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"Mafia all'interno del Comune", Orlando querela Riccardo Nuti

Il primo cittadino ha annunciato un'azione legale del Comune contro il deputato del M5S, Riccardo Nuti, per un post pubblicato su Facebook. Stessa decisione da parte dei presidenti delle aziende partecipate. Il pentastellato aveva critica l'operato di Orlando sul fronte della lotta contro la criminalità

Dall'attacco politico alle aule di tribunale il passo è breve. Il sindaco Leoluca Orlando ha dato mandato all'avvocatura comunale di querelare per diffamazione il parlamentare nazionale del Movimento 5 Stelle Riccardo Nuti. L'azione legale nasce da un post pubblicato su Facebook in cui si legge: "La mafia in questi decenni ha trovato nel Comune di Palermo un luogo nel quale fare i suoi sporchi interessi e questo non è avvenuto solo nel periodo Cammarata ma anche prima e dopo" e che molte partecipate sarebbero "piene di delinquenti" e che "da anni ricattano la città".

Dopo Palazzo delle Aquile, anche la Gesap (società di gestione dell’aeroporto Falcone Borsellino) e l'Amg hanno dato mandato al proprio legale per presentare querela per diffamazione nei confronti di Nuti. Stessa decisione da parte dei presidenti di Amat, Rap, Reset e Sispi. "La politica ha il dovere di svolgere un ruolo di indirizzo e controllo, anche critico, sull'operato delle aziende comunali - dicono - ma certamente non si può scadere in generalizzazioni e offese che altro non fanno che colpire quelle migiaia di lavoratori che con serietà e professionalità svolgono il proprio lavoro e forniscono servizi alla città e ai cittadini".

Le frasi citate fanno parte di un lungo post, in cui il pentastellato commenta una fotografia che ritrae il sindaco con Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso nella strage di via D'Amelio, nel 24esimo anniversario della strage. Questo il testo completo: "L'immagine di Salvatore Borsellino che abbraccia Leoluca Cascio Orlando il 19 luglio, giorno della commemorazione della strage di via d'Amelio è veramente brutta e triste. La definirei scioccante. Un palermitano che non sia troppo giovane sa che Orlando non rappresenta per nulla una seria lotta alla mafia o una rottura della sistema di potere a Palermo. Il palermitano sa che in questi decenni molte partecipate (c.d. municipalizzate) piene di delinquenti sono state create da lui e che queste da anni ricattano la città con: o ci dai i soldi o mettiamo a ferro e fuoco la città. La mafia in questi decenni ha trovato nel Comune di Palermo un luogo nel quale fare i suoi sporchi interessi e questo non è avvenuto solo nel periodo Cammarata, ma anche prima e dopo. Quando anni fa venne avviata l'idea del presidio in via D'Amelio lo si fece con un messaggio chiaro: non far avvicinare nessun politicante per fare la passerella. Io partecipai all'organizzazione il primo anno, ero un semplice cittadino che riteneva giustissimo l'obiettivo. Ma nelle successive edizioni si accettò prima Fini (perché a parole andava contro Berlusconi) poi Sonia Alfano, De Magistris, Ferrandelli e Orlando Se così doveva essere bastava dire'accettiamo solo politicanti di finta sinistra'. Sarebbe stato più corretto. Personaggi come quelli appena elencati secondo me non rappresentano una rottura con un sistema di potere che governa indegnamente da decenni questa città e questo Paese e non possono essere accolti e abbracciati come se nulla fosse".

"Spero - dice Orlando - che il deputato Riccardo Nuti rinunci all'immunità parlamentare di cui gode e che venga in tribunale per rispondere delle sue farneticanti e offensive dichiarazioni".

Per il presidente di Amg Giampaolo Galante si tratta di "accuse che infamano ingiustamente il lavoro che, ogni giorno, con dedizione, professionalità e spesso a costo di grandi difficoltà, viene assicurato dai dipendenti della società per offrire alla città servizi nei settori dell’energia e dell’illuminazione pubblica".
 

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