Lunedì, 26 Luglio 2021
Politica

Abusivismo edilizio: aumentano le sanzioni, ma in tre anni il Comune ha demolito solo 5 case

E' quanto si evince dal report stilato dall'ormai ex dirigente dell'Urbanistica, Paolo Bohuslav Basile, che spara a zero contro i suoi predecessori: "Gravissimo degrado organizzativo e funzionale, che ha prodotto un arretrato immenso. Plurime segnalazioni a Giunta e magistratura"

Una delle poche case abusive demolite in città

In due anni l'attività sanzionatoria dell'ufficio comunale per il Controllo del Territorio ha avuto un'impennata, ma la lotta all'abusivismo edilizio in città continua a fare i conti con l'esiguo numero di demolizioni: solo 5 quelle realmente eseguite dal Comune (attraverso il Coime) in danno dei proprietari dal 2015 ad oggi; in aggiunta alle 3 effettuate dagli stessi responsabili degli abusi.

Emerge anche questo dal report stilato dall'ormai ex capo area amministrativa della Riqualificazione urbana e delle infastrutture, Paolo Bohuslav Basile, su richiesta della commissione Urbanistica. Da poco tornato a guidare la Ragioneria comunale, dopo il riasseto dei vertici burocratici deciso dal sindaco Orlando, Basile non usa giri di parole nel suo rapporto. E parte subito all'attacco denunciando il "gravissimo degrado organizzativo e funzionale, che ha prodotto un arretrato immenso, non quantificato né identificato, ereditato senza alcun passaggio di consegne dalla precedente funzione dirigenziale".

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Dalle parole ai numeri, il passo è breve. Nel 2015, prima del suo insediamento, il dirigente che lo ha preceduto ha adottato 24 provvedimenti sanzionatori per violazioni del Testo unico edilizia (Dpr 380/2001). Pochi, pochissimi, se confrontati con i successivi 18 mesi di attività. Un'inerzia che Basile ha più volte segnalato alla Giunta comunale, sottolineando che "la mancata formalizzazione di un passaggio di consegne ha continuato a impedire che si abbia consapevolezza dei procedimenti amministrativi in corso e/o non ancora definiti con potenziali profili di grave omissione". 

Dal canto suo, Basile - nel periodo compreso tra il 21 aprile 2016 e il 9 gennaio scorso - ha complessivamente emesso 1.041 provvedimenti, così distinti: 376 nel 2016, 656 nel 2017 e 9 nel 2018. Tra questi, se scendiamo nel dettaglio, ci sono sanzioni pecuniarie, ordinanze di ingiunzione a demolire (739 in totale), atti di accertamento di inottemperanza, lottizzazioni abusive (19 in totale). Il contrasto all'abusivismo ha portato anche al recupero di 1,4 milioni di euro di tasse evase. Il tutto dovendo far fronte ad un "contenzioso amministrativo - scrive Basile - scaturito da provvedimenti sanzionatori emessi. Infatti, oltre il 60% sono stati oggetto di ricorso amministrativo innanzi al Tar o al presidente della Regione".

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Lavoro che è stato possibile, prosegue nel suo report l'ex dirigente dell'Urbanistica, "porre in essere ripristinando adeguati livelli di efficacia dell’azione amministrativa, con interventi di completa ristrutturazione delle unità organizzative in cui si articolava l'ufficio, la cui dotazione sconta ancora oggi il disagio di una struttura deficitarietà numerica". Aggiunge Basile: è stato "aggredito e azzerato l’immenso arretrato relativo alle segnalazioni pervenute nei primi 4 mesi del 2016, quello nell'anno 2015, mentre quello relativo al 2014 risulta quasi del tutto completato".

Tutto a posto? Nient'affatto. Non ne fa mistero Basile, che rileva le problematiche relative al Siab: il Sistema informatico abusivismo edilizio della Regione Siciliana. A norma di legge, i Comuni sono obbligati ad inserire in questa banca dati un elenco quindicinale con le innformazioni su gli abusi edilizi scovati. Un lavoro che dovrebbero fare dei funzionari preposti; invece è stato lo stesso Basile - dopo la messa in mora della Regione - a "provvedere al materiale inserimento dei dati richiesti", allineando il Siab "con le segnalazioni della polizia municipale e degli atri orgnai di polizia giudiziaria pervenute fino a tutto il mese di dicembre".

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"Il mancato colpevole inserimento delle segnalazioni relative al periodo antecedente all'insediamento dello scrivente presso il Controllo del Territori - conclude il dirigente - s'inserisce nel quadro, ben noto all'amministrazione comunale perché oggetto di plurime segnalazioni, anche all'autorità giudiziaria, del gravissimo degrado organizzativo e funzionale che si è rinvenuto nell'ufficio e rispetto al quale viene declinata ogni responsabilità". Insomma, se al Comune ci sono stati comportamenti dolosi o omissivi che non hanno posto un freno all'abusivismo edilizio sarà compito della magistratura (prontamente informata dal dirigente) intervenire.

Di tutt'altro conto sono le responsabilità politiche di controllo e guida di un settore - quello dell'Urbanistica - finito troppo spesso in mezzo a zone d'ombra. Con questo report, richiesto dalla commissione Urbanistica, il Consiglio comunale (titolare del cosiddetto controllo analogo) ha adesso uno strumento per continuare a scavare nel passato e sollecitare per il futuro azioni più incisive. Ad esempio, sul fronte della demolizione materiale degli immobili abusivi.

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