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Traffico, come cambierà Palermo: "Un altro ponte accanto alla stazione Notarbartolo"

La Giunta adotta il Piano della mobilità sostenibile: nuove linee di tram, 100 chilometri di piste ciclabili e parcheggi multipiano interrati e il prolugamento di via Rapisardi. In ballo un miliardo di investimenti. Orlando: "Dimostreremo che sarà meglio spostarsi coi mezzi pubblici"

Nell'arco di un decennio, da qui al 2030, il Comune punta a spostare il 50% di chi oggi si muove con un'auto privata su bus, tram, biciclette e veicoli elettrici o ibridi. Come? Attraverso gli interventi previsti nel Pums, acronimo che sta per Piano urbano della mobilità sostenibile: 600 pagine che "incorniciano" in un unico atto le strategie dell'amministrazione in materia di trasporti, con l'obiettivo di ridurre traffico e inquinamento, ma anche di migliorare i collegamenti con le periferie.

"Finora - spiega il sindaco Leoluca Orlando - abbiamo coltivato interventi parziali, dalle pedonalizzazioni al tram; adesso mettiamo a regime un'unica visione. Siamo in presenza di un atto storico: una sorta di piano regolatore della mobilità sostenibile, che ci consentirà di mettere in sicurezza il cambio culturale della città". La visione, per usare le parole di Orlando, è quella di una mobilità quanto più "dolce" possibile. Nel Pums trovano posto le nuove linee di tram, le piste ciclabili, la green way Palermo-Monreale, il rinnovo della flotta di bus, il controllo dei varchi della Ztl, i semafori "intelligenti", i parcheggi interrati. Ma anche l'Anello ferroviario, il Passante, la Mal (la Metropolitana automatica leggera) e infrastrutture del futuro quali il ponte Rapisardi e il radiale Imera.

Insomma, di tutto e di più. Un "libro dei sogni", visto che il Pums contiene pure opere non finanziate? "Altro che libro dei sogni... il programma degli investimenti fino al 2024 è già coperto; ciò che resta da fare fino al 2030 in parte" risponde Giusto Catania, assessore comunale alla Mobilità. Ad esclusione della Mal, sulla quale l'amministrazione va coi piedi di piombo (costerebbe oltre 900 milioni) e a portata di mano non c'è il becco di un quattrino, in ballo ci sono un miliardo di finanziamenti. La metà dei quali riguardano nella seconda fase del tram.

"A breve - prosegue Catania - si aprirà la prima finestra per intercettare questi 500 milioni del Fondo sviluppo e coesione. Non li avremo tutti in un colpo, ma siamo estremamente fiduciosi". L'assessore si sbilancia: "Li consideriamo soldi sicuri, perché abbiamo già una progettazione di massima". Il Pums è un "vettore di finanziamenti". A sottolinearlo sono i tecnici che hanno redatto il piano, adottato oggi dalla Giunta comunale. "Un prodotto - tiene a precisare il sindaco - fatto in casa, nel senso che lo hanno predisposto le strutture comunali (con la collaborazione dell'Università, ndr)", che adesso deve incassare la Vas (Valutazione ambientale strategica) dalla Regione, eventuali osservazioni da parte dei cittadini, e infine approdare in Consiglio comunale per l'approvazione. 

Un percorso a tappe che dovrà portare in un orizzonte temporale medio-lungo alla realizzazione di opere destinate ad incidere nella mobilità cittadina. Cambiando - è questa l'intenzione dell'amministrazione Orlando - il volto di Palermo: "Da città costruita per favorire la mobilità privata, si ribalta la scala. Le priorità saranno pedoni, bici, bus, tram. E le auto? "Dimostreremo che sarà economicamente più conveniente spostarsi con i mezzi pubblici piuttosto che con mezzi privati" dice il sindaco, secondo cui gradualmente verranno ridotti gli spostamenti in auto. Il futuro si chiama intermodalità, con i cittadini che magari alla macchina non rinunceranno completamente ma, a seconda delle esigenze, potranno proseguire i loro tragitti in tram o con il bike sharing. "Con le nuove linee tramviarie - spiega Catania - gli stalli per le auto su sede stardale verranno rimpiazzati con parcheggi interrati multipiano". Ne sono previsti in corrispondenza di via Libertà, piazzale Ungheria, via Alcide De Gasperi, via Domenico Costantini, viale Strasburgo, via Palazzotto. 

Il Comune conta anche di arrivare a quota 100 chilometri di piste ciclabili ed effettuare un paio di interventi sulla rete stradale: dal cosiddetto radiale Imera, che consentirà il collegamento nord-sud (per intenderci dalla stazione Notarbartolo a piazza Indipendenza) in alternativa alla chiusura di via Roma; al ponte Rapisardi: ovvero il prolungamento della via già esistente oltre la trincea ferroviaria della Stazione Notarbartolo fino a raggiungere piazza Ottavio Ziino. Così da rendere via Leonardo Da Vinci, Notarbartolo e Duca della Verdura a senso unico di marcia verso il mare su due corsie spostando sul lato destro della carreggiata la sede tramviaria. 

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