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Palazzo delle Aquile

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Effetto pandemia, poche tasse riscosse e il Comune non riesce a chiudere il bilancio

Ente obbligato ad accantonare 52 milioni nel Fondo crediti di dubbia esigibilità per non aver introitato nuovi tributi. E nella relazione del ragioniere generale viene paventato il rischio che nemmeno con le "procedure previste per gli enti dissestati sotto il profilo funzionale" si possano riequilibrare i conti

La mancata ricossione delle tasse pesa come un macigno sui conti del Comune, tanto che l'amministrazione non riesce a chiudere il bilancio di previsione 2021, continua ad avere problemi di cassa e rischia addirittura di arrivare al dissesto. A metterlo nero su bianco è il ragioniere generale, Paolo Bohuslav Basile, nella seconda relazione trimestrale obbligatoria sugli equilibri di bilancio.

I nuovi tributi non introitati hanno comportato una correzione di circa 52 milioni di euro nel Fondo crediti di dubbia esigibilità (Fcde). In sostanza, i soldi che il Comune non incassa dalla Tari e da altri tributi vanno obbligatoriamente accantonati per poter così "tappare" eventuali buchi. Così dice la legge, che nei fatti sta "risucchiando" le poche risorse a disposizione del Comune. Alle prese con gli effetti di una pandemia che sta aggravando la situazione di conti già abbastanza deficitari.  

Scrive il ragioniere Basile in una dettagliata relazione di 49 pagine: "I decrescenti tassi di riscossione delle entrate proprie restituiscono obblighi di accantonamento al Fcde che precipitano il bilancio dell'ente in una condizione di insanabile precarietà". Tanto precaria che "non può escludersi che l'eventuale ricorso alle procedure speciali previste per gli enti dissestati sotto il profilo funzionale (per incapacità di garantire l'assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili) potrebbe comunque non consentire al Comune, a legislazione vigente, l'approvazione di un bilancio stabilmente riequilibrato".

Insomma, il Comune "versa in una situazione in cui non sussistono risorse sufficienti" e deve fronteggiare "l'impatto derivante dalle minori entrate correnti, tributarie ed extra tributarie, conseguenti alla crisi economica e finanziaria derivante dall’emergenza sanitaria in corso".

Che fare per uscire da questo cul-de-sac? Aumentare le tasse sarebbe devastante in un momento in cui famiglie e imprese hanno registrato perdite secche di reddito e fatturato a causa del Covid. Il sindaco Leoluca Orlando, nelle sue interlocuzioni con il governo nazionale, ha chiesto misure di riscossione certe (come ad esempio la Tari nella bolletta elettrica, sul modello del canone Rai) e una modifica dei meccanismi del fondo crediti. Una via d'uscita però, al momento, non c'è. E nemmeno s'intravede. 

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