La Lega "punge" l'assessore Darawsha, la replica: "Toni inequivocabilmente razzisti"

In una congiunta il gruppo del Carroccio ha risposto alle critiche di Orlando sulla nomina di Candiani come assessore regionale alla Cultura, tirando in ballo il medico palestinese. Che risponde: "Vengo di nuovo attaccato strumentalmente rispetto al mio ruolo"

Adham Darawsha

"Ho 40 anni,  22 dei quali passati a coltivare un amore infinito per Palermo, la Sicilia e la nostra cara Italia. Questo grande amore mi ha consentito di impiegare tutte le mie energie per portare avanti le mie attività. Oggi vengo di nuovo attaccato strumentalmente rispetto al mio ruolo di Assessore, con toni inequivocabilmente razzisti seppur garbati, perché sono nato altrove. Purtroppo non sono attrezzato per i miracoli". Così l'assessore alle Culture Adham Darawsha replica ad una dichiarazione del gruppo consiliare della Lega diffusa questa mattina.

Per difendere la scelta di Musumeci di affidare l'assessorato alla Cultura a all'esponente del Carroccio Stefano Candiani (cosa che aveva anche provocato le critiche di Orlando), il gruppo della Lega aveva tirato in ballo la scelta di sindaco di puntare su un palestinese come membro della Giunta: "A ritenere inopportuna la scelta del presidente Musumeci di affidare l'assessorato ai beni culturali e all'identità siciliana alla Lega sia proprio il sindaco Orlando ci potrebbe portare a sorridere - si legge nella nota congiunta di Igor Gelarda, Marianna Caronia, Alessandro Anello ed Elio Ficarra - se non conoscessimo bene le condizioni disastrose a cui proprio lui ha ridotto questa città. Ricordiamo infatti che, pur di essere politicamente corretto e attrattivo, il sindaco Orlando ha modificato il nome dell'Assessorato alla cultura in Assessorato alle culture, diluendo e sminuendo di fatto quella che è la nostra peculiarità storica e culturale, in omaggio alle altre culture. Che noi rispettiamo per principio, ma verso le quali - conclude la nota - non possiamo sacrificare la nostra identità e le nostre radici europee, occidentali e cristiane. Ancora potremmo obiettare sul fatto che l'assessore alle culture a Palermo sia un medico palestinese, nulla da eccepire sulla persona, ma frutto, e forse lui stesso vittima, di una scelta puramente ideologica del sindaco".

L'assessore sottolinea il suo amore per Palermo e la Sicilia. "Se avessi potuto - afferma - avrei fatto di tutto per nascere in quest'isola che amo fino alla follia. Ma ho fatto l'unica cosa che potevo fare e l'ho scelta come il luogo in cui passare il resto della vita. Io, a differenza di altri, ho amato e rispettato la Sicilia e il suo popolo  e lo farò sempre... finché morte non ci separi... e chi lo sa? Forse anche dopo quando ci ritroveremo tutti insieme in un Paradiso comune a guardare dall'alto l'isola senza cattiverie ma con tanta pace nel cuore".

Va giù duro il sindaco Leoluca Orlando. "I contenuti e i toni espressi oggi da esponenti del partito di Matteo Salvini nei riguardi dell'assessore comunale Adham Darawsha - dice - confermano i motivi di preoccupazione e critica per il coinvolgimento di esponenti di quel partito alla guida dei Beni Culturali della Regione Siciliana. Chiedo al Presidente Musumeci di esprimere un dissenso rispetto a quanto avvenuto, e nei confronti di un partito che si accinge ad occuppare quell'assessorato."

Le reazioni

Sulla vicenda sono intervenuti i consiglieri di Avanti Insieme Valentina Chinnici, Paolo Caracausi, Massimo Giaconia, Toni Sala, Claudia Rini. "Nel rivolgere  - dicono - un attacco personale al Sindaco i consiglieri leghisti, secondo la peggiore e ben collaudata tradizione razzista della lega Nord, colpiscono l’assessore Darawsha, reo di essere “un medico palestinese” che non rappresenterebbe, così come l’assessorato alle culture,“la nostra identità e le nostre radici europee, occidentali e cristiane”. Ai colleghi leghisti ci limitiamo a ricordare che Palermo è una colonia della tunisina Cartagine, a sua volta fondata dai Fenici originari del Libano, e che ha un debito di bellezza con Bizantini, Arabi e Normanni per i monumenti che, soprattutto negli ultimi anni e con il titolo di capitale della cultura, hanno fatto registrare una straordinaria presenza turistica. Piaccia o no ai Leganordisti di casa nostra, Palermo ha radici arabe e islamiche, che hanno lasciato tracce ben visibili nelle sue opere artistiche oltre che in tutti i suoi cibi tipici e nella stessa lingua siciliana. Per cercare sedicenti radici europee, occidentali e cristiane forse i colleghi farebbero meglio a oltrepassare il Po. Esprimiamo quindi tutta la nostra solidarietà all'Assessore Darawsha, che rappresenta e avvalora al meglio le nostre ricche e varie "identità" multiculturali".

Così invece i consiglieri Milena Gentile e Rosario Arcoleo congiuntamente al Segretario del Pd provinciale, Rosario Filoramo: “Se non fosse di una tristezza infinita, avremmo tutte le ragioni per ridere anche noi della dichiarazione dei consiglieri leghisti del Comune di Palermo che accusano il Sindaco Orlando di “sacrificare la nostra identità e le nostre radici europee, occidentali e cristiane” per avere nominato all’Assessorato alle Culture il medico palestinese Adham Darawsha".

“Attaccando l’Assessore Darawsha non per il suo operato ma per le sue origini palestinesi, rivelano di non conoscere la vera Identità multiculturale della Sicilia. Ci dispiace che non sappiano che i Palermitani sono molto più vicini culturalmente e storicamente al mondo arabo che a quello padano. Proprio l’eccezionale contaminazione tra l’arte araba, normanna, bizantina ed ebraica ha sortito quello straordinario risultato che è valso a Palermo il riconoscimento mondiale dell’Unesco. Un coacervo di Culture totalmente estraneo alle presunte origini della Padania. Non dimentichiamo che la lega di oggi è la stessa che ha prodotto la ben nota legge Calderoli che ha distolto fondi destinati al Meridione per dirottarli al nord. E i Siciliani questo lo devono sapere! “- affermano i Consiglieri del Pd. “Infine, ricordiamo ai Siciliani che questi signori sono stati eletti in altre liste e altri partiti e nella speranza di avere più potere saltando sul carro dell’apparente vincitore, ora si trovano a subire la mortificante nomina di persone inadeguate ai ruoli e offensive della dignità dei Siciliani” – concludono i consiglieri Gentile e Arcoleo.

“Seneca diceva che quando facciamo entrare il nemico a casa nostra, credendo di poterne contenere la presenza, alla fine ne rimaniamo schiavi. Questa metafora ben si adatta a tutti quei politici locali che prendono in prestito dichiarazioni discriminatorie che non ci appartengono, pur sedendo negli scranni prossimi al Paradiso islamico raffigurato nel soffitto della Cappella palatina accanto ai simboli della cristianità”, conclude la consigliera Milena Gentile anche a nome dell’associazione Emily Palermo che presiede".

Esprimono solidarietà all'Assessore Darawsha anche i consiglieri comunali Francesco Bertolino, Dario Chinnici e Carlo Di Pisa di Italia Viva. "Comprendiamo la grande difficoltà da parte dei leghisti siculi - dicono - nel dover giustificare l'inopportuna scelta ad avere come assessore Regionale alla Cultura e all'Identità Siciliana un rappresentante di un partito che costantemente negli ultimi decenni ha basato la propria azione politica sul disprezzo verso il meridione d'Italia e contro le tante culture del Sud, attraverso un violento linguaggio che ha caratterizzato la loro azione politica. Il  comunicato va sul livello a cui sinceramente non vorremmo soffermarci, ma ci corre l'obbligo sottolineare alcuni aspetti che i colleghi della Lega omettono o non considerano:  la scelta della denominazione CulturE, non è altro che il naturale percorso che la città ha fatto in questi anni dopo aver aggiunto il massimo riconoscimento della Cultura e dopo aver avuto una vetrina internazionale come Manifesta, dove al centro veniva posto proprio il sincretismo culturale e la molteplicità di culturE presenti nei secoli nella nostra città. Si fa riferimento a un eventuale “sacrificio della nostra identità basata su radici europee occidentali e cristiane”, omettendo di dire che tra le tante dominazioni, quella araba ha rappresentato per la storia della nostra città una delle pagine più belle della storia di Palermo nel mondo. Il nostro sindaco ama ripetere che chi arriva a Palermo è palermitano; ci permettiamo di aggiungere che un palermitano di origine araba si trova doppiamente a casa! Siamo certi, concludono i consiglieri, che gli attacchi di oggi non scalfiranno minimamente l’impegno nel portare una Palermo multietnica e multiculturale nel mondo, così come l’assessore Darawsha ha fatto in questi anni in maniera incessante ed appassionata, mostrando un vero ed incondizionato amore per la nostra  Balaram".


 

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