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Comune, bilancio e tassa sui rifiuti "pratiche" che scottano: Orlando gioca su due tavoli

Tensioni in Consiglio, dove oggi è atteso il Pef Tari. Intanto la Giunta destina 16 milioni a copertura parziale degli extra costi di Rap. Martedì invece si terrà il tavolo ministeriale per affrontare i nodi del bilancio che non si riesce a chiudere: chiesta una proroga e poi un intervento legislativo per salvare i Comuni (non solo Palermo) dal dissesto

Mentre ieri a Palazzo delle Aquile il Consiglio ha dato il via, non senza tensioni, alla discussione sugli extra costi sostenuti dalla Rap - preludio all'aumento dell'odiata tassa sui rifiuti - a Palazzo Comitini si è "giocata" un'altra partita decisiva per le sorti del Comune: quella sul bilancio.

Il municipio di Palermo, al pari di altri 310 Comuni siciliani, non ha ancora approvato il previsionale 2021. La scadenza è fissata per oggi ma all'appello mancano 80 milioni circa per chiudere il bilancio e il sindaco Leoluca Orlando, anche in veste di presidente dell'Anci Sicilia, ha lanciato da tempo l'sos a Roma: innanzitutto è stata chiesta una proroga e poi un intervento legislativo per salvare i Comuni dal dissesto. Una "pratica" che scotta, come quella sui rifiuti: oggi in Aula è atteso il Pef Tari, atto fondamentale per salvaguardare gli equilibri economico-finanziari di Rap.

Intanto la Giunta comunale, con una delibera, destina parte dell'avanzo di amministrazione presunto relativo all'annualità 2021 in esercizio provvisorio a copertura parziale degli extra costi sostenuti da Rap dopo la chiusura della sesta vasca di Bellolampo. Si tratta di 16,1 milioni di euro che, secondo l'assessore al ramo Sergio Marino, "garantiscono alla Rap ulteriore solidità finanziaria e consolidano un clima di serenità nei rapporti con le rappresentanze dei lavoratori".

Martedì invece si terrà il tavolo ministeriale per affrontare i nodi del bilancio. "Lo abbiamo richiesto da anni e finalmente lo abbiamo ottenuto, ci aspettiamo interventi concreti" ha detto il sindaco Orlando dopo l'incontro di ieri a Palazzo Comitini con il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli. L'apertura del governo c'è: "Oltre a qualche norma economica che va indubbiamente fatta - ha sottolineato Castelli - credo sia importante stringere un patto nuovo per riprendere in mano la contabilità e la gestione dei Comuni. E gli strumenti finanziari non mancano".   

"Bisogna tornare a fare muovere l’economia - ha aggiunto Castelli - capire cosa succede nel bilancio della Regione e applicare i costi standard che, ancora, in Sicilia non sono stati applicati. Non è pensabile lasciare da soli i Comuni siciliani. L’obiettivo è mettere a punto una serie di interventi che in maniera strutturale siano in grado di garantire l'erogazione di servizi essenziali".

"L’attenzione del viceministro Castelli per le difficoltà finanziarie e gestionali dei Comuni siciliani - ha concluso Orlando - è un segnale molto importante. Le mancate riscossioni obbligano i Comuni ad accantonare risorse al Fondo crediti dubbia esigibilità ai danni della spesa per i servizi. I Comuni sono pronti a cedere tutti i crediti relativi al Fondo di dubbia esigibilità allo Stato senza avere nulla in cambio".

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