Crisi al Comune, Santoro: "Autosospensione Catania farlocca perché non prevista da legge"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"L’assessore comunista alla Mobilità Giusto Catania si autosospende dalla Giunta dopo che il Consiglio comunale ha stralciato dal bilancio i fondi destinati al nuovo tram, cioè il progetto che avrebbe distrutto maggiormente le strade principali dell’intera città, per capirci. Ora, rilevato che l’ultimo sindaco d’Italia Leoluca Orlando non ha più la maggioranza che lo sostiene, vorrei interessarvi a un argomento, cioè quello dell’autosospensione dalla Giunta comunale di Giusto Catania proclamata dallo stesso comunistello da salotto. Essa non dispiega alcun effetto amministrativo e tantomeno politico, poiché l’auto sospensione dalla carica di assessore non esiste, non è contemplata da alcuna previsione normativa". Lo scrive in una nota Stefano Santoro, responsabile del dipartimento Giustizia della Lega in Sicilia.

"Ciò che esiste sono le dimissioni dall’incarico assessoriale - dice il leghista - tutto il resto è fuffa! Catania, preso atto del fallimento del suo progetto di trasformare Palermo in una obsoleta linea tranviaria e della fine dell’orlandismo, dimostri al suo elettorato coerenza e dignità,  si dimetta da assessore rinunciando così al ruolo amministrativo e all’indennità mensile. Ciò che mi continua a preoccupare è la posizione di Italia Viva che continua a flirtare con alcuni esponenti di Forza Italia e vota con l’opposizione pur mantenendo il proprio assessore in Giunta. Cioè lo stesso comportamento ambiguo adottato a livello nazionale dal loro leader Matteo Renzi, il quale attacca il governo pur mantenendo i suoi due ministri al governo, mentre i loro uomini a Palermo tramano per candidare un loro esponente alla carica disindaco della città".

"Basta con l’ambiguità politica - conclude Santoro -. I palermitani hanno bisogno di lasciarsi in fretta alle spalle l’orlandismo, i comunisti, i post comunisti e i grillini ed essere amministrata con buon senso da un Sindaco forte e determinato e da una nuova maggioranza consiliare che abbiano a cuore i palermitani e lo sviluppo della città. Si dimetta dunque l’ultimo sindaco d’Italia con un sussulto di dignità e lasci a nuove forze politiche il compito di amministrare Palermo".

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