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Comune, appesa a un filo la stabilizzazione di 650 precari: presidio a piazza Pretoria

A dicembre scadono i contratti, che possono essere prorogati fino al 2020 se viene bandito un concorso "aperto" anche all'esterno. Ciò comporterebbe un aumento della dotazione organica e fondi aggiuntivi. Csa, Cgil e Uil: "Nessun servizio alla città può essere perso per un vizio contabile"

Il presidio permanente a piazza Pretoria

La stabilizzazione di 650 precari del Comune è appesa ad un filo. A dicembre scadono i contratti di questi lavoratori, che possono essere prorogati fino al 2020 a patto che frattanto siano banditi i concorsi per la cosiddetta "emersione" dal precariato. Così prevede la legge Madia, in base alla quale una parte dei posti messi a concorso sia destinato a concorrenti esterni. Il che comporterebbe un aumento della dotazione organica e di fondi aggiuntivi. "Nessun servizio alla città può essere perso per un vizio contabile" affermano Csa, Cgil e Uil, che hanno dato vita ad un presidio permanente a piazza Pretoria, davanti Palazzo delle Aquile.

I 650 dipendenti a tempo determinato del Comune, ricordano i sindacati, "svolgono giornalmente servizi fondamentali alla città". Basti pensare che tra questi ci sono i funzionari legali che hanno la responsabilità di gestione del contenzioso, gli operatori della polizia municipale che svolgono servizi di viabilità e controllo dei mercati, gli assistenti e istruttori contabili che stanno redigendo il bilancio dell'ente e lavorano agli stipendi, i tecnici che si occupano di concessioni permessi di costruire, stesura del Prg e piano particolareggiato, gli assistenti sociali che reggono i servizi sociali e il funzionamento del Pon inclusione, gli istruttori dei servizi alle imprese che svolgono funzioni al Suap, le insegnanti di scuola materne ed educatrici, gli esperti culturali che hanno curato tutti gli adempimenti per le manifestazioni più importanti come il Festino e tanti altri che lavorano nell'ombra, ma svolgono importanti servizi. 

Csa, Cgil e Uil chiedono a tutte le istituzioni "di intervenire per difendere non un posto di lavoro, perché il lavoro c'è ed è reso alla città, bensì i lavoratori e i servizi per i quali tra l'altro c'è già copertura finanziaria. Questo è solo il primo passo - concludono i sindacati - se necessario ci riserviamo di intraprendere ogni azione utile alla risoluzione della vertenza".

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