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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Politica

Piano di riequilibrio, varato il testo definitivo da trasmettere a Roma: "Strumento per evitare il dissesto"

La Giunta, su proposta del sindaco, lo ha approvato all'unanimità dopo il parere conforme del segretario generale. Ora toccherà al Mef predisporre l'accordo che dovrebbe portare al Comune 180 milioni. Un quarto del contributo dovrà essere coperto dall'ente con l'aumento di Irpef e diritti portuali. Restano i dubbi su dati e condizionalità

La Giunta ha approvato all'unanimità la bozza di accordo con lo Stato per il riequilibrio dei conti del Comune. Il testo definitivo, proposto dal sindaco Leoluca Orlando, ha ricevuto il parere conforme del segretario generale Antonio Le Donne e adesso può essere trasmesso al ministero dell'Economia e della Finanza (Mef) per essere sottoposto alla firma del governo.

In ballo c'è un finanziamento da 180 milioni per ripianare il disavanzo nel periodo 2022-2040, che però è ancorato a pesanti condizionalità: l'aumento dell'Irpef e dei diritti portuali, attraverso cui il Comune deve garantire almeno un quarto del contributo complessivo. Per il sindaco, "quanto deliberato dalla Giunta evita ogni fraintendimento e fornisce chiarimenti sull'importanza e sulla valenza dell'accordo con lo Stato. Accordo che costituisce elemento necessario per procedere all'approvazione del bilancio 2021-2023 e anni seguenti e per evitare un disastroso dissesto".

Orlando risponde così indirettamente a chi come i consiglieri di Oso, Ugo Forello e Giulia Argiroffi, hanno sollevato dubbi sulla veridicità dei dati e sulle condizionalità, chiedendo che il piano venga bloccato e minacciando mozioni di censura. La Giunta tira dritto. Rispetto però alle carte portate alla luce da Forello e Argiroffi, grazie ad "un pio esponente della maggioranza che sostiene Orlando", il delibato di Giunta fornisce alcune precisazioni.

Sulla possibilità di aumento all'infinito dell'Irpef e la conseguente immodificabilità del piano nel primo quinquennio, nel testo si legge che "riguarda solo l’individuazione delle misure da attuare nel livello minimale necessario, e limitatamente, a garantire la copertura del cosiddetto quarto". Parafrasando dal burocratese, la parte immodificabile dell'accordo, è solo quella che il Comune deve garantire almeno il quarto delle somme; mentre il resto sarebbe modificabile.

La sostanza però sarebbe sempre la stessa, visto le coperture vanno assicurate con l'aumento delle tasse. L'aliquota Irpef salirà già a partire da quest’anno passando per il 2022 da 51,7 a 101,1 milioni e arrivando nel 2023 a 111,7 milioni, ma le cifre potrebbero cambiare in peggio se non venisse garantito un quarto delle somme ogni anno fino al 2040.

Vero è, come si legge nell'atto di Giunta, che "il Comune non è obbligato ad applicare necessariamente il massimo dell'addizionale Irpef"; ma se non si rispetta l’indicazione dello 0,5% di incremento annuo della riscossione (inserito nella bozza di accordo su specifica richiesta dal Mef), scatta un meccanismo che prevede ulteriori aumenti dell'Irpef.

Il conto della serva è sempre contenuto nel delibato di Giunta: "Ogni 1% di riscossione in meno, pari ad € 16.111.411,00 (ossia il doppio del valore corrispondente al 0,5%) comporta un aumento dell’addizionale comunale all’Irpef del 0,2578%. Quindi, semplificando, 16 milioni di euro in meno di riscossione valgono sostanzialmente lo 0,25% in più di addizionale comunale all’Irpef da applicare ai cittadini che già pagano le tasse". Gli aumenti dovranno comunque passare da Sala delle Lapidi, "unico organo competente", che dovrà approvarli con "apposito atto deliberativo consiliare". 

Per recuperare il sistema di riscossione dei tributi, l'amministrazione dovrebbe ricevere apposite risorse per potenziare il personale, "anche a seguito dell'assunzione del servizio di riscossione forzosa da parte dell'Agenzia dell'Entrate Riscossione (Ader). "Si propone di confermare entro il 31 dicembre 2022 - scrive Orlando - la consegna all'Ader dei ruoli delle sanzioni per violazione del Codice della Strada relativi ad avvisi di accertamento emessi a fine 2019 e degli avvisi di accertamento esecutivi emessi nel 2020, ritenendo e chiedendo che il termine di consegna dei ruoli per gli altri tributi locali sia fissato nel 2023".

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