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Martedì, 30 Novembre 2021
Politica

Piano delle opere pubbliche, "no" al tram in via Libertà: mazzata del Consiglio alla Giunta Orlando

In Aula passa l'emendamento a firma Forello-Argiroffi che accantona la linea A. L'astensione del Movimento 5 Stelle apre un caso politico nell'alleanza di centrosinistra che si sta costruendo per le Comunali. Il sindaco su tutte le furie: "Scelta palesemente illegittima, agiremo in ogni sede competente"

Il Consiglio comunale dice sì al Piano triennale delle opere pubbliche 2020-2022, accantonando la linea A del tram. Con un emendamento a firma Ugo Forello e Giulia Argiroffi - approvato con 21 voti a favore, 9 contrari e 3 astenuti - la tratta che attraversa via Libertà è stata stralciata, anche se potrebbe essere inserita nell’elenco annuale del 2021.

Questo il responso dell'Aula al termine di una serie infinita di sedute sul tema, che hanno generato polemiche e scontri. L'esito della votazione è una vera e propria sberla per l'amministrazione Orlando, per la quale il tram rappresenta un'opera irrinunciabile. E per questo non intende rinunciarvi, a costo di ricorrere "in ogni sede competente" contro quella che definisce "una scelta palesemente illegittima anche per eccesso di potere e contraddittorietà".

"All'agitarsi trionfalistico - aggiungono il sindaco Leoluca Orlando e la Giunta - che ha accompagnato questa scelta da parte di quanti hanno con il loro comportamento, privato la città di un'opera indispensabile, ricordiamo il danno che hanno arrecato allo sviluppo di Palermo, alle attività economiche e alle opportunità di lavoro. Un atto di irresponsabilità politica che produce danni incalcolabili per la città e che l'amministrazione comunale cercherà di limitare facendo valere la evidente illegittimità di questa scelta amministrativa in ogni sede competente. E' paradossale che tale scelta si ponga in contrasto con gli interessi della città, con l'utilizzo di risorse pubbliche e con i progetti e le scelte deliberate e approvate da tutti i governi nazionali che si sono succeduti negli ultimi anni, che hanno sempre deliberato e finanziato proprio questa specifica opera. Nessuno si illuda: questa opera si realizzerà e la prossima amministrazione avrà il privilegio di inaugurarla".  

La Giunta, che in Aula non ha da tempo il sostegno della maggioranza dei consiglieri, non si arrende dunque e annuncia battaglia legale. Intanto però deve fare i conti con l'astensione del M5S. Questo il dato politico che emerge dalla seduta e che rischia di condizionare l'alleanza dei pentastellati con il centrosinistra in vista delle prossime elezioni comunali.

Il voto dei grillini comunque nulla avrebbe potuto per salvare il tram, visti i numeri messi assieme dai gruppi di centrodestra (assente Forza Italia), Oso, Sicilia Futura, Italia Viva e +Europa. "La bocciatura del tram in via Libertà - sintetizza Ugo Forello - è un segnale inequivocabile che Orlando dovrebbe cogliere subito dimettendosi". 

Per gli uffici lo stralcio dell'opera costringerà a rifare il progetto, provocando dei ritardi che metterebbero a rischio i finanziamenti. Ma c'è chi fornisce una versione opposta e cioè che il semplice accantonamento non comporta la perdita dei fondi. I leghisti Marianna Caronia e Igor Gelarda esultano: "Abbiamo vinto una battaglia che conduciamo dall’inizio della consiliatura, non perché contrari all’idea del tram in generale ma perché questo progetto avrebbe devastato la nostra città. Ora è finalmente chiaro che non si perderà nessun finanziamento, anzi si liberano risorse (76 milioni di euro, ndr) per il cui utilizzo metteremo nero su bianco idee e proposte utili alla città. Per far questo, coinvolgeremo esperti e cittadini, come non hanno voluto e saputo fare Leoluca Orlando e Giusto Catania, caparbiamente impegnati a imporre la propria idea".

Sabrina Figuccia, altra consigliera del Carroccio, ci mette il carico: "Con questo voto in Aula si certifica il fallimento dell'amministrazione Orlando. Da quando infatti nel 1994 l'allora sindaco Orlando avviò il mega progetto tram, abbiamo assistito ad una vera e propria distruzione della città di Palermo. Lo stralcio della linea A e di tutte le opere accessorie rappresenta la vittoria della bellezza di Palermo e della sua memoria storica. La nostra città non può vedere devastata una delle due più importanti arterie come la via Libertà da un megalomane, il cui tempo è ormai scaduto. Il sindaco e la sua giunta ne prendano atto definitivamente".

"La maggioranza di centrodestra del Consiglio Comunale ha fatto un grave sfregio alla nostra città, stralciando dal progetto tram la linea A che era il fulcro di un sistema tram completo. Questo determinerà un danno di cui si dovrà assumere la responsabilità politica, in special modo, chi si è presentato alle elezioni affermando di volere il tram, poi ha votato due piani triennali che prevedevano tutte le linee e, oggi, ne chiede lo scalpo per consumare una squallida vendetta politica a scapito della città. Via Libertà non è stata liberata, è stata privata di un’infrastruttura che aveva i pareri di tutti gli enti di controllo e che non l’avrebbe affatto snaturata. Uno stralcio che con tutta evidenza mette a rischio l’intera opera che ora subisce una battuta di arresto che certamente peggiora, ritarda e compromette l’opera definitivamente. Questa non è politica ma arroganza e strumentalità, e questo partito che va da Ugo Forello a Francesco Bertolino al Presidente del Consiglio Totò Orlando, da Mimmo Russo alla Lega, e che si è nutrito di menzogne diffuse impunemente, stasera festeggiava in aula quello che è un disastro per la nostra comunità. Abbiamo voluto votare l’atto favorevolmente, in coerenza con la protesta attuata per sbloccare altri importanti interventi come la ristrutturazione degli asili nido Mimosa e Galante, progetti di illuminazione pubblica del valore di 40 mln di euro che riguardano in particolar modo le periferie. Questi e altri interventi sono stati bloccati per mesi, con discussioni inutili, da chi ha voluto attendere di avere i numeri per portare a compimento un simile scempio. La nostra battaglia per una città che colleghi le periferie al centro in maniera efficiente e democratica continua in tutte le sedi opportune". Così in una nota Massimo Giaconia, Valentina Chinnici, Claudia Rini, Rosario Arcoleo, Milena Gentile, Barbara Evola, Katia Orlando, Fausto Melluso e Marcello Susinno.

Milena Gentile del Pd rincara la dose: " I miei complimenti all’opposizione per questa vittoria di Pirro: sconfiggere politicamente un sindaco che non può più candidarsi. Hanno tenuto in ostaggio per sette mesi l'intero Consiglio, mettendo a rischio opere fondamentali soprattutto per le periferie, sostenendo la fantasiosa tesi dell'inutilità di questo piano, per poi votarlo compattamente a favore. Di fronte alla nostra protesta estrema, sfociata nell'occupazione di Palazzo delle Aquile, per accampare scuse agli occhi della città attonita si sono arrampicati sugli specchi per dimostrare che il Consiglio così facendo non aveva prodotto alcun danno alla città. Alla fine, pensando forse di giocare con i lego, hanno approvato un emendamento che elimina la linea A dal progetto del tram, quella che passa da via Libertà e da via Roma. Resta una grande amarezza davanti al teatrino di applausi trionfalistici per un'approvazione che rischia di compromettere ulteriormente la condizione finanziaria del Comune, già quasi al dissesto. Hanno deliberatamente ignorato che, alla fine dell interminabile 'operazione verità' tanto invocata negli ultimi mesi dall'opposizione, dirigenti e tecnici hanno ribadito senza mezzi termini che stralciare la linea A compromette e rende insostenibile l'intero sistema del tram, oltre a portarci inesorabilmente verso la totale perdita del finanziamento. Come si può gioire di uno scenario così disastroso?".

“Il consiglio comunale non ha fermato il tram, né la linea A, per il semplice fatto che il progetto è ancora in alto mare e non sarebbe comunque arrivato a gara nei tempi previsti: la tratta è stata soltanto stralciata, non eliminata, ma l’arroganza acceca chi blatera d’altro e prova a mascherare i propri fallimenti. Basta prese in giro alla città, basta insulti gratuiti da parte di chi cerca solo consenso per la campagna elettorale”. Lo dicono i consiglieri comunali di Italia Viva al consiglio comunale di Palermo Dario Chinnici, Francesco Bertolino, Paolo Caracausi, Carlo Di Pisa e Totò Orlando.

“Il consiglio comunale ha responsabilmente approvato il piano triennale delle opere pubbliche - continuano i consiglieri - ma si tratta di un piano vecchio, già scaduto e che non sbloccherà purtroppo nulla, nonostante i mirabolanti annunci dell’amministrazione. I 198 milioni per le tratte A, B e C non sono stati impegnati perché il progetto presenta numerose criticità e per i mostruosi ritardi accumulati; le somme comunque sono ancora a disposizione, non sono andate perse né si è prodotto un danno erariale, esattamente così come non si provoca tutte le volte che si stralcia una porzione d’opera. Il sindaco Orlando piuttosto spieghi perché il piano del 2020 è stato presentato a marzo 2021 e perché di quello del 2021 a oggi non c’è traccia; perché il bilancio 2020 è stato presentato il 24 dicembre dello scorso anno e perché del bilancio di previsione 2021 non si hanno notizie. La programmazione è una cosa seria e se Palermo perderà fondi sarà solo per colpa di questa amministrazione che va avanti a passo di lumaca”.

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