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L'altro Orlando (Totò) tra presente e futuro: "Ora va rafforzata la Giunta, io mi ricandiderò"

Il presidente del Consiglio comunale ragiona sulla crisi nella maggioranza e guarda al dopo-Orlando (Leoluca): "Si può dissentire ma serve responsabilità. Alle elezioni il centrosinistra schieri le prime linee". Contratti di servizio con le partecipate e mobilità le priorità di Sala delle Lapidi. La Tari? "Il sindaco ha detto che non aumenterà"

L'altro Orlando, ovvero Salvatore (per tutti Totò), naviga dal 2007 nei tormentati mari del Consiglio comunale. Da quasi nove anni è ininterrottamente il timoniere di Sala delle Lapidi. All'ultimo giro di boa dell'esperienza amministrativa del più celebre Leoluca (il sindaco con il quale oltre al cognome ha in comune radici corleonesi), ragiona sulla crisi politica all'interno della maggioranza - maturata con lo "strappo" di Sinistra Comune durante la sessione di bilancio - e sulle tante grane che potrebbero condizionare il futuro del centrosinistra a Palermo.

Non fa mistero dei problemi irrisolti (dall'emergenza cimiteri alla deficitaria gestione dei rifiuti, con lo spauracchio dell'aumento Tari), bacchetta la burocrazia comunale, non lesina stoccate ad una Giunta che definisce "lenta e debole" (auspicandone un rafforzamento), difende il lavoro sin qui svolto dall'Aula, annuncia che si ricandiderà al Consiglio e per il dopo-Orlando (Leoluca) chiede ai partiti del centrosinistra di "non fare i furbi e di metterci la faccia", schierando alle elezioni del 2022 "le prime linee" per la scelta del candidato sindaco. Insomma, non le manda a dire.

Con il voto sul bilancio è nata una nuova maggioranza in Consiglio?
"No. Quanto accaduto in occasione del bilancio si è già visto altre volte, a turno, con forze politiche diverse. Il fatto che stavolta sia stato un gruppo di maggioranza ad uscire dall'Aula è risaltato maggiormente. Ci sono state forze di maggioranza che hanno dissentito su certi atti, mai però hanno deciso di non votare".

Il sindaco ha detto che Sinistra Comune "ha sbagliato a non votare il bilancio". E' d'accordo?
"Su atti così importanti come il bilancio si può esere in disaccordo, si può lavorare a delle modifiche, ma alla fine si deve votare". 

Sinistra Comune sostiene che gli emendamenti al bilancio approvati dal Consiglio non saranno attuabili perché non c'è un euro disponibile per strade, cimiteri, scuole. E' davvero così?
"No. Il Consiglio comunale ha impegnato i 21 milioni di avanzo vincolato dopo aver letto il parere del ragioniere generale alla delibera di Giunta sull'accordo quadro per le manutenzioni in cui veniva sottolineato che non c'era copertura economica, ma che le somme si potevano reperire attingendo dall'avanzo vincolato del rendiconto 2019. A parlare sono gli atti. Inclusi i pareri positivi del collegio dei revisori e dello stesso ragioniere agli emendamenti al bilancio".

Il Consiglio ha messo a rischio il tram "per un buon 15%", come ha dichiarato l'assessore Catania?
"Siamo di fronte ad un progetto già finanziato con 198 milioni provenienti dal Patto per il Sud. Lo scorso 22 dicembre il Rup (Responsabile unico del procedimento, ndr) ha messo nero su bianco il progetto definitivo per 3 nuove linee (A, B, C) più la tratta E1. Il Consiglio comunale ha ritenuto di destinare l'avanzo alle emergenze e di rinviare la valutazione sul mutuo per il tram al bilancio di previsione 2021. Con ulteriori finanziamenti, i 480 milioni stanziati dal ministero dei Trasporti, verrà implementato il sistema tram. Io stesso sono stato uno dei primi consiglieri di maggioranza ad avere delle perplessità sulla stipula del mutuo e sulla destinazione dell'avanzo per le opere accessorie del tram".    

La crisi politica nella maggioranza si può sanare? Cosa si aspetta dal vertice con il sindaco?
"Mi aspetto un atto di responsabilità da parte di tutte le forze politiche. Auspico che questa esperienza amministrativa, che ha prodotto delle cose buone, si concluda nel migliore dei modi e la città possa lasciarsi alle spalle le tante emergenze che ci sono oggi. In politica le condizioni per raggiungere gli obiettivi si costruiscono, ma serve la disponibilità di tutti. Non bisogna fare passi indietro ma guardare avanti".

Durante la sessione di bilancio il sindaco è rimasto in Aula fino all'alba. Da solo. Come un qualsiasi assessore o consigliere. Un'immagine che non si addice ad un personaggio politico del suo spessore. E' forse il segno di una Giunta che arranca, che poco finora lo ha sostenuto: in queste condizioni riuscirà Orlando ad arrivare al 2022?  
"Il sindaco è un uomo estremamente generoso e dovrebbe chiedere la stessa generosità alla Giunta. Gli assessori dovrebbero fare uno sforzo in più per portare avanti la macchina comunale. Bisognerebbe rafforzarla questa Giunta".

Si riferisce alle "caselle" da coprire, ovvero alle deleghe al Bilancio e ai Cimiteri che il sindaco non ha ancora assegnato?
"Mi riferisco sia a quelle da coprire sia a quelle occupate da assessori che non hanno raggiunto i risultati auspicati. Rispetto al Consiglio, la Giunta comunale si è dimostrata lenta e debole. Al 2022 si arriva con un supplemento di impegno, orgoglio e lavoro. Chi non se la sente si faccia da parte; chi invece vuole andare avanti - mi riferisco tanto agli assessori quanto ai consiglieri - ha l'obbligo di sbracciarsi. Per essere giudicati positivamente dagli elettori dobbiamo lasciare una città migliore di quella che abbiamo trovato nel 2012".

Cimiteri, rifiuti, servizi in generale poco efficienti. Molti cittadini non riescono a toccare con mano il cambiamento sbandierato dal sindaco. Cosa resterà dopo questa doppia sindacatura Orlando?
"E' innegabile che, prima del Covid, la città abbia fatto uno scatto in avanti grazie alle politiche sul turismo azzeccate dal sindaco. Sono nate tante nuove attività economiche connesse al turismo, dal boom dei B&B agli Ncc, e sono stati creati parecchi posti di lavoro. Palermo Capitale italiana della cultura e Manifesta hanno cambiato l'immagine della città. Permangono però le criticità. Tra Amia e Rap non si è vista discontinuità. Nessun cambio di passo. Non è concepibile un aumento della tassa sui rifiuti con un servizio che peggiora. Anche gli altri servizi comunali non brillano: i settori dell'Edilizia privata e del Suap hanno prodotto centinaia di contenziosi. L'amministrazione attiva non è riuscita ad incidere su una burocrazia che ancora oggi è nemica dei cittadini e non è all'altezza dei tempi. Per non parlare dell'emergenza cimiteri, un tema che tiene tristemente banco. Da tempo si discute di un cimitero a Ciaculli, Sala delle Lapidi però non ha mai avuto tra le mani lo straccio di un progetto, anche se l'ha chiesto con vari atti consiliari. Aggiungo che nel Piano triennale delle Opere pubbliche del 2016 era previsto un mutiuo da 2,5 milioni per la realizzazione del forno crematorio ai Rotoli. Dopo quasi 5 anni siamo solo alle porte della gara per la progettazione. Di sicuro i lavori non li vedremo in questa consiliatura". 

Sul probabile aumento della Tari il Consiglio dirà la sua o avrà le mani legate e dovrà avallare una stangata per coprire gli extra costi della Rap?
"Lo vedremo quando avremo il Pef Tari 2020. Un atto, ricordo, che è già in ritardo perché doveva essere approvato entro il 31 dicembre scorso".

Però le prime indiscrezioni sono già uscite e c'è una mazzata da 34,7 milioni: un rincaro medio in bolletta di 43 euro per ogni cittadino...
"Rispetto alle indiscrezioni sul Pef, il sindaco in Aula durante la sessione di bilancio ha detto che la Tari non aumenterà e il Consiglio ha approvato un ordine del giorno per mantenere la tassa sull'immondizia invariata anche nel 2021".

Il sindaco Orlando è più bravo come politico o come amministratore?
"E' stato ed è un ottimo sindaco. Se dopo essere stato eletto con il suffraggio indiretto, uno diventa sindaco per 4 volte con l'elezione diretta vuol dire che politicamente è uno bravo. I sindaci però ora si scontrano con una burocrazia ottusa, in questa città ad esempio è più arugginita che altrove, e continui tagli ai trasferimenti delle risorse statali e regionali. Amministrare in queste condizioni diventa difficile".

Torniamo alla politica. Il sindaco ha detto che ciò che succederà dopo il 2022 non è affar suo. Lei che futuro ipotizza per il centrosinistra a Palermo? Con che schieramento si presenterà alle prossime elezioni comunali?
"Quando nel 2012 Orlando si ricandidò a sindaco era parlamentare nazionale e portavoce di Italia dei valori. Insomma, una personalità politica di primo piano. Allo stesso modo, credo che i partiti di centrosinistra che si misureranno alle prossime elezioni in contrapposizione al centrodestra devono provare a mettere in campo le figure politiche più qualificate che hanno. Se a Napoli le forze politiche che sostengono il governo nazionale discutono tra Fico e Amendola, se s'intende riproporre lo stesso schema anche a Palermo serve l'apporto degli uomini più in vista. Se Italia Viva a Palermo esprime come punta di diamante Davide Faraone, secondo me Faraone deve far parte della rosa di candidati. Lo stesso dicasi per il M5S con il sottosegretario Steni Di Piazza; per il Pd con Carmelo Miceli, unico deputato della nostra provincia e componente della segreteria nazionale; per gli orlandiani con l'attuale vicesindaco Fabio Giambrone; per la sinistra che ha governato con Orlando negli ultimi nove anni e che ha espresso assessori come Barabara Evola e Giusto Catania. I partiti non facciano i furbi e ci mettano la faccia, schierando le loro prime linee. Se poi dovesse esserci un esponente della società civile riconosciuto, di alto spessore e che metta tutti d'accordo andrebbe anche bene. Ma prioritariamente devono scendere in campo i politici. E comunque, scelto il candidato sindaco, tutti gli altri dovranno lavorare ventre a terra per sostenerlo senza esitazione". 

E coi "nipotini di Cuffaro" come la mettiamo?
"Sono argomenti che si utilizzano per gettare fumo negli occhi. Io non so chi siano. Ammesso che si faccia riferimento a Sicilia Futura-Italia Viva, ricordo che questa forza politica è nella coalizione che sostiene Orlando dal 2017 e finora si è distinta per serietà e affidabilità". 

Lei è alla terza consiliatura, la seconda come presidente del Consiglio. Si ricandiderà?
"Sì, mi ricandiderò. Non so ancora con quale lista, sicuramente nel centrosinistra". 

Che bilancio traccia dell'attività sinora svolta da Sala delle Lapidi e quali sono gli atti più importanti da approvare da qui a fine consiliatura?
"Tengo subito a dire che il Consiglio non ha ritardi o inadempienze. Ha fatto tutto ciò che c'era da fare; di contro la Giunta ha presentato pochi atti e non ha dato seguito ad alcune nostre deliberazioni. Cito a titolo di esempio il piano delle pedonalizzazioni contenuto nel Pgtu, approvato in Consiglio nel 2013 e aggiornato nel 2015. Ad oggi sono state realizzate solo la metà delle pedonalizzazioni. Per quanto riguarda le cose da fare, ci sono due atti fondamentali da qui al 2022 oltre a quelli di routine: si tratta della rivisitazione dei contratti di servizio con le società partecipate e del Pums (Piano urbano mobilità sostenibile, ndr). L'Amat ad esempio vive un disagio dovuto a un contratto e ad un corrispettivo da adeguare. Solo così potrà gestire senza affanni vecchie e nuove linee di tram. Il Pums è uno strumento utile a pianificare la mobilità cittadina e le relative infrastrutture, non solo il tram. C'è la futura Mal (Metropolitana automatica leggera, ndr), ma anche Anello e Passante Fs; per non parlare della pedemontana, strada che dovrebbe velocizzare l'attraversamento della città. C'è pure un terzo atto fondamentale: il Piano regolatore generale. Ritengo scandaloso il ritardo con il quale gli uffici abbiano trasmesso il Prg al Genio Civile. Dallo schema di massima al progetto di piano ci sono voluti tre anni. Sull'attività ordinaria del Consiglio spero che da qui a fine consiliatura non ci siano più delibere last minute. Vero è che ci siamo abituati ma non bisogna abusare della pazienza dei consiglieri, che ringrazio tutti, maggioranza e opposizione. Sala delle Lapidi va messa nelle condizioni di poter deliberare nei tempi giusti".

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