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Giusto Catania

Giusto Catania

Dal Prg alle elezioni, parla Catania: "Con il M5S nel dopo-Orlando ma la città futura si decide ora"

L'assessore più contestato della Giunta comunale interviene sul nuovo strumento urbanistico e sulla situazione politica. "Fase storica, i consiglieri hanno tutto l'interesse ad adottarlo prima del voto". Il rimpasto? "Italia Viva l'ha chiesto solo al sindaco". Stoccata sul ponte Corleone: "C'è chi ha fatto sin troppa propaganda"

Sul nuovo Piano regolatore generale, che venerdì la Giunta ha inviato al Consiglio comunale, spicca la firma di Giusto Catania: l'assessore più contestato dell'amministrazione Orlando, ma anche il più politico.

Dettaglio quest'ultimo non trascurabile, perché il compagno Catania - uno che non ha mai rinnegato di essere comunista, anzi "comunista così!" per dirla alla Mario Brega - dopo la pioggia infinita di polemiche e attacchi (anche dal cosiddetto fuoco amico) per le decisioni riguardanti la mobilità (sempre condivise dal e col sindaco Orlando), su un documento principalmente tecnico come il Prg incassa un risultato politico: affermare quella visione della città, "in sintonia con il tram, il Pums, la Ztl e le pedonalizzazioni", che lui stesso definisce "il compimento di scelte strategiche che possono cambiare la Palermo dei prossimi 30 anni". 

Non solo. Dopo aver incassato, l'assessore comunale all'Urbanistica e alla Mobilità rilancia: dice la sua sulle fibrillazioni - mai sopite - nello schieramento che governa la città e getta lo sguardo alle elezioni del 2022. "Credo che si debba ripartire da chi condivide questo impianto politico - afferma l'esponente di punta di Sinistra Comune - includendo anche il Movimento 5 Stelle. Le coalizioni comunque non si costruiscono a tavolino, ma sono il frutto delle scelte che faremo ora. Il Prg è una di queste".

Dopo un iter lungo circa otto anni, ora sul Prg la palla passa a Sala delle Lapidi. L'Aula avrà più di un anno a disposizione per l'adozione dello strumento urbanistico. Visti i rapporti non proprio idilliaci tra Giunta e Consiglio, lo ritiene un traguardo alla portata?
"Sì. Il mio auspicio è che la deliberazione del Consiglio renda irreversibili le scelte dell'amministrazione in materia di pianificazione. L'assemblea cittadina nella sua interezza e ogni singolo consigliere hanno, secondo me, tutto l'interesse a lasciare il segno prima del voto, ad essere decisivi in questa fase storica. Perché i consiglieri dovrebbero abdicare al loro ruolo? Questo sarebbe il terzo Consiglio ad approvare un Piano regolatore dopo quello del 1962 e del 1997. Insomma, non è un atto che si fa tutti i giorni, ma arriva dopo un percorso molto lungo. Ci sono stati dei ritardi, probabilmente addebitabili all'amministrazione e agli uffici. Quando a marzo 2019 il sindaco mi ha affidato la delega all'Urbanistica tutti ripetevano come un mantra che il Prg era pronto. Ho detto all'architetto Di Bartolomeo, capo area dell'Urbanistica, che lo avrei firmato subito. E invece il piano non era affatto pronto. Poi il Genio civile c'è stato 14 mesi per rilasciare il parere. Quando è arrivato, ovvero l'1 febbraio scorso, abbiamo impiegato 40 giorni per calare nella pèlanimetria le prescrizioni del Genio Civile e concludere il rapporto ambientale. Ora mancano gli ultimi step: l'adozione in Consiglio, le osservazioni dei cittadini, il successivo assenso dell'Aula e il decreto della Regione con la Valutazione ambientale strategica)".

In conferenza stampa, lei ha detto che questo Prg coniugherà "ecologia e giustizia sociale". Ci può spiegare meglio cosa intende?
"Intanto la tutela dell'ambiente, l'abbattimento delle emissioni inquinanti, il consumo del suolo zero. Ecco, con questo Prg si prevede il blocco di nuove costruzioni residenziali. Inoltre, il piano si muove sulla mobilità sostenibile, da qui il completamento dell'Anello ferroviario, la Metropolitana automatica leggera e le nuove linee del tram. Opere che rientrano nel concetto di ecologia. Il tram era un'utopia, ora è realtà. Adesso lo porteremo nelle altre periferie della città. Un'operazione sociale, al pari del riuso del patrimonio edilizio esistente, della riconversione delle aree industriali dismesse e delle 1.500 case popolari per i poveri, che dovrebbero risolvere il problema dell'emergenza abitativa".   

Non vi è dubbio che il Prg possa diventare uno dei temi più caldi della prossima campagna elettorale, ma già oggi entra di diritto nell'agenda politica. Proprio in un momento in cui l'amministrazione Orlando, con una Giunta parecchio claudicante e l'eterno sindaco che non potrà più ricandidarsi, si appresta all'ultimo giro di boa prima delle elezioni. Come affronterete il rush finale? 
"La politica non si fa nell'ultimo chilometro, che comunque è importante. E' ovvio che tante cose costruite nel tempo arrivino alla fine di un percorso. Penso al Prg, al Pums e alle nuove linee del tram che manderemo in gara entro la fine dell'estate. Entro quest'anno dobbiamo impegnare la spesa per tre linee ed entro il 2022 le altre quattro finanziate dal Mit. Il tram rappresenta una grande possibilità per incrementare i livelli occupazionali a Palermo in un settore, quello dell'edilizia, che è anticiclico per eccellenza. Abbiamo un investimento complessivo di 800 milioni che darà lavoro a 8 mila persone, dagli ingegneri ai manovali. Su queste scelte bisogna dare continuità al percorso politico, indipendentemente dal prossimo sindaco. E' ora che si dovrà definire il futuro".

Le fibrillazioni interne alla coalizione e un sindaco "in uscita" non rischiano di minare questo percorso?
"Lo strappo che si è consumato dopo il bilancio è stato ricucito perché, d'intesa con il sindaco e le forze politiche della coalizione, siamo ripartiti da questa maggioranza e abbiamo deciso che eventuali allargamenti verranno valutati assieme. Penso che il dopo-Orlando debba coinvolgere anche Orlando: il sindaco continui ad essere della 'partita' anche dopo il 2022, scelga lui il ruolo che si vuole ritagliare. L'importante è che ci sia per assicurare questa visione strategica e programmatica". 

Lei sostiene che bisogna includere il M5S in un'alleanza di centrosinistra, ma finora grillini ed ex grillini sono tra quelli che più d'altri l'hanno contestata. Come la mettiamo?
"La politica è un processo dinamico. Al di là delle divergenze, su temi come la tutela ambientale, il consumo di suolo zero, la mobilità sostenibile ci sono evidenti convergenze programmatiche tra la sinistra e i pentastellati. Ecco, da qui si può ripartire assieme. Del resto questa intesa è già realtà in altre città e Regioni italiane".     

Intanto nella maggioranza che sostiene l'amministrazione Orlando c'è chi chiede il rimpasto. Anzi, per essere precisi Italia Viva ha chiesto l'azzeramento della Giunta...
"Non mi occupo io di fare la Giunta, questo è compito del sindaco Orlando. Italia Viva non ha chiesto l'azzeramento della Giunta alla coalizione ma direttamente al sindaco. Io l'ho appreso dai giornali. Finora non è stato oggetto di discussione politica: se e quando lo sarà, ci confronteremo".

Ci sarà un confronto nella maggioranza anche sul ponte Corleone? E' di pochi giorni fa la notizia che il governo nazionale invierà un commissario. Il presidente del Consiglio comunale Totò Orlando, da poco passato a Italia Viva, lo ha chiesto e ottenuto. L'altro Orlando, il sindaco Leoluca, sembra non averla presa tanto bene... 
"La messa in sicurezza del ponte Corleone è un'esigenza di tutta la città ed è una questione seria. Come tale va affrontata senza propaganda. Invece in questi giorni c'è chi ha fatto sin troppa propaganda".  

Ormai siamo in campagna elettorale...
"Per me la campagna elettorale è iniziata nel 2012 e non è mai finita. Il consenso non si costruisce con le promesse, ma tramutando i programmi elettorali in atti concreti. Noi lo abbiamo fatto e lo stiamo facendo, malgrado non siano mancate le complicazioni. Governare la città in questo ultimo anno è stato difficilissimo a causa del Coronavirus. La macchina amministrativa era già in grandissime difficoltà, il Covid le ha accentuate per due ragioni: la necessità di rivedere totalmente il funzionamento del Comune e l'esiguità di risorse a disposizione degli enti locali, costretti a sottostare ai vincoli imposti dal patto di stabilità e indeboliti dalla riduzione delle entrate tributarie. Per non parlare del mancato turn over e della carenza di dirigenti tecnici".  

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