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Via libera dal Consiglio al consuntivo 2015: conti del Comune tra luci e ombre

L'anno si è chiuso con un avanzo d'amministrazione di 20 milioni di euro. Si riduce la pressione fiscale a carico dei cittadini rispetto allo scorso anno: da 718,6 euro a 686,6 euro pro capite (-5%), ma i tributi restano la voce maggiore delle entrate di Palazzo delle Aquile (463 milioni di euro)

Dopo il sì della Giunta al bilancio consuntivo 2015, arriva oggi anche quello del Consiglio comunale. Con i voti della maggioranza (per la verità parecchio risicata), Sala delle Lapidi dà il via libera al documento finanziario dell'anno scorso, chiuso con un avanzo d'amministrazione di 20 milioni di euro.

Il quadro che emerge però è fatto di luci e ombre. In generale si riduce la pressione fiscale a carico dei cittadini rispetto allo scorso anno: da 718,6 euro a 686,6 euro pro capite (-5%), ma i tributi restano la voce maggiore delle entrate di Palazzo delle Aquile (463 milioni di euro). Anche perché i trasferimenti erariali continuano a diminuire (dai 446 milioni nel 2012 si è passati a 170 milioni nel 2015).

Cala anche la spesa per il personale, pari a 239 milioni (242 mln nel 2014 e 257 mln nel 2013), frutto anche dei pensionamenti. Complessivamente le spese del Comune ammontano a 852 milioni: 664 mln la spesa corrente, 239 mln la spesa per il personale, 62 mln spese per investimenti, 33 mln rimborso prestiti, 92 mln servizi in conto terzi. Mentre le entrate sono pari a 872 milioni (463 milioni dai tributi, 170 milioni da trasferimenti, 94 milioni entrate extra-tributarie, 24 milioni trasferimenti in conto capitale, 28 milioni prestiti, 91 milioni servizi per conto terzi).

Dal recupero dell'evasione sono arrivati 27 milioni (19,3 milioni Tares e Tarsu, 4,7 milioni Ici più altre tasse), 1,3 milioni da sanatorie edilizie. Le note dolenti - sottolineate pure dai revisori dei conti (che tuttavia hanno dato parere positivo al consuntivo) - riguardano le società Partecipate. I costi delle aziende che gravitano nella "galassia Comune" sono aumentati di 8 milioni.

Persistono disallineamenti tra debiti e crediti vantati dalle società e quelli calcolati dal Comune. Inoltre l'assenza dei progetti di bilancio di alcune società impedisce sia di fare i dovuti riscontri tra partite debitorie e creditorie sia di verificare la qualità dei servizi resi. Non si ferma il ricorso ai debiti fuori bilancio: nel 2015 ne sono stati riconosciuti 35,2 milioni. I residui attivi sono scesi da 1,2 miliardi a 1 miliardo. Quelli passivi da 1,2 miliardi a 413 mln. Bassa anche la capacità dell'ente di riscuotere le multe: 65 milioni quelle elevate nel 2015, con solo 12,3 milioni riscossi.
 
L'assessore al Bilancio Luciano Abbonato ha espresso la propria "soddisfazione per la conferma del buon andamento della finanza comunale e la svolta impressa nella gestione delle aziende partecipate che hanno ormai interiorizzato la logica del bilancio consolidato e gli obiettivi di efficienza e produttività. Sembra passato un secolo, ma sono appena quattro anni, da quando il comparto delle partecipate produceva 50 mln di euro di perdite all’anno con un livello di servizi quantitativamente e qualitativamente oggettivamente inferiore a  quello odierno".

Il sindaco Leoluca Orlando ha sottolineato che "non c’è azienda comunale che oggi non abbia ampliato significativamente la gamma dei propri servizi e che non abbia ritrovato la dovuta attenzione sulla qualità del servizio. Essere riusciti a raggiungere questo obiettivo riducendo al contempo le tasse comunali è la dimostrazione che il problema non stava nella quantità di risorse disponibili, quanto nell’enorme livello di sprechi e inefficienze che caratterizzava la loro gestione".

LE REAZIONI
FILIPPO OCCHIPINTI -
“Il bilancio consuntivo 2015 del Comune di Palermo, votato oggi dal Consiglio comunale, è una fotografia di un insuccesso e di come non si amministra una città. Tasse alte, servizi pessimi, meno autobus, più rifiuti e costi in aumento di 8 milioni delle partecipate; non viene valorizzato il patrimonio comunale e non si incamerano i proventi dei condoni, con mancati introiti per 40 milioni, mentre si sbandiera una riduzione del costo del personale che va imputata soltanto ai pensionamenti. Inoltre fra le entrate la Tari, a sorpresa, aumenta da 131 a 132 milioni. Bollette e affitti sono troppo alti, mentre gli sprechi restano tutti intatti. Questa amministrazione ha fallito e lavorato male, i palermitani se ne sono accorti e agiranno di conseguenza alle prossime elezioni. I Comitati civici sono pronti a condividere un progetto per Palermo con le forze sane e competenti della città”. Lo dice il capogruppo dei Comitati civici al Consiglio comunale Filippo Occhipinti.

ANTONELLA MONASTRA - "Mi sarei aspettata quindi la presenza di tutti gli assessori e le assessore affinché ciascuno rappresentasse alla città i risultati raggiunti. Purtroppo ciò non è accaduto e ancora una volta la fase di Bilancio non è l'occasione per valutare politicamente l'operato dell'amministrazione attraverso un confronto politico diretto con chi governa la Città, bensì un fatto semplicemente ragionieristico che non centra il suo sguardo sulla qualità di vita di cittadine e cittadini". Lo dice Antonella Monastra, consigliera comunale del Pd. "Credo - aggiunge - che ciò sia gravissimo in un momento in cui le nuove norme di contabilità mirano a rendere più trasparente la gestione economico finanziaria degli Enti Locali armonizzandola in tutto il Paese. Era il momento perciò di iniziare anche a redigere il Bilancio Sociale, strumento contabile orientato alla facilità di comprensione ed alla responsabilità sociale di chi governa, ben diverso da quello che ne porta impropriamente il nome e che troviamo sul sito del Comune. Complessivamente le criticità registrate negli anni passati non sono mutate: debiti fuori bilancio in quantità, bassa capacità di riscossione testimoniata da percentuali elevatissime di residui attivi, somme cioè che potrebbero entrare nelle casse comunali e non entrano e il mancato controllo economico finanziario sulle partecipate, che ancora oggi risucchiano ingenti risorse a fronte di servizi molto scadenti. Ma mi sono soffermata in particolare durante il mio intervento sulla bassa capacità di spesa dell'area della cittadinanza sociale. Difatti rispetto alle somme disponibili nel bilancio di previsione per questo programma se ne spendono effettivamente solo la metà della metà. Di certo così si risparmia, ma a scapito dei servizi essenziali rivolti soprattutto alla cittadinanza più fragile. Dunque il mio voto al Rendiconto è stato contrario".

ROSARIO FILORAMO  - Secondo il capogruppo Pd al Consiglio, Rosario Filoramo "un altro anno è andato sprecato. Il rendiconto di gestione presentato dalla Giunta e approvato dal Consiglio comunale certifica l’ennesimo rinvio alla soluzione dei tanti, troppi problemi strutturali di questa amministrazione. Il gruppo del PD, pur dimostrando grande disponibilità a venire incontro alle esigenze dell’amministrazione di approvare oggi il Rendiconto al fine di trasmettere a Roma le relative certificazioni necessarie a sbloccare i trasferimenti ministeriali, non ha riscontrato nessun passo in avanti fatto da parte dell’amministrazione comunale verso la chiarezza dei numeri e dei dati dei servizi resi. Si segnalano ancora elementi di criticità che già erano presenti all’inizio di questa sindacatura e ancora non avviati a soluzione:Debiti fuori bilancio fuori controllo per 35 milioni, residui attivi e passivi precedenti al 2010, disallineamenti verso le società partecipate e mancanza di consolidamento tra Bilancio Comunale e delle aziende partecipate, ma cosa più grave, nessun dato sulla qualità dei servizi resi. Magari i conti possono essere un po’ più in ordine rispetto al passato, ma nessun dato è prodotto sulla qualità dei servizi resi in rapporto alle ingenti risorse impiegate. Ancora una volta nessun riscontro viene offerto ai palermitani, che pagano le tasse più alte d’Italia, sul modo in cui vengono spesi i loro soldi".

SALVO ALOTTA  - "L’Aula ha voluto in fretta e furia approvare il rendiconto di gestione. Non ho partecipato alla certificazione di una gestione fallimentare, non c’è nemmeno bisogno di leggere le carte: basta guardarsi attorno per vedere i risultati di un comune che offre servizi pessimi e chiede sempre più tasse".

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