Giovedì, 29 Luglio 2021
Politica

Consiglio comunale, via libera al bilancio consolidato 2019: sbloccati 70 milioni

Dopo la bocciatura dello scorso primo aprile, l'Aula approva l'atto che mette assieme i conti di Comune e partecipate senza voti contrari. Una risposta al sindaco che aveva contestato l'inerzia di Sala delle Lapidi. I renziani e +Europa tra i favorevoli. Chinnici: "Noi coerenti". Ferrandelli: "Sì agli atti utili, firmata sfiducia a Orlando"

Palazzo delle Aquile, sede del municipio

Con 20 favorevoli, 6 astenuti e nessun contrario, il Consiglio comunale ha approvato il consolidato 2019: bilancio che mette assieme i conti del Comune e delle sue partecipate. L'atto, bocciato lo scorso primo aprile (a causa di una serie di defezioni all'interno della maggioranza), aveva determinato il blocco di 70 milioni, le somme cioè del cosiddetto Fondo di solidarietà. Che adesso entrano nella disponibilità di Palazzo delle Aquile. "Con l'approvazione del consolidato - dichiara l'assessore al Bilancio, Sergio Marino - si liberano così le possibilità di assunzioni e i trasferimenti da parte dello stato al Comune. Un atto di responsabilità che consente adesso di guardare avanti ai prossimi impegni che vedranno amministrazione attiva e consiglio confrontarsi su altri importanti provvedimenti avendo sempre a cuore il bene della città e dei nostri concittadini". 

C'è un dato politico che emerge dalla votazione e sta proprio nello "zero" alla voce contrari, segno che il Consiglio ha colto l'importanza dell'atto. Una risposta agli attacchi del sindaco, che nei giorni scorsi aveva contestato l'inerzia di Sala delle Lapidi su certe delibere. Il consolidato era proprio uno di queste. Anche alcuni dei consiglieri più critici nei confronti dell'operato dell'amministrazione Orlando hanno votato il consolidato. Tra questi ci sono Fabrizio Ferrandelli e Cesare Mattaliano di +Europa, che oggi hanno annunciato di aver firmato la mozione di sfiducia al sindaco.

"Questa esperienza amministrativa è un capitolo da chiudere quanto prima nell’interesse dei nostri concittadini - hanno dichiarato in una nota Ferrandelli e Mattaliano -. Al fine di centrare l’obiettivo e di scongiurare una 'farsa', come avvenuto a settembre scorso, chiediamo a tutti i sottoscrittori di fare quello chenoi abbiamo già fatto nel 2018 presso il notaio Roberto Indovina: presentare la lettera di dimissioni da consigliere comunale così da consentire ugualmente, in caso di insuccesso della mozione, lo scioglimento del consiglio comunale. Fino a quella data staremo in Consiglio per trattare tutti gli atti che sono di utilità pubblica e necessari a mettere in sicurezza conti e trasferimenti economici".

Come il consilidalo, appunto, che Sala delle Lapidi ha votato con un maxi-emendamento proposto da Ugo Forello (gruppo Oso), che ha incassato 23 sì e che di fatto ha revocato la delibera non approvata il primo aprile e l'ha riproposta sotto nuova forma. "La soluzione adottata dal Consiglio - ha spiegato Forello - evita un precedente pericoloso in termini di mera riproposizione di atti già bocciati". Da segnalare anche il voto favorevole di Italia Viva "in coerenza - ha sottolineato il capogruppo Dario Chinnici - a quanto avvenuto il primo aprile. Lo abbiamo rivotato perché riteniamo che sia una delibera importante. E' l'ennesima prova di maturità di un Consiglio, che ha riacquisito la sua centralità, rispetto agli atti utili per la città". 

"Dopo l’incauta bocciatura del bilancio consolidato, che ha comportato il blocco delle procedure di stabilizzazione degli ultimi Lsu e rallentato i provvedimenti relativi alle società comunali, e dopo diverse sedute che hanno trasformato il Consiglio in un’aula di giurisprudenza nella quale dibattere sulla legittimità della procedura di riproposizione degli atti e su questioni interpretative di leggi e regolamenti - hanno detto i capigruppo Barbara Evola (Sinistra Comune), Rosario Arcoleo (Pd) e Valentina Chinnici (Avanti Insieme) - l’approvazione oggi della delibera consentirà il trasferimento di 70 milioni di euro da parte dello Stato. Le nostre forze politiche hanno ritenuto superfluo l’emendamento presentato e approvato dalla maggioranza dell’Aula, perché ovviamente nulla ha aggiunto sulle questioni di legittimità dibattute, già disciplinate dalla normativa nazionale, recepita all’assenza di un divieto nel nostro regolamento comunale, ma soprattutto ampiamente attestate dalle competenti funzioni dirigenziali e dal collegio dei revisori dei conti. Ci sembra, piuttosto, che sotto il profilo politico, nella continua ricerca di una legittimazione del proprio ruolo, il Consiglio dimostri insicurezza e fragilità rispetto alla propria funzione".

"Il consolidato 2019 - hanno commentato Viviana Lo Monaco e Concetta Amella (M5S) - certifica la cattiva gestione dei rapporti economico-finanziari con le società partecipate. Disallineamenti, contenziosi, obblighi di accantonamento e perdite mettono a repentaglio gli equilibri di bilancio dell'ente capofila e delle società partecipate, e segnano in modo incontrovertibile la scarsa qualità dei servizi offerti ai cittadini, costretti a fare i conti con pochi bus, strade dissestate, quartieri al buio e periferie abbandonate. Occorre invertire la rotta attraverso un piano di rilancio delle aziende che passi dalla revisione dei contratti di servizio: quelli di Reset e Amat su tutti". 

L'ormai ex forzista Marianna Caronia, che si è astenuta, dopo la seduta del Consiglio si è così espressa: "Il bilancio consolidato appena votato dal Consiglio certifica le bugie che il sindaco ha raccontato alla città e al mondo sulla situazione di Palermo, fino a poco tempo fa definita come 'isola felice' nel panorama degli enti locali siciliani e italiani. La verità è sotto gli occhi di tutti: disallineamenti, crisi delle entrate, incapacità di spesa, sofferenza delle partecipate. Il tutto accompagnato da uno stato dei servizi che è sotto gli occhi di tutti, sia per quelli (non) erogati dalle partecipate sia per quelli (non) erogati dal Comune. Un bilancio finanziario ed economico che è lo specchio del bilancio politico di Leoluca Orlando e della sua amministrazione, che speriamo di mandare a casa al più presto con la mozione di sfiducia".

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