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Bilancio del Comune in squilibrio, all'appello mancano 30 milioni: "E' il preludio al dissesto"

Il consigliere Forello interviene sulla relazione del ragioniere generale. Al momento non ci sono le coperture e per far quadrare i conti l'ente dovrebbe aumentare le tasse o tagliare fondi alle partecipate. Attacco al sindaco: "Ha nascosto la verità, ora il re è nudo"

"Dopo mesi in cui il sindaco ha nascosto la verità e ha affermato che il sistema economico-finanziario era stato messo in sicurezza, la verità è sotto gli occhi di tutti e il re è nudo: il Comune presenta uno squilibrio, sprovvisto di coperture, di oltre 30 milioni di euro per il prossimo triennio 2021-2023 che potrebbe, addirittura, essere anche più pesante se si dovesse contabilizzare anche l’aumento di circa 24 milioni del fondo rischi e contenzioso. Così non si può chiudere il bilancio dell’anno in corso: è il preludio al dissesto e la logica e amara conclusione di un periodo di amministrazione dissennato e fuori controllo".

Così il consigliere comunale del gruppo Oso, Ugo Forello, componente della commissione Bilancio, interviene sulla relazione istruttoria del ragioniere generale al bilancio di previsione. Quello che emerge è un quadro a tinte fosche, con il Comune che non riesce al momento a far quadrare i conti. All'appello mancano 10,9 milioni di euro per quest’anno, 12 milioni per il 2022 e 10 milioni per il 2023.

Il ragioniere generale Paolo Bohuslav Basile, nella sua relazione, avverte: "Allo stato attuale si ritiene che non possa più procedersi al ripiano dello squilibrio 2021-2023 con analoga attività di revisione dei capitoli di spesa, in quanto comporterebbe la conseguenza di mettere a rischio lo svolgimento delle funzioni ordinarie che l’ente è chiamato a svolgere". Per riequilibrare i conti, operazione tutt'altro che semplice, il Comune sarà quindi costretto a scelte "dolorose": tagliare i servizi o ridurre i corrispettivi delle società partecipate e soprattutto aumentare le tasse. A partire dalla Tari che, secondo il ragioniere generale, potrebbe schizzare all'insù anche per via delle modifiche al Codice dell'Ambiente che consentirebbe alle utenze non domestiche di uscire dal servizio pubblico di gestione dei rifiutiUgo Forello-5

"E' l'apoteosi dell'incapacità di un'amministrazione attiva ormai allo sbando, è la prova del fallimento del cosiddetto controllo analogo delle partecipate che ha causato danni di decine e decine di milioni di euro ai palermitani" inclaza Forello che, con riferimento alla Rap (l'azienda che vive una situazione drammatica, con il management pronto a gettare la spugna), conclude: "E' sempre stata una bomba ad orologeria e purtroppo questa è la logica conseguenza che si consuma ai danni dei cittadini e dei lavoratori dell'azienda. Un tutti contro tutti che cela una semplice verità: il sindaco e i suoi assessori hanno dimostrato di non essere in grado di mettere in campo un'azione di pianificazione e programmazione che anticipasse i problemi e le crisi, invece di subirle, se non di esserne la causa. L'assessore Catania, quando aveva la delega all'Ambiente e alla Rap, ne è stato il primo responsabile, avendo ignorato la questione degli extra costi che nel 2019 sono divenuti un debito fuori bilancio".

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