menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Palazzo delle Aquile

Palazzo delle Aquile

Delibera ferma in consiglio, bloccata la compravendita di 200 case

Da mesi all’ordine del giorno di Sala delle Lapidi c’è un atto che prevede la rimozione del prezzo massimo di prima cessione degli alloggi di edilizia convenzionata. Un emendamento di Filoramo ha scatenato la bagarre. Tantillo: "Lo ritiri"

Una delibera rimasta impantanata in Consiglio comunale blocca la compravendita di circa 200 abitazioni che si trovano in città. Da mesi all’ordine del giorno di Sala delle Lapidi c’è un atto che prevede la rimozione del prezzo massimo di prima cessione degli alloggi di edilizia convenzionata. In modo tale da consentire ai soci delle cooperative edilizie di poter vendere gli immobili acquistati. Una sentenza della Cassazione, a sezioni riunite, dello scorso agosto obbliga i Comuni a modificare le convenzioni con le coop edilizie. In caso contrario, non può essere stipulato l’atto di cessione della casa. In seguito alla vendita degli immobili, il Comune incasserebbe gli oneri urbanistici non pagati all’atto dell’acquisto dai soci, che usufruiscono di questa particolare agevolazione.

Rosario Filoramo-2L’inerzia di Sala delle Lapidi, dovuta a beghe politiche tra gruppi consiliari, sta però avendo ricadute negative sul mercato immobiliare cittadino, bloccando le istanze di vendita (circa 200) presentate dai proprietari. A scatenare la bagarre in Aula è stato un emendamento firmato dal capogruppo del Pd, Rosario Filoramo, che – sulla scorta di quanto previsto dalla legge 106 del 2011– propone di abbassare dal 60% al 50% la quota che i proprietari devono pagare “al netto degli oneri di concessione del diritto di superficie”. Possibilità quest’ultima che viene lasciata ai Comuni.

Nello specifico, Palazzo delle Aquile dovrebbe incassare una somma una tantum, che si aggira attorno ai 1.500 euro ad immobile: a conti fatti, quindi, circa 300 mila euro, se consideriamo che sono pervenute agli uffici comunali istanze di vendita per circa 200 case. Sull’emendamento di Filoramo, oltre al parere negativo del ragioniere generale, anche l’opposizione ha alzato le barricate. Forza Italia ad esempio si è schierata contro l’emendamento perché “il Pd vuole intestarsi politicamente una delibera che invece è tecnica", a dirlo è Giulio Tantillo, capogruppo di Forza Italia, che aggiunge: “Si tratta di un atto che non può avere colore politico. Lo sconto sugli oneri va motivato. Tengo a precisare, comunque, che noi non siamo contrari a questa delibera”.

giulio-tantillo-2Nella seduta di domani, Sala delle Lapidi proverà a sbloccare l’impasse. Sulla delibera “gravano” centinaia di sub-emendamenti, presentati da Tantillo, alla proposta di modifica richiesta da Filoramo. “Se l’emendamento viene ritirato, decadono anche i miei sub-emendamenti. Altrimenti ci opporremo”, afferma Tantillo. Di ritirare l’emendamento, però, Filoramo non ha nessuna intenzione. “Non lo ritiro – dice – perché voglio che venga votato. Non pretendo che sia approvato”. Sulla presunta “coloritura politica” invece, il capogruppo del Pd risponde: “Credo che la politica debba essere presente in ogni atto, caratterizzandolo. Lo sconto degli oneri è previsto per legge. Il ragioniere generale dice che non si può fare? Mi aspetto che domani venga a motivarlo in Aula”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PalermoToday è in caricamento