Approvata la delibera, si sblocca la compravendita di 200 case

Con il via libera di Sala delle Lapidi, viene liberalizzata la vendita (o l'affitto) delle case costruite dalle cooperative edilizie su aree cedute in diritto di proprietà e superficie

Il Consiglio comunale approva la delibera che prevede la rimozione del prezzo massimo di prima cessione degli alloggi di edilizia convenzionata. Con il via libera di Sala delle Lapidi, arrivato nella seduta di ieri sera, si sblocca la compravendita delle case costruite dalle cooperative edilizie su aree cedute in diritto di proprietà e superficie.

Finora sono circa 200 i proprietari di alloggi che hanno presentato istanza agli uffici del Comune, ma senza la delibera non potevano stipulare il rogito davanti ad un notaio. Adesso, di fatto, viene liberalizzata la vendita (o l’affitto) di queste case, a condizione che siano trascorsi almeno 5 anni dal primo trasferimento. 

La vendita degli immobili porterà anche un introito nelle casse del Comune. I proprietari, infatti, dovranno versare la quota di oneri urbanistici (circa 1.500 euro ad appartamento) non pagati, in quanto come soci delle coop edilizie hanno usufruito di particolari agevolazioni.

A bloccare in Consiglio comunale per un paio di mesi la delibera, un emendamento del capogruppo del Pd, Rosario Filoramo, che puntava ad abbassare dal 60% al 50% la quota che i proprietari devono pagare. Una modifica contestata da “pezzi” d’opposizione (Forza Italia in testa). Messo ai voti, l’Aula ha bocciato l’emendamento. A quel punto il capogruppo di Fi, Giulio Tantillo, ha ritirato i 98 sub-emendamenti che “gravavano” sull’atto. Consentendo all'assemblea cittadina di approvare la delibera in pochi minuti.

“Pur esprimendo soddisfazione per l’approvazione dell’atto, che sblocca la compravendita di 200 case, il Consiglio ha perso l’occasione di abbassare ulteriormente gli oneri a carico dei proprietari”, dice Filoramo (Pd). Ribatte Tantillo (Fi): “Il Pd ha sbagliato provando ad intestarsi politicamente una delibera tecnica. Per senso di responsabilità ho ritirato i miei sub-emendamenti, ritenendo la delibera importante per numerosi cittadini. Abbiamo mantenuto l’impegno di approvare l’atto: non potevamo continuare ad andare dietro a beghe politiche”. 

“Mettendo da parte le polemiche politiche, il Consiglio è riuscito a perseguire un interesse collettivo”, sottolinea Pierpaolo La Commare (Mov139), che si dice “soddisfatto perché finalmente si è esitata una delibera attesa da molti cittadini e posta in essere da diversi Comuni con la collaborazione dell’Ordine nazionale dei Notai”.

“Il Consiglio ha perso un po’ di tempo – conclude il presidente della commissione Urbanistica, Alberto Mangano (Mov 139) – ma è comunque riuscito a rimediare, dimostrando di essere al servizio dei cittadini. Grazie all’impegno della commissione che presiedo e dell’ufficio Infrastrutture, che ha lavorato celermente, l’atto è stato sbloccato”.

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