futuro bilancio di previsione, con gravi ricadute sulla collettività e sulla spesa corrente, di fatto già richiamate dal collegio dei revisori che ha prescritto al Comune di Palermo di 'astenersi dall’attivare nuove iniziative di spesa...'. Dati alla mano - dichiarano i consiglieri comunali del M5S Concetta Amella, Rosalia Lo Monaco, Antonino Randazzo - scarsissima risulta essere la capacità di riscossione, abnorme l'ammontare del FCDE, persistenti i disallineamenti e in forte aumento le perdite delle partecipate, con un patologico ricorso ai debiti fuori bilancio, che sono un insulto al buon senso e alla buona gestione dell'Ente e dei suoi servizi. Il Rendiconto certifica ancora una volta il fallimento del modello Orlando, di una gestione amministrativa e finanziaria scriteriata e opaca, che fa da cornice alla pessima qualità della vita della città, ultima in tutte le classifiche italiane e internazionali".

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