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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Comune

Piano di riequilibrio, Orlando chiede aiuto al Consiglio dopo gli attacchi: "Sì alle modifiche"

Il sindaco, che non dispone più di una maggioranza in Aula, cerca e trova sponda tra gli inquilini di Sala delle Lapidi per scongiurare il dissesto. È nata così la proposta di un tavolo tra Giunta, consiglieri e dirigenti per portare in votazione un atto condiviso malgrado le critiche "piovute" dalle opposizioni

Dopo gli attacchi agli inquilini di Sala delle Lapidi, il sindaco Leoluca Orlando apre alla possibilità di modificare il piano di riequilibrio dei conti del Comune. Il sindaco cerca - e sostanziamente trova - sponda nel Consiglio e l'assemblea cittadina torna protagonista nel percorso per salvare Palazzo delle Aquile dal dissesto, come avevano chiesto due settimane fa i consiglieri di Oso, Ugo Forello e Giulia Argiroffi.

Nei fatti oggi il primo cittadino ha riconosciuto il "ruolo autorevole del Consiglio": una mossa obbligata visto che Orlando non dispone più di una maggioranza in Aula. È nata così la proposta di un tavolo tra Giunta, consiglieri e dirigenti per rielaborare il piano di riequilibrio (come tra l'altro come indicato dal collegio dei revisori in una nota dello scorso 11 gennaio), "perché - ha detto il sindaco - si fonda con scelte in contrasto con la volontà della Giunta, ma che potrebbero essere obbligate". L'obiettivo è arrivare a un atto condiviso da mettere in votazione entro fine mese, termine ultimo fissato da Roma per scongiurare il dissesto.

Sempre da Roma, Orlando attende "dati certi" (dall'Irpef all'incremento del personale) per sottoscrivere con la presidenza del Consiglio l'accordo per "il ripiano del disavanzo e il rilancio degli investimenti", che dovrebbe portare al Comune qualcosa come 475 milioni di euro nei prossimi vent'anni. In questo caso, la data da segnare nel calendario è il 15 febbraio.

Nella sua relazione, il sindaco ha portato avanti il suo "no" al dissesto e ha motivato questa scelta spiegando che "il dissesto non serve per le particolari condizioni di sovraccreditamento. Laddove scattasse il dissesto - ha aggiunto - schizzerebbero a livello massimo tasse e tariffe, si bloccherebbero le operazioni di assunzione del personale e si dovrebbero dismettere tutte quelle attività non essenziali. Fra queste rientrano le quote di Gesap".

Un'eventuale cessione delle quote Gesap "non sottrarrebbe - è sempre Orlando a parlare - la società dal controllo pubblico, visto che si venderebbe solo il 40%. Abbiamo indicato il 2025 come termine temporale ma è chiaro che si potrà stabilire una data più in avanti o addirittura cancellarla. Noi faremo ogni sforzo per evitare la dismissione delle azioni di Gesap. In generale, comunque, è tutto il percorso avviato con il piano di riequilibrio è dinamico. Nel senso che, a differenza del dissesto, si potranno effettuare dei cambiamenti in corso d'opera".

Oltre alla Gesap, altri punti scottanti sono il dimezzamento delle circoscrizioni, l’aumento delle tariffe negli impianti sportivi, i disallineamenti con le partecipate, fra cui spicca il contenzioso da 100 milioni con l'Amat, e la parte relativa al personale. "Occorre trovare un equilibrio fra l’aumento delle ore e le assunzioni". Non è tutto. In questo percorso a ostacoli, ha continuato Orlando, potrebbero pesare "le vicende giudiziarie che vedono il Comune in contenzioso con la vecchia Amia e l'Immobiliare Strasburgo".  

In Consiglio, oltre alla maggioranza, c'è una larga parte dell'opposizione (da Oso a Forza Italia) dunque pronta a rimettere mano al piano di riequilibrio. "Il dissesto va assolutamente evitato - è il commento del capogruppo di Forza Italia Giulio Tantillo - perché porterebbe a una condizione di austerità per i prossimi dieci anni che non ci possiamo permettere. Adesso occorre votare entro questa settimana il consuntivo 2020 e poi deliberare sul piano di riequilibrio. Sì alla proposta del tavolo condiviso per gli aspetti generali del piano, no ad un aumento delle tasse per le fasce più deboli. Prima delle assuzioni, inoltre, bisogna garantire il full time ai dipendenti che oggi sono part time".

Contro l'aumento delle tasse anche Italia Viva che, con il capogruppo Dario Chinnici, rimarca il fatto che "il piano di riequilibrio presentato dalla Giunta sia da riscrivere e ad ammetterlo è lo stesso sindaco durante i lavori del Consiglio. Questa è la conferma che i nostri timori sulla tenuta dei conti erano fondati. ll personale non può essere mortificato dalle scelte discutibili di un'amministrazione che pensa di poter garantire i servizi senza dipendenti, bisogna concludere una volta e per tutte le transazioni con le partecipate, Amat in primis, senza giocare sulla pelle dei lavoratori, non si possono svendere le quote della Gesap e serve chiarezza sulle entrate comunali per evitare gli errori del passato. In ballo c'è il futuro di un'intera città, non consentiremo a nessuno di fare campagna elettorale su temi così delicati".  

Per Fabrizio Ferrandelli (+Europa), "oggi in Aula è emerso in modo incontrovertibile lo scatafascio di questi 10 anni di amministrazione Orlando. La città sarà costretta, per scelte gestionali errate, a vivere l’incertezza di misure che condizioneranno le prossime 4 amministrazioni (20 anni) con azioni drastiche, impossibilità di erogare a pieno i servizi, innalzamento delle tasse e compromissione delle aziende pubbliche. Lo sostenevo con convinzione nel 2017, allarmando la città dei pericoli che emergevano da una attenta e competente lettura dei conti, purtroppo verificatasi veritiera in questi mesi ed ancor più in questi giorni".

I consiglieri comunali della Lega Igor Gelarda, Marianna Caronia, Alessandro Anello, Sabrina Figuccia e Roberta Cancilla restano "perplessi sul piano di riequilibrio": "Il sistema Orlando ha portato la nostra città al dissesto e al disastro in tutti i campi. La verità è che il Comune è in dissesto funzionale in tutti i suoi settori, come ha certificato il ragioniere generale". 

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