Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Direttiva di Orlando alle Partecipate: "Bisogna tagliare 38 milioni", Amat in apnea

Il sindaco prova a chiudere la "partita" sui disallineamenti con un atto "imperativo e vincolante", col quale viene disposta l'eliminazione dai bilanci delle società dei crediti che secondo il Comune non sono dovuti. L'azienda di trasporto dovrà reperire 29 milioni

Il sindaco Leoluca Orlando

L'amministrazione comunale prova a chiudere la "partita" sui disallineamenti (la differenza tra dare e avere) con le sue Partecipate. Il sindaco Leoluca Orlando ha infatti firmato la direttiva "imperativa e vincolante", nella quale viene disposta l'eliminazione dai bilanci delle società dei crediti che secondo il Comune non sono dovuti.

L'atto, tanto discusso in Consiglio durante la trattazione del bilancio consolidato 2016, contiene i dati "definiti e definitivi, giusta anche attestazione del Collegio dei revisori dei conti". Così scrive il primo cittadino, dopo aver incassato il parere pro-veritate dell'avvocatura comunale e le risultanze delle verifiche fatte dalla cabina di regia sui disallineamenti coordinata dal ragioniere generale Paolo Bohuslav Basile. "La violazione della direttiva", avverte Orlando, comporta "profili di responsabilità". 

Complessivamente, il Comune liquiderà alle ex municipalizzate 21 milioni di euro oltre Iva, "al netto delle somme già appostate nel bilancio di previsione 2017". Mentre le aziende dovranno in totale stralciare dai loro bilanci 38,2 milioni di euro. La situazione più difficile è quella dell'Amat, che ha rivendicato 9,3 milioni: tanto è il credito disallineato quantificato al 31 dicembre 2016. Il Comune ha però risposto intimando all'Amat di stralciare 9,1 milioni dal bilancio 2017. Ergo, il credito riconosciuto ammonta a poco più di 197 mila euro. Ma non è tutto. Nella direttiva il sindaco Orlando ha messo nero su bianco che l'Amat dovrà stralciare ulteriori 20,3 milioni di euro, nella partita dei crediti disallineati al 31 dicembre 2017, "per corrispettivi non dovuti nell'ambito del servizio di trasporto pubblico". Nello specifico si tratta di chilometri non effettuati rispetto a quelli programmati dal 2011 al 2014. L'Amat quindi rischia di finire in apnea.

Meno complicate, ma ugualmente preoccupanti, sono le condizioni di Rap. L'azienda di piazzetta Cairoli ha vantato crediti per 13,5 milioni: nel bilancio 2016 (non ancora approvato dal socio unico) ne dovrà stralciare "in maniera definitiva" 5,1. Su una fattura di Rap del 2016 non ancora saldata di 9,2 milioni, il Comune riconoscerà 7,6 milioni. L'Amap infine ha ravvisato disallineamenti per 1,7 milioni, ma secondo il Comune ne dovrà stralciare 3,5 dal bilancio 2017. 

Adesso, con il bilancio di previsione, anche il Comune dovrà coprire le "falle" venutesi a creare. E, cercare di tenere in vita le ex municipalizzate a rischio. Necessario a questo punto sarà l'adeguamento dei contratti di servizio. In tutti i casi, da qualche parte i soldi dovranno essere reperiti e lo spettro di un innalzamento delle tasse (temuto da più d'un consigliere) si fa sempre più concreto. Per far quadrare i conti quindi si potrebbe aumentare la Tari, ampliare la Ztl e il numero di strisce blu. Con l'approvazione del bilancio consolidato e la direttiva da poco firmata dal sindaco inizierà il valzer ai vertici delle aziende e verrà definito il rimpasto di Giunta. Intanto, non è ancora chiaro come risponderanno le partecipate: accetteranno supinamente la direttiva "imperativa e vincolante" di Orlando o avvieranno dei contenziosi per evitare i "tagli" operati dal Comune?

"Con questa direttiva - afferma Fabrizio Ferrandelli, leader dei Coraggiosi - l’amministrazione decreta, con uno strumento di dubbia efficacia, il fallimento di Amat e la compromissione di Rap. Dai numeri sta saltando fuori la deriva gestionale della Giunta Orlando. Può una direttiva in maniera unilaterale imporre ad aziende lo stralcio di crediti senza contraddittorio, accordo e votazioni dei Cda? Il sindaco non è lo stesso socio unico che approvando i bilanci delle aziende ne ha certificato la sussistenza? Questa è l’ennesima prova di un fallimento già annunciato in campagna elettorale. Il tempo ci ha dato ragione, ma non ne siamo felici. Non possiamo condannare a morte le aziende e rischiare il default. Ora è arrivato il momento di dire basta e alzare le barricate. Non possiamo permetterci di perdere altro tempo. Altro che tram! Blocchiamo subito la realizzazione delle nuove linee e cerchiamo di salvare l’esistente".

"E' inaccettabile questa direttiva del sindaco che sancisce un attacco senza precedenti e senza contraddittorio all'Amat, una presa per i fondelli per il Consiglio comunale e la maggioranza, pochi giorni dopo l'approvazione del bilancio consolidato 2016 - dichiara Ugo Forello, capogruppo del M5S -. Il disallineamento da 43 milioni di euro, passerebbe a 62. Sono mesi che denunciamo quello che oggi sta accadendo. Il Sindaco ha dimostrato di essere un ciarlatano. Agiremo in tutte le sedi istituzionali per difendere gli interessi dei cittadini palermitani e per evitare il collasso del comune e delle sue partecipate".

"La direttiva del Sindaco è un passaggio obbligato e consequenziale all’approvazione del bilancio consolidato - affermano i consiglieri comunali di Sinistra Comune Giusto Catania, Barbara Evola, Katia Orlando e Marcello Susinno -. Adesso sarà importante definire le misure correttive da inserire nel prossimo bilancio di previsione. L’allarmismo delle minoranze è strumentale e serve solo a inquinare i pozzi; il riconoscimento dei disallineamenti è un atto di responsabilità amministrativa che garantisce il carattere pubblico di tutti i servizi locali. L’entità dei disallineamenti inoltre è frutto di una gestione consolidata nel tempo: pertanto chi intende scaricare la responsabilità sull’amministrazione Orlando è in malafede. Si tratta di prestazioni eseguite in oltre venti anni di amministrazione comunale e che coinvolgono perfino le gestioni commissariali. Infine è da irresponsabili urlare al fallimento delle partecipate. Si danneggiano aziende intente a svolgere un servizio utile alla città che dipendono solo dall’amministrazione  comunale. Quest'ultima dovrà in ogni caso migliorare l’efficienza delle prestazioni attraverso nuovi contratti di servizio".

"Serve senso di responsabilità in questo momento delicato in cui ci sono in gioco non solo i conti del Comune di Palermo ma anche il futuro delle partecipate e dei lavoratori". Lo afferma il capogruppo del Partito Democratico a Sala delle Lapidi, Dario Chinnici. "Sono abituato a fare proposte invece che polemiche - prosegue il capogruppo dem - per questo voglio ricordare che nella direttiva ci si impegna a coprire le perdite per 39 milioni nel bilancio di previsione 2018 e su questo in Aula lavoreremo. Per quanto riguarda Amat l'assegnazione dei nuovi stalli, insieme con il rinnnovo del parco autobus, con l'acquisizione dei circa 120 nuovi autobus che comportano nuove entrate per circa 2,8 milioni di euro all'anno, si avvia il percorso per il risanamento del deficit strutturale. Occorrerrà poi prevedere un adeguamento del Contratto di Servizio per allinearlo ai valori medi nazionali. Anche la lotta alla contraffazione, tramite l'introduzione del biglietto con la banda magnetica, garantirà maggiori entrate sul fronte bigliettazione. Per quanto riguarda la Rap appare inevitabile la revisione del contratto di servizio per riportarlo alla copertura totale dei costi come previsto dalla legge. Capisco che le opposizioni debbano svolgere il loro lavoro - conclude Chinnici - ma vorrei fare appello alle forze politiche perché si possano trovare insieme soluzioni che facciano il bene di Palermo".

"Ci troviamo di fronte ad una situazione quantomeno anomala che ci pone di fronte ad un bivio - afferma il consigliere Sabrina Figuccia -. Delle due una: o i vertici delle partecipate hanno speso consapevolmente più del dovuto, senza alcuna autorizzazione da parte del socio unico e di conseguenza senza alcuna copertura finanziaria e in questo caso credo proprio che potremmo trovarci di fronte a qualche reato, o in alternativa i vertici delle partecipate, se ritengono di avere agito in maniera coerente, adesso facciano valere i propri diritti, denunciando presso gli organi preposti e avviando specifici contenziosi, a garanzia dei lavoratori e dei cittadini che pagano i servizi. Se ciò non accadesse si potrebbe pensare ad una insana complicità fra il sindaco ed i consigli di amministrazione delle partecipate, che, come tutti sanno, vengono di fatto nominati dallo stesso primo cittadino. Saranno sempre i cittadini a farne le spese, o verranno trovati i responsabili di questo sfacelo?".

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