Venerdì, 22 Ottobre 2021
Politica

Flop del Consiglio sul decentramento: regolamento approvato dal commissario ad acta

Maggioranza e opposizione non trovano l'accordo sugli emendamenti, la seduta naufraga in piena notte e il commissario regionale si sostituisce a Sala delle Lapidi. Scambio d'accuse orlandiani-minoranze. Circoscrizioni deluse, presidenti consegneranno chiavi a sindaco

Alla fine c'è voluto l'intervento del commissario ad acta nominato dalla Regione per approvare il regolamento sul decentramento. Mai dal 2012 ad oggi un commissario era subentrato per inadempienza del Consiglio comunale. E' successo stavolta con una delibera, quella sull'assegnazione dei poteri alle circoscrizioni, dalla lunga e complicata gestazione, naufragata poco prima delle 3 di stanotte nell'Aula virtuale del Consiglio. 

Maggioranza e opposizioni non hanno trovato l'accordo sugli emendamenti al testo, a dire il vero piuttosto raffazzonati e in alcuni casi anche contraddittori. La proposta del presidente del Consiglio, Totò Orlando, di approvare l'atto così com'è stato presentato dall'amministrazione, per poi riformalo entro 60 giorni con una proposta d'iniziativa consiliare, era stata condivisa dall'opposizione ma non dalla maggioranza. Che però alla prova del voto sui singoli articoli si è "squagliata". Senza numeri, vista l'uscita dall'Aula delle minoranze, la seduta è saltata e con essa le speranze di mettere mano ad un regolamento atteso da tanti, troppi anni. In realtà, il regolamento sul decentramento del 1995 ha fatto un primo "tagliando" nel 2010 in Consiglio e, alla luce della legge regionale approvata nel 2015, doveva essere ulteriormente modificato. 

A farlo ci ha pensato il commissario Giuseppe Petralia, dando il via libera - dopo il flop del Consiglio - al testo presentato dalla Giunta senza nessun emendamento. "Un testo sicuramente non perfetto" come ammette il capogruppo del Pd, Rosario Arcoleo, che non piaceva nemmeno all'assessore al ramo Giovanna Marano, che in pieno lockdown si è ritrovata con la delega al Decentramento e un regolamento che lei stessa in camera caritatis avrebbe definito inadeguato. In Aula, incalzata dalla consigliera Giulia Argiroffi (gruppo Oso), non l'ha voluto ammettere apertamente, anche se le sue perplessità erano palesi. Il tempo perduto però non ha consentito né di ritirare l'atto né di predisporre adeguati emendamenti.

Anzi, con la spada di Damocle del commissariamento, "le modifiche apportate al testo dalla maggioranza erano persino peggiorative. Arrivato ad un certo punto si stavano togliendo alle circoscrizioni la gestione dei servizi delegati, lasciando solo la programmazione". A rimarcarlo è Giulio Tantillo, capogruppo di Forza Italia, che parla di "impostazione organizzativa sbagliata" e contesta la seduta in modalità remoto: "Per atti di questo genere serve il Consiglio in presenza. Sul decentramento si è consumata una sconfitta politica per Sala delle Lapidi, soprattutto della maggioranza".

Gli orlandiani però forniscono una narrazione diversa dei fatti. "Riteniamo che il Consiglio comunale, con l’uscita della minoranza dall’Aula, - si legge in una nota unitaria della maggioranza - abbia perso l’occasione di approvare un regolamento sul decentramento che, seppur non pienamente soddisfacente, aveva visto i Consigli di circoscrizione proporre in modo unitario degli emendamenti migliorativi che, come maggioranza, ci sembrava doveroso accogliere almeno in parte. Abbiamo provato sino alla fine a proporre questa mediazione alle minoranze, per evitare che al Consiglio si sostituisse il commissario, come invece è accaduto stamattina. Le opposizioni hanno preferito, di fatto, azzerare settimane di lavoro delle circoscrizioni stesse che, di concerto con l’amministrazione e con la commissione consiliare competente, avevano concordato un testo con numerosi emendamenti sui quali, appunto, avremmo potuto e voluto lavorare insieme. Le forze di maggioranza hanno comunque mostrato unitarietà di intenti e sinergia su un tema delicato come quello del decentramento, mostrando di voler proseguire su una strada che, seppur resa difficoltosa dalla mancanza di fondi e di personale che affliggono oggi la maggior parte dei Comuni, resta l’unica possibile per saldare la politica ai territori e ai loro bisogni reali".

Replicano i gruppi di opposizione: "La situazione in cui ci siamo trovati ha del paradossale. L’atto in discussione è stato definito brutto e inconcludente da tutti, anche da tutti i rappresentanti delle circoscrizioni, dai consiglieri che in Aula sostengono questa amministrazione e, addirittura, dall’assessore che rappresenta la Giunta e il sindaco. Dopo intense ore dedicate a tentare di migliorarne forma e contenuto, ore che hanno visto impegno e grande senso di responsabilità, sopratutto delle opposizioni, davanti alla impossibilità di raggiungere un risultato soddisfacente nel tempo residuo colpevolmente rimasto a disposizione, con il rischio, addirittura, di peggiorare il testo originario e di depotenziarlo con emendamenti contradittori (alcuni dei quali anche con parere tecnico contrario), le forze di minoranza hanno accolto la costruttiva proposta del presidente del Consiglio di approvare il regolamento e di presentare, entro e non oltre 60 giorni, opportune modifiche all’atto con una proposta di iniziativa consiliare".

"Purtroppo - proseguono i consiglieri di minoranza - ci si è trovati davanti ad un irresponsabile aut aut dei gruppi di maggioranza di affrontare una surreale discussione di 34 emendamenti alle 3 del mattino, rischiando di fare ulteriori e gravi errori e contraddizioni su un atto di fondamentale importanza. Stupisce inoltre come la maggioranza si lamenti di avere visto approvato un atto che è stato predisposto e presentato dalla sua stessa amministrazione e dal suo stesso sindaco. Sintomatico segno del disastro della pseudo maggioranza di Orlando è la circostanza che il numero legale sia caduto sul primo emendamento da questa presentato che proponeva, addirittura, di cancellare la prerogativa delle Circoscrizioni di potere gestire le funzioni ad esse delegate. Chi ha davvero a cuore il decentramento avrebbe dovuto agire in modo diverso, lavorando alla elaborazione di una disciplina regolamentare che disegnasse un sistema armonico di delega di funzioni e attività in cui al potere di indirizzo e programmazione corrisponda anche il potere di gestione dei servizi base. Ma il sindaco e chi lo appoggia, invece, ha condannato la città ad una lenta e dolorosa agonia caratterizzata da approssimazione e mediocrità".

La verità, come al solito, sta in mezzo. E cioè che un reale decentramento, ad esempio sul "modello Torino" proposto dal consigliere di Oso Ugo Forello, non sarebbe stato digerito né da una parte né dall'altra. Dal punto di vista della maggioranza, approvare un testo con il determinante apporto delle opposizioni avrebbe permesso a quest'ultime di poter rivendicare il risultato raggiunto e mettere in ombra gli orlandiani; dal punto di vista delle opposizioni, uscendo dall'Aula, è prevalsa la volontà di far emergere le incapacità di una maggioranza di per sé già rabberciata. A livello generale, ancora oggi, molti consiglieri comunali - sia di maggioranza sia d'opposizione - non sono disposti ad un depotenziamento del loro ruolo in favore delle circoscrizioni. E così hanno "vinto" logiche di conservazione e di piccoli poteri.

Risultato? Tutti delusi, soprattutto i presidenti di circoscrizione. "E' una beffa - dice Marco Frasca Polara (Ottava) - perché si tratta di un regolamento che non aggiunge nulla rispetto a quello attuale, anzi fa fare un passo indietro alle circoscrizioni. Così com'è questo regolamento è una ciofeca. Non basta approvare un atto, bisogna poi applicarlo e per questo ci vuole una volontà politica che non riscontriamo. Sul decentramento eravamo all'anno zero e all'anno zero siamo rimasti".

Dura la presa di posizione di tutti i presidenti delle circoscrizioni: "Non sono state sufficienti ben due diffide e il conseguente commissariamento da parte dell'assessorato regionale agli Enti Locali - scrivono Massimo Castiglia (I), Mario Greco, (II), Antonino Santangelo (III), Silvio Moncada (IV), Fabio Teresi (V), Michele Maraventano (VI), Giuseppe Fiore (VII) Marco Frasca e Polara (VIII) - per spingere il Consiglio comunale ad approvare il regolamento sul decentramento che avrebbe devoluto alle Circoscrizioni, i poteristabiliti dalla Legge. Dal 2017 ad oggi, su nostra sollecitazione, in nome e per conto anche dei 72 consiglieri di circoscrizione eletti, abbiamo incontrato numerose volte il sindaco, gli assessori al Decentramento che si sono succeduti, il presidente del Consiglio, le commissioni consiliari, il segretario generale e gli uffici affinché anche Palermo avesse un decentramento degno della quinta città d'italia. Nonostante il termine perentorio di ulteriori 7 giorni concessi dal commissario ad acta per approvare il nuovo regolamento sul decentramento e le proposte di modifica pervenute dalle circoscrizioni e dagli uffici, il Consiglio comunale non è riuscito ad approvare l'atto deliberativo, dando l'ennesima dimostrazione di scarsa attenzione verso il decentramento e mancanza di rispetto istituzionale".

"Siamo stanchi di essere presi in giro - si legge ancora nella nota -. Decentrare i servizi significa avvicinare sempre di più i cittadini alle Istituzioni. E noi che rappresentiamo i cittadini che ci hanno eletto, non possiamo apparire deboli per colpe non nostre. Ci confronteremo fin da subito con i nostri rispettivi consigli ma è già nostro intendimento, vederci lunedì 1 marzo a piazza Pretoria per consegnare simbolicamente le chiavi delle circoscrizioni al sindaco e al presidente del Consiglio comunale".

In serata sia il sindaco Orlando sia l'assessore Marano hanno detto la loro. La titolare della delega al Decentramento chiarisce di "non aver mai espresso durante il dibattito alcuna presa di distanze dalla proposta della Giunta" aggiunge che, "anche a seguito del confronto avuto con i presidenti di circoscrizione espressioni dei rispettivi Consigli, ho espresso l'opportunità di tenere nel giusto conto le proposte provenienti dagli stessi presidenti. Ciò anche in considerazione del tempo trascorso da quando la Giunta ha formulato la sua proposta. Mi dispiace che le opposizioni si siano appiattite sulle posizioni del gruppo Oso, vanificando così un costruttivo lavoro cui hanno contribuito i presidenti di circoscrizione, la commissione competente e pezzi significativi del Consiglio".

"Ora che questo atto, con l'approvazione da parte del commissario, ha concluso il suo iter formale - conclude il sindaco Orlando - mi auguro che tutti traggano utili indicazioni perché su atti importanti per la vita della città si riesca a collaborare in modo proficuo tra tutti i livelli della rappresentanza istituzionale".

Articolo aggiornato alle 19,45 con dichiarazioni assessore Marano e sindaco Orlando

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