Cittadella della polizia, "no" del Comune all'apertura: "Prima serve una nuova strada"

Senza la bretella tra via Pitrè e via Leonardo da Vinci il settore Urbanistica è disposto a concedere l'agibilità agli edifici del primo lotto. Per il Provveditorato Opere pubbliche e la Regione però il carico urbanistico sarebbe sostenibile. Tantillo (Fi): "Il quartiere non può essere piegato dal traffico"

La cittadella della polizia di via Pitrè

Senza la strada di collegamento tra via Pitrè e via Leonardo da Vinci, la cittadella della polizia non aprirà. Lo ha ribadito il Comune con una nota firmata dal capo area della Pianificazione urbanistica, Nicola Di Bartolomeo, che mette nero su bianco il suo "no" malgrado le rassicurazioni fornite dalla Regione e dal Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche in merito al "carico urbanistico". 

Per il Provveditorato e l'assessorato regionale al Territorio "non è necessaria un'ulteriore variante urbanistica né l'attestazione di conformità urbanistica". E ciò perché gli uffici della cittadella previsti nel primo lotto non ospiteranno reparti mobili o operativi, ma prevalentemente attività d’ufficio su tre turni (un centinaio di persone per volta). Inoltre il pubblico (limitato al solo Ufficio Immigrazione) sarebbe ricevuto su appuntamento con 30 o 40 persone al giorno, che dovrebbero raggiungere la cittadella con i mezzi pubblici.    

"Si ribadisce che questo ufficio - risponde Di Bartolomeo - per quanto concerne la conformità urbanistica e una eventuale Segnalazione certificata di agibilità, riterrà concluse le opere del primo stralcio solo ed esclusivamente dopo il completamento dei lavori della strada, il cui progetto dovrà essere approvato con le procedure della variante allo strumento urbanistico vigente". Sfuma così il via libera all'apertura del complesso polifunzionale della Polizia di Sato, che sorge nella parte alta di via Pitrè, a due passi dall'aeroporto di Boccadifalco. Apertura che sembrava possibile "trasferendo" la strada nel secondo lotto delle opere: questa la soluzione prospettata a febbraio drante un incontro a Roma tra li enti interessati. Tra questi il ministero dell'Interno, che per la cittadella e la bretella di collegamento tra via Pitrè e via Leonardo da Vinci ha stanziato oltre 102 milioni di euro. 

Il "nodo" sta nel fatto che, pur essendo finanziata dal ministero, solo il Comune può rilasciare l'agibilità alla cittadella. Allo stato attuale gli edifici già realizzati resteranno ancora vuoti. Allungando i tempi di apertura del del complesso polifunzionale della Polizia che, una volta competato del tutto, dovrebbe ospitare i locali della Questura e gli alloggi per gli agenti, oltre a vari uffici sparsi qua e là in città. A questo punto solo un intervento della Regione, qualora ravvisasse l'interesse sovracomunale dell'opera, potrebbe sbloccare la vicenda. "Prima ci sediamo tutti attorno ad un tavolo - dice Giulio Tantillo, capogruppo di Forza Italia e componente della commissione consiliare Urbanistica - e poi si prende una decisione. Alla base di tutto ci sono le condizioni di vivibilità dei residenti della zona. Non possiamo consentire che il quartiere venga 'piegato' in due dal traffico. La bretella di collegamento va fatta prima dell'apertura. Così ha stabilito il Consiglio comunale e la stessa commissione Urbanistica". 

Il problema è che non ci sono tempi certi per la realizzazione della strada che, inizialmente era inclusa nel primo lotto delle opere, ma è "saltata" per intoppi burocratici e perché i fondi ad essa destinati sono stati dirottati altrove. "La colpa non è nostra se la strada non è stata ancora fatta - commenta Giusto Catania, assessore comunale con delega all'Urbanistica -. La prescrizione del Consiglio comunale è stata chiara: se non si fa la bretella, che tra l'altro era inserita nel primo lotto, non si apre. Quanto scritto dal dirigente Di Bartelomeo è assolutamente corretto perché riporta la volontà politica dell'unico organo deputato a decidere in materia. Il Consiglio comunale è sovrano".

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"Il progetto di una cittadella della Polizia a Boccadifalco - afferma Toni Sala, capogruppo di Palermo 2022 - è importante per Palermo, ma lo è altrettanto garantire una regolare circolazione veicolare ed evitare che il traffico nella zona vada completamente in tilt. Ecco perché il Consiglio comunale, da 10 anni, chiede che si realizzi una nuova strada da via Pitrè a via Leonardo da Vinci: opera assolutamente indispensabile prima dell'apertura dei nuovi uffici. Il carico urbanistico, indipendentemente da quali uffici saranno aperti, verrà sicuramente appesantito e l'attuale sistema viario non potrà sopportarlo. E siccome la campagna elettorale è terminata, non è più tempo di mirabolanti annunci: serve solo buon senso". 

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