Fava contro la nomina di Samonà: "Ridicolo salto all'indietro, ci dica se è massone"

Il presidente della Commissione parlamentare regionale antimafia a proposito del nuovo assessore alla Cultura della Regione: "C'è il richiamo nostalgico agli anni più bui del nostro paese e l’idea di una identità siciliana costretta ad abbeverarsi alla triste mitologia fascista"

Claudio Fava

"Che l'ultimo acquisto della giunta Musumeci sia uomo orgogliosamente di destra è affar suo e di Musumeci che se l'è scelto (Musumeci, non Salvini!). Che si diletti a rivendicare la sua passione per la canzoncina fascista "Giovinezza", che se la prenda pubblicamente con il Presidente Mattarella quando afferma che l'antifascismo è un valore, che proponga l'apologia di Almirante proponendo l'intitolazione di una strada in ogni comune d'Italia, che pianga pubblicamente la morte del camerata fascista Stefano Delle Chiaie, ecco, di tutto questo avremmo fatto volentieri a meno. Qualcuno però spieghi a Samonà che la Regione Siciliana, come ogni istituzione della Repubblica Italiana, è figlia della Liberazione e di una Costituzione antifascista. Che forse per il neoassessore alla cultura o per Salvini sono parole desuete. Per gli italiani, no". A parlare è il presidente della Commissione parlamentare regionale antimafia Claudio Fava in merito alla nomina di Alberto Samonà all'assessorato alla Cultura della Regione Siciliana.  

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"Il richiamo nostalgico agli anni più bui del nostro paese e l’idea di una identità siciliana costretta ad abbeverarsi alla triste mitologia fascista rappresentano un ridicolo salto all’indietro. Soprattutto se si accompagnano ad una manifesta ed ostentata vicinanza di Samonà al mondo della massoneria, fatto che ci fa richiamare gli obblighi di legge vigenti in Sicilia in merito alla dichiarazione di appartenenza alle logge massoniche. Obblighi da cui il nuovo assessore non è esentato."
 

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