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Sabato, 22 Gennaio 2022
Politica

Consiglio, la Lega chiude la porta in faccia al sindaco: "Mai con Orlando, si dimetta"

L'invito a collaborare rivolto ai capigruppo dal primo cittadino (rimasto senza maggioranza) trova il "no" del Carroccio. Il segretario Anello fa chiarezza dopo le dichiarazioni di Gelarda: "Non si può fare sciacallaggio contro Salvini e poi domandare aiuto"

"Mai con Orlando, il sindaco si dimetta". Il segretario cittadino della Lega, Alessandro Anello, sgombra il campo da ogni dubbio dopo l'uscita del capogruppo Igor Gelarda che, "per evitare di condannare definitivamente Palermo in questo ultimo anno di agonia targata Orlando", aveva detto che "la Lega non si sottrarrà alla collaborazione istituzionale" chiesta dal sindaco, rimasto senza maggioranza dopo la fuoriscita di Italia Viva. Salvo poi aggiungere che "le dimissioni restano l'unica e più logica scelta che Orlando dovrebbe porre in essere".

Dichiarazioni che avrebbero prestato il fianco a interpretazioni e avrebbero creato qualche tensione dentro il partito guidato a livello nazionale da Matteo Salvini e da Nino Minardo in Sicilia, contrari ad assecondare il patto di fine consiliatura proposto da Orlando durante la conferenza dei capigruppo. Non a caso, adesso, in vista della riunione del centrodestra in programma lunedì, la Lega chiude la porta in faccia al sindaco. Il "mai con Orlando" scandito dal segretario cittadino Alessandro Anello fa chiarezza rispetto alle dichiarazioni di Gelarda che, secondo alcuni rumors, sarebbe stato contattato telefonicamente dal sindaco ricevendo qualche lusinga di troppo.

"Orlando ha chiesto uno sforzo di collaborazione alle forze di opposizione a Sala delle Lapidi - sottolinea Anello - ma al contempo non ha fatto alcun cenno alle gravi responsabilità oggettive sue e della sua giunta che hanno portato Palermo allo sfascio sotto gli occhi di tutti. Orlando tra le altre cose è colui che il giorno del rinvio a giudizio dell'ex ministro dell'Interno Salvini per il caso della nave della ong spagnola Open Arms non ha trovato di meglio da fare che annunciare la costituzione di parte civile del Comune nel processo contro il leader della Lega. Prima compie simili atti di sciacallaggio, poi ci viene a chiedere aiuto. Pure alla vigilia della conferenza dei capigruppo del 4 maggio attraverso la stampa ha ribadito il suo 'no' a Lega e Fratelli d'Italia e poi viene a chiedere sostegno? Compia piuttosto un atto di responsabilità e si dimetta per riabilitarsi davanti ai palermitani invece di invocare collaborazioni istituzionali 'per il bene della città' che hanno il solo scopo di restare a galla per non certificare il suo fallimento".

Subito dopo la presa di posizione di Anello arriva la precisazione di Gelarda: "Non ho mai avuto intenzione di fare aperture nei confronti del sindaco Orlando, non ci sono le condizioni. Credo che la mia storia di dura opposizione nei suoi confronti, negli ultimi tre anni, parli da sola. Non ci sarà nessuna collaborazione della Lega con il sindaco Orlando per questo ultimo, tragico, anno di consiliatura. Non possiamo accettare di collaborare con chi ha tradito Palermo e i palermitani né rispondere al tardivo appello di un personaggio politico che, vistosi ormai sull'orlo del baratro, chiede il sostegno anche di chi ha sempre pubblicamente e ingiustamente denigrato, come la Lega di Matteo Salvini. L'unica cosa che il sindaco potrebbe fare per la città è quella di mettersi da parte. Chiediamo, come ho già fatto con forza all'ultima conferenza di capigruppo, le sue immediate dimissioni. Sarà un anno difficile per la città, ma che noi metteremo a frutto per costruire un nuovo programma e una nuova squadra di governo che fra un anno prenderà in mano le redini di questa città".

Chiusura ad Orlando era stata manifestata ieri anche dalla consigliera leghista Sabrina Figuccia, secondo cui con Orlando "non può esserci nessuna collaborazione né alcuna condivisione". "Negli ultimi nove anni della sua sindacatura, ma anche nei 27 anni precedenti a Palazzo delle Aquile (pochi lo ricordano, ma il suo primo incarico risale all’ormai lontano 1985, ben 36 anni fa!) - ricorda Figuccia - Orlando ha sempre fatto di testa propria. Bene, adesso però ne paghi le conseguenze, visto l’abisso che ci divide, culturalmente e soprattutto politicamente. Se ne è ancora capace, cerchi di portare a termine il suo mandato, senza chiedere aiuto a destra e a manca. Almeno da parte mia troverà sempre le porte chiuse".

Sulla stessa scia l'Udc, con Elio Ficarra (vice coordinatore regionale) e Andrea Aiello (coordinatore cittadino) che in una nota affermano: "Il sindaco vuole salvare Palermo? Si dimetta subito. La richiesta di collaborazione e sostegno trasversale rivolta da Orlando all'intera classe politica cittadina è retorica, tardiva e indubbiamente mal posta. Riteniamo paradossale che Orlando e la sua Giunta, dopo aver determinato un quadro a dir poco disastroso, con immobilismo, frizioni intestine, assenza di lungimiranza e tempestività nel cogliere le criticità prioritarie e trovare soluzioni, chiedano l'ausilio dei partiti all'opposizione nell'auspicio di mettere toppe alle voragini di cui sono unici responsabili". 

Articolo aggiornato alle 14,16 con ulteriori dichiarazioni di Gelarda

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