Comune, "consiglieri pagati per lavorare pochi minuti": la denuncia del M5S

Secondo i pentastellati "i verbali raccontano di un via vai di consiglieri e di presenze lampo, anche di un solo minuto" pagate regolarmente. I documenti presi in esame si riferiscono al 2013

"Due, cinque, dieci minuti. E perfino anche meno. A un consigliere sarebbero bastati sessanta secondi per maturare il diritto di portare a casa un pesante gettone di presenza da 156 euro". E' quanto denuncia il Movimento 5 Stelle, che parla di "commissioni-bancomat del Comune". "Le commissioni (assieme alle sedute del consiglio comunale) nel 2013 - si legge in una nota - hanno elargito gettoni per 1.773.672 euro. Più che in tutta Italia, visto che il gettone previsto per gli 'stakanovisti' della politica cittadina è infatti il più pesante dell'intera penisola: 27 euro più di Roma, 39 più di Milano, una volta e mezzo quello di Genova".

I verbali di Palermo esaminati dal Movimento sono relativi al 2013. "Anche se - sottolineano - non tutte le 7 commissioni permanenti hanno risposto alla richiesta di accesso agli atti fatta dai deputati regionali cinquestelle. La sesta, nonostante reiterate sollecitazioni, non ha ancora provveduto a inviare i verbali. Parziali quelli della quinta. La quarta, dopo la richiesta della carte del Movimento, invece, è stata vittima di un incredibile furto che ha cancellato la memoria di vent'anni di attività, di cui ora non esiste nessuna traccia. Anacronisticamente scritti a penna, e quasi indecifrabili, quelli delle seconda".

“E' stata evidente – commenta il capogruppo cinquestelle all'Ars Giorgio Ciaccio – la scarsa disponibilità a collaborare da parte di alcune commissioni. Per le modalità del furto dei 'ghiottissimi' documenti della quarta aspettiamo notizie del sindaco Orlando, cui avevamo chiesto l'avvio di una indagine interna. Dubitiamo, comunque che abbia fatto qualcosa”.

Secondo quanto reso noto dai pentastellati "i verbali (moltissimi dei quali non contengono alcun riferimento alle discussioni e si limitano appena a ratificare entrate ed uscite dei consiglieri e il semplice oggetto della seduta), raccontano di un via vai di consiglieri e di presenze lampo, anche di un solo minuto, se si deve prestare fede all'orario indicato nei resoconti con tanto di timbro e firme in calce di segretario, presidente e (in alcuni casi) vice presidente. E' successo il 10 ottobre del 2013, in prima commissione, nel corso di una seduta lampo (appena 15 minuti) che ha visto un componente arrivare appena un minuto prima del rompete le righe. Di un minuto più lunga la presenza in terza di un consigliere, la cui permanenza alla seduta del 16 dicembre è durata appena due minuti, dalle 10 alle 10,02. E ancora toccata e fuga (5 minuti) dei singoli consiglieri per 20 volte in prima e una in terza. Ventotto le presenze da dieci minuti, 55 quelle da 15. In alcuni casi le sedute lampo hanno riguardato l'intera commissione con sedute di 10, 15, 20 e 30 minuti".

"Per i gettoni di presenza - spiegano - il Comune nel 2013 ha sborsato una piccola fortuna: 1.773.672 euro divisi ai 50 inquilini di sala delle Lapidi. La stragrande maggioranza ha portato a casa il massimo possibile (oltre 36 mila euro lordi). Venti ci sono andati molto vicino (compensi tra i 33 e i 35 mila euro). 78.778,80 euro sono stati destinati al presidente del Consiglio comunale Salvatore Orlando. Si parla di cifre lorde".

“Il malcostume – commenta Ciaccio – è evidente. E i fatti di qualche giorno fa a Messina lo confermano. Speriamo che gli scandali che il Movimento ha fatto venire fuori un po' in tutta la Sicilia servano da deterrente per il futuro e che si finisca per considerare le casse comunali come una sorta di bancomat. Le presenze lampo non sono un reato, di certo, però, sono un comportamento da condannare”. “Leggere questi verbali – afferma il presidente della commissione Ambiente dell'Ars, Giampiero Trizzino – ti fa sembrare di essere al cospetto di porti di mare più che di commissioni consiliari. In alcuni casi si assiste a un inconcepibile andirivieni di consiglieri: quelli che aprono la seduta spesso non la finiscono e vengono sostituiti da altri che arrivano in seguito. In queste condizioni impostare una seria discussione è letteralmente impossibile. La sensazione di disinteresse è palpabilissima, anche nella stessa stesura dei verbali, in parecchi dei quali è riportato solo l'oggetto della discussione e il nome dei presenti. Per non parlare di quelli confusionari o imprecisi”.

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