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Orlando pensa a una holding che accorpi le Partecipate: "Dubbi su tempi e metodo"

Il primo cittadino ha dato mandato al direttore generale del Comune di avviare gli atti propedeutici alla costituzione della nuova società. Lo scopo è avere "una più efficiente gestione dei servizi erogati e una maggiore economicità". Forza Italia: "Spettano al Consiglio decisioni di tale portata"

Ridisegnare l'assetto delle Partecipate, creando una holding che accorpi in un unico soggetto giuridico la Rap, la Reset, la Sispi, l'Amg e l'Amat. E' l'idea del sindaco Leoluca Orlando, che ha dato mandato al direttore generale del Comune di gettare le basi - o come si legge nei documenti ufficiali di "avviare gli atti prodromici e istruttori" - alla costituzione della nuova società. 

L'intento di creare una holding e quindi rimodulare anche le posizioni organizzative è messa nero su bianco in una delibera di Giunta di martedì nella quale ci si riferisce a una direttiva inviata lo scorso 22 gennaio da Orlando al segretario generale Antonio Le Donne, al dirigente Patrizia Milisenda e al vicesindaco, Fabio Giambrone. 

Il primo cittadino sottolinea "la necessità di conseguire una razionalizzazione dell’assetto complessivo delle attività" finora portate avanti singolarmente dalle partecipate - raccolta e smaltimento rifiuti, illuminazione pubblica, servizi online, trasporto pubblico, pulizia aree pubbliche - e varare "una più adeguata ridefinizione delle strutture organizzative delle stesse mediante la costituzione di una holding in seno alla quale far confluire il capitale sociale delle partecipate". Un passo da compiere anche "in  vista della conclusione del mandato amministrativo, nell’ambito del percorso finalizzato all’approvazione del bilancio 2020-2022".

Le Partecipate "secondo la logica unitaria - scrive Orlando - verrebbero a costituire rami di azienda che abbiano valore strategico ai fini di una più efficiente gestione dei servizi erogati ai cittadini, unitamente a una maggiore economicità della gestione in ragione delle molteplici economie di scala che possono essere attuate nel contesto di azioni sinergiche da attuarsi tra le partecipate anche mediante il ricorso alla modalità dell'in house providing orizzontale (che nel caso della Holding ramificata sarebbe un in house totalmente interno)".   La "maggiore economicità" a cui il Professore si riferisce altro non è che un taglio di poltrone. Avere una sola società significa avere un solo presidente, con relativo cda e organismi collegati. Non uno per Partecipata come con l'assetto attuale. 

L'idea non piace a Forza Italia. In una nota i consiglieri Marianna Caronia, Giulio Tantillo, Andrea Mineo, Roberta Cancilla e Fabrizio Ferrara precisano di avere appreso dei piani per la holding "solo tramite la pubblicazione di una delibera di Giunta". "Al di là delle considerazioni di merito sul contenuto di tale direttiva, che lascia ampie perplessità circa la scelta delle specifiche azienda includere e non includere nel preannunciato percorso - dicono gli azzurri -  siamo molto perplessi dai tempi e dalle modalità. Fermo restando che spettano al Consiglio comunale decisioni di tale portata per l'assetto organizzativo della macchina comunale nel suo complesso e per la qualità e tipologia dei servizi resi ai cittadini, crediamo che già prima di dare questo 'mandato' al direttore generale, il Sindaco e la Giunta avrebbero dovuto affrontare la discussione con l'organo consiliare. Una discussione dalla quale certamente potrebbero venire, e verranno al momento opportuno, utili indicazioni, indirizzi e decisioni per la vita delle aziende. Aziende il cui generale stato di difficoltà non può essere risolto con provvedimenti frettolosi né tantomeno privi di un ragionamento politico di prospettiva sui servizi per la città".

Sabrina Figuccia, consigliere comunale della Lega, aggiunge: “In un mondo che va verso la super specializzazione, dove vengono valorizzate competenze sempre più specifiche, Orlando pensa invece ad una sorta di minestrone indifferenziato, forse nel tentativo disperato di allungare il brodo per annacquarlo completamente. E’ sotto gli occhi di tutti che alcune partecipate (Rap in primis) stanno vivendo periodi terribili, ma problemi cronici non possono essere risolti distribuendoli anche alle altre. La verità è che si deve cercare piuttosto un modello funzionale e concreto che non coincida con quello anacronistico ideato negli anni ‘70 da un sistema da prima Repubblica. Occorre, invece, una struttura che sia capace di mettere al centro la produttività e i nuovi sistemi tecnologici. Non è certo risparmiando qualche stipendio (a proposito, quando costerebbero i vertici di quest’holding?) che si può pensare, a mo’ di bacchetta magica, di risolvere le enormi criticità che si sono accumulate ed ingrandite nel corso di questi ultimi anni. E, un ultimo particolare che forse il sindaco trascura: non lo sa che l’intera materia è competenza del Consiglio comunale?”.

Per Concetta Amella (M5S), "il progetto holding delle società partecipate, in vista di una loro economicità e gestione sinergica, non può essere trattato senza un adeguato confronto con le parti sociali ed un profondo dibattito in Consiglio comunale. Perciò chiediamo immediatamente al sindaco di riferire in Aula". 

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