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Si avvicina l'apertura di 29 farmacie, ma il piano del Comune è già scaduto

Dopo un iter lungo e tormentato i vincitori del concorso dovrebbero avere l'ok della Regione entro metà mese. Il consigliere Anello pressa per aggiornare la delibera: "Si potrebbero aprire altre 5 farmacie". Ancora bloccati i trasferimenti chiesti dai farmacisti

Una farmacia di Palermo

A metà mese - dopo un lunghissimo iter durato cinque anni - la Regione dovrebbe dare l'ok definitivo all'apertura di 29 nuove farmacie in città, ma il piano approvato nel 2014 dal Consiglio comunale è già scaduto. "Il Comune è inadempiente, perché ogni due anni va fatto un aggiornamento". Lo dice il consigliere comunale Alessandro Anello (in foto), vicepresidente della commissione Attività produttive, che spiega: "Non sappiamo se le modifiche al piano siano state trasmesse agli uffici di competenza, di certo c'è che nulla è ancora arrivato alle commissioni consiliari. Il piano a suo tempo varato da Sala delle Lapidi si basava sul vecchio censimento del 2010, con le nuove rilevazioni statistiche si potrebbero aprire altre 5 farmacie".

Alessandro Anello-3Nel frattempo il tempo passa e ancora i 29 vincitori del concorso non hanno aperto i battenti. Un danno per molti farmacisti, perché le sedi individuate adesso non sono più disponibili e vanno reperiti nuovi locali nelle zone assegnate: Boccadifalco, Uditore, Montegrappa, Oreto, Noce (2), Settecannoli (3), Brancaccio, Zisa, Villagrazia (4), Cruillas (4), San Lorenzo (2), Tommaso Natale, Partanna (2), Pallavicino (2), Villa Tasca, Altarello, Borgo Nuovo. Le aperture garantirebbero una cinquantina di nuovi posti di lavoro.

Il piano farmacie è incentrato su quattro criteri: demografico; microaree all'interno dei quartieri caratterizzate da un'elevata densità di popolazione; individuazione di aree a bassa densità di popolazione, ma con forte deficit di servizio farmaceutico; presenza di limiti orografici che rendono difficoltoso l'accesso al servizio. La strada per l'approvazione di questa delibera è stata costellata da numerosi "stop and go", marce indietro e ricorsi al Tar. Un iter lungo e tortuoso iniziato quando il Comune era retto dal commissario straordinario Luisa Latella. Al piano del prefetto, bocciato dai giudici amministrativi per incompetenza dell’organo deliberante, è seguito quello voluto dal sindaco Orlando nel 2012. A sua volta bloccato. Si è così reiterata la delibera commissariale, ma un successivo intervento della Giunta ha "ripescato" la proposta del sindaco Orlando (opportunamente modificata).

Confusione, ritardi ed errori sono costati due sentenze contrarie del Tar con annessi costi derivanti dalle soccombenze. Davanti ai giudici amministrativi, il Comune ha anche perso la battaglia legale sui decentramenti, richiesti dalle farmacie prim'ancora che venisse approvato il piano. Si tratta di farmacisti che avevano chiesto di cambiare sede - dal centro (via Maqueda e via Roma) in periferia (Bprgo Nuovo e Noce) - per spostarsi laddove minore è la concorrenza. 

"In questo caso - argomenta Anello - il Comune ha sostenuto la tesi che la competenza del decentramento fosse materia della Regione. Il Tar ha stabilito il contrario. Nonostante i pronunciamenti che vedono il Comune soccombente, però, non si è ancora proceduto ai trasferimenti". Secondo il vicepresidente della commissione Attività produttive, "la questione farmacie va risolta al più presto: bisogna aggiornare il piano per rendere possibilie l'apertura di altre 5 sedi. Ciò significa creare ulteriori posti di lavoro".

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