Lunedì, 17 Maggio 2021
Politica

Comune, scontro Orlando-Italia Viva: ipotesi di nuove maggioranze in vista delle elezioni

Dopo la bocciatura del piano delle opere pubbliche 2020, il Professore avverte i renziani: "Il ripetersi di voti 'anomali' si pone al di fuori di un percorso politico e amministrativo". La risposta di Chinnici e Inzerillo: "Problemi di coalizione? Sindaco cerchi altrove i responsabili”. E in Consiglio il centrosinistra flirta con M5S e ferrandelliani

Palazzo delle Aquile

Quanto accaduto ieri con il voto sul piano triennale delle opere pubbliche 2020 apre la strada a nuove maggioranze in Consiglio comunale. L'astensione di Italia Viva, motivata con il renserimento nella delibera del opere accessorie del tram (stralciate dal bilancio di previsione), ha provocato l'immediata reazione del sindaco Leoluca Orlando che si è scagliato contro quei "consiglieri comunali che affermano di sostenere le scelte strategiche e l'operato dell'amministrazione e che sono rappresentati all'interno della Giunta comunale" ma poi in Aula si distinguono per il "ripetersi di voti anomali".

Una posizione di rottura nei confronti di Italia Viva, che oggi ha generato le dimissioni dei due componenti del Cda di Rap vicini a Orlando, ovvero Alessandra Maniscalco Basile e Maurizio Miliziano. Dimissioni che hanno determinato la decadenza del presidente dell'azienda rifiuti, il renziano Giuseppe Norata. C'è però chi sussurra che l'idea di rinnovare il Cda di Rap fosse già da tempo al centro di una discussione tra Orlando e Italia Viva.

Rap, si dimettono due consiglieri del Cda: decade il renziano Norata

Il partito di Renzi, al momento, resta nella Giunta comunale. Tuttavia il sindaco ha tenuto a marcare la differenza con Italia Viva firmando la nota diramata alla stampa nella serata di ieri con tutti gli assessori eccetto i renziani Toni Costumati e Leopoldo Piampiano. "La bocciatura del piano per la riqualificazione dell'area del mercato ittico, la mancata sospensione del regolamento sulle sanzioni per l'evasione, la bocciatura del bilancio consolidato, per la mancata approvazione dei regolamenti sui beni comuni e sui beni confiscati e il piano triennale delle opere pubbliche" a detta del sindaco e degli assessori che hanno sottoscritto la nota "non sono più degli episodi, ma scelte che riteniamo inaccettabili, frutto di un approccio ai rapporti interni alla coalizione che rischia di causare danni insostenibili e forse irreversibili alla città. Noi continueremo a lavorare per il bene della città, così come continueremo a pensare e ad agire considerando che sia necessario un approccio di squadra e della valorizzazione e del rispetto di ciascuna cultura e forza politica. E' ovvio che chi non ha tale approccio e chi non lo manifesta con scelte amministrative concrete si pone di fatto al di fuori di un percorso politico e amministrativo".

L'uscita del Professore - assieme a Fabio Giambrone, Giusto Catania, Vincenzo Di Dio, Giovanna Marano, Sergio Marino, Giuseppe Mattina, Paolo Petralia Camassa, Maria Prestigiacomo e Mario Zito - ha così assunto un valore politico che potrebbe mutare gli assetti di Sala delle Lapidi. Nei fatti però la mutazione è già avvenuta. Italia Viva da tempo ha fatto capire l'antifona su argomenti cogenti, annunciando ad esempio voto contrario all'aumento della Tari. E, forte di otto consiglieri (tra cui il presidente Totò Orlando), è nelle condizioni di determinare l'andamento dei lavori in Aula, così come accaduto ieri con il piano delle opere pubbliche. Sull'astensione dei renziani pure ha influito anche la lettera che l'altro ieri i gruppi di maggioranza - Partito democratico, Sinistra Comune e Avanti Insieme - hanno firmato assieme ai ferrandelliani e al Movimento 5 Stelle. 

Un vero e proprio attacco al presidente del Consiglio, Totò Orlando, accusato di mancato coinvolgimento dei "capigruppo per la calendarizzazione dei temi da trattare" ed inoltre sollecitato ad "affrontare temi vitali per una città in forte sofferenza". Una lettera che da un punto di vista politico s'inserisce nel tentativo di dare vita ad una nuova coalizione che, in vista delle elezioni del 2022, metta assieme il centrosinistra con i grillini, +Europa (rappresentata a Palermo da Fabrizio Ferrandelli) e altre forze civiche espressione della società civile. Prove tecniche di alleanze per il dopo-Orlando che si stanno sperimentando anche in Aula: non a caso ieri il M5S non ha partecipato al voto, nel tentativo (vano) di dare una mano agli orlandiani.

Questa ipotesi di alleanza tenderebbe ad escludere Italia Viva e aprirebbe la strada in Consiglio alla costruzione di una nuova maggioranza che guardi alle Comunali. Lo ha rilevato in Consiglio lo stesso Totò Orlando, che ha anche risposto per iscritto alla missiva: "Comprendo e mi unisco al vostro appello, affinché i temi da voi segnalati (somme destinate ai ristori per le categorie della ristorazione, dello sport, della musica e dello spettacolo) a cui lo scrivente aggiungerebbe altre categorie a mo’ di esempio, quali venditori dei mercatini ed operatori turistici a vario titolo, diventino priorità per l’amministrazione comunale". Condividendo l'assunto del premier Draghi, che ha più volte detto che "agli italiani i soldi non si chiedono, si danno", il presidente Orlando ha auspicato che "l'accorato appello ci vedrà protagonisti di determinazioni volte a non gravare in alcun caso sulle tasche dei palermitani". Parole che confermano l'intenzione di non avallare aumenti della Tari, come manifestato da tutto lo schieramento di Italia Viva.

Alla vigilia di una Giunta politica, convocata dal sindaco per domani, a mettere i classici puntini sulle "i" ci hanno pensato Dario Chinnici e Gianluca Inzerillo, capigruppo di Italia Viva e Italia Viva-Sicilia Futura in Consiglio comunale. In un lungo comunicato, i due esponenti dei renziani hanno risposto alla nota diramata ieri sera dal primo cittadino e da nove assessori. "Se il sindaco Leoluca Orlando vuole cercare i responsabili delle bocciature di alcuni atti di Giunta, come il Piano triennale delle opere pubbliche o il bilancio consolidato, guardi all'interno della sua stessa Giunta: Italia Viva non farà da capro espiatorio per coprire le colpe politiche di altre componenti della maggioranza che, nel frattempo, sono già in campagna elettorale anziché pensare alla città" affermano Chinnici e Inzerillo, riferendosi (senza nominarlo) a Giusto Catania, che oggi ha annunciato dalle colonne de La Repubblica la sua candidatura a sindaco.

"Abbiamo letto con stupore le accuse del primo cittadino e degli assessori - aggiungono - ma sono accuse che rispediamo con forza al mittente, anche perché destituite di fondamento. Il Piano triennale delle opere pubbliche, arrivato in Aula con mesi di ritardo, è stato accompagnato da una relazione assessoriale scarna e conteneva le opere accessorie del tram che la maggioranza aveva invece deciso di mettere da parte in occasione dell'ultimo bilancio di previsione: sorprende che Orlando abbia dimenticato di aver pienamente condiviso quella scelta anche pubblicamente. Italia Viva non è presente in commissione Urbanistica ed era necessaria una maggiore condivisione del percorso ma, anche questa volta, gli esponenti di Giunta hanno preferito fare a meno del confronto con un risultato che era ampiamente prevedibile: da mesi chiediamo al sindaco maggiore coinvolgimento nelle scelte, inascoltati".

“Vogliamo inoltre ricordare al Professore - incalzano Chinnici e Inzerillo – che il bilancio consolidato è stato respinto per l'assenza di altri gruppi di maggioranza, non di Italia Viva, così come non è certo per colpa nostra se il regolamento sui beni confiscati tarda ad arrivare. Italia Viva ha aderito a un progetto nel 2017 ed è rimasta fedele a quel progetto, sostenendo questa amministrazione anche in occasione di scelte francamente discutibili e che hanno incrinato il rapporto con la città. Italia Viva crede nel gioco di squadra e nel rispetto delle forze politiche. Sono altri a continuare in corse solitarie con finalità personalistiche ed elettorali, come dimostrano le dichiarazioni a mezzo stampa e le scelte compiute in solitaria o fantomatici documenti firmati da alcune forze di maggioranza con le opposizioni, in spregio agli impegni assunti con i palermitani". 

Italia Viva si ritiene "parte di questa amministrazione" ma, concludono i capigruppo, "chiede un rilancio dell'azione di governo: la città è in evidente affanno, le emergenze sono continue e serve un reale confronto. Se qualche assessore non è all'altezza, si faccia da parte; se chi dovrebbe fare da collante fra il Consiglio e la Giunta preferisce dedicarsi ad altro, lo dica; se qualcuno vuole candidarsi a sindaco, abbia almeno la dignità di dimettersi; se qualcuno vuole cambiare maggioranza, abbia il coraggio di farlo pubblicamente. E al sindaco chiediamo di voltare pagina e di riprendere in mano la situazione, per il bene di Palermo".
 

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