Comune, Italia Viva guarda alle elezioni: restare con Orlando fino al 2022 o staccare la spina?

E' questo il dilemma dei renziani, chiamati a raccolta dal leader siciliano Davide Faraone per decidere se e come proseguire l'esperienza amministrativa. A Sala delle Lapidi c'è un gruppo che pesa - 8 consiglieri - e i malumori non mancano...

Gli esponenti palermitani di Italia Viva

Staccare la spina prima della fine della consiliatura o restare nella maggioranza che sostiene il sindaco Orlando fino al 2022? E' questo il dilemma di Italia Viva, che domattina si riunirà in un teatro cittadino per tracciare il percorso in vista della elezioni comunali. 

Due anni separano all'appuntamanto con il voto e tra i renziani i malumori non mancano. Affondano le radici nei contrasti con Sinistra Comune e col suo assessore di riferimento - il mal sopportato Giusto Catania - ma si allargano anche alla burocrazia comunale e al resto della Giunta che, a taccuini chiusi, un esponente dei renziani definisce "inesistente". Il che non esime però da responsabilità la stessa Italia Viva che, fino alle dimissioni di Roberto D'Agostino, ha avuto ben due assessori in Giunta.

Comunque sia, adesso o si cambia rotta oppure si rompe il "matrimonio". Che per Orlando significa otto consiglieri in meno a Sala delle Lapidi. Tanti ne contano i due gruppi di Italia Viva. Oltre ai consiglieri comunali al vertice convocato dal leader siciliano Davide Faraone ci saranno i deputati Francesco Scoma (Camera) ed Edy Tamajo (Ars), i coordinatori locali Dario Chinnici (capogruppo in Consiglio) e Maria Rita Picone, l'assessore comunale alle Attività produttive Leopoldo Piampiano, presidenti e consiglieri di circoscrizione, i due presidenti delle partecipati nominati in quota Iv: Michele Cimino (Amat) e Giuseppe Norata (Rap). Un gruppone che per la prima volta si confronterà dopo l'ultimo vertice di maggioranza e che al centro della discussione metterà Palermo. Tracciata la linea interna, i renziani chiederanno un incontro al sindaco Orlando finalizzato a prendere una decisione sul futuro dell'esperienza amministrativa al Comune di Palermo. 

Memore dell'esperienza avuta nel governo regionale guidato da Rosario Crocetta, che i renziani hanno sostenuto sino alla fine (anche se allora erano una corrente dentro il Pd), Faraone non vorrebbe che il legame con Orlando finisse per penalizzare Italia Viva alle prossime elezioni. Il rischio c'è, tante sono le emergenze che affliggono la città. A partire dai rifiuti. E non è un caso che ieri il presidente di Rap, Norata, abbia convocato una conferenza stampa per dire che se scoppia il caos rifiuti (che nei fatti già c'è) la colpa è della Regione. Un po' come mettere le mani avanti, a tutela del socio unico Comune ma anche dell'area politica alla quale Orlando ha assegnato la Rap e cioè Italia Viva. La mobilità è infine un altro fronte "caldo": Amat non naviga in buone acque e i sindacati hanno rotto con il Cda presieduto da Michele Cimino, impegnato a gestire la fase che porterà all'assunzione degli autisti interinali nelle more del concorso già da tempo bandito. Anche da qui passa il futuro di Italia Viva.

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