Chiusura Crias, Musumeci: "Scellerata la decisione di Crocetta"

Il deputato regionale: "Invece di eliminare il marcio si colpiscono le piccole imprese siciliane”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

“La soppressione della Crias, annunciata da Crocetta, appare una decisione scellerata e irresponsabile. Invece di eliminare il marcio si colpiscono le piccole imprese siciliane”. Lo ha dichiarato il deputato regionale Nello Musumeci in una interpellanza urgente presentata, assieme agli altri parlamentari regionali del Gruppo, al presidente della Regione. L’iniziativa scaturisce dalle recenti dichiarazioni del presidente Crocetta, che intende sopprimere la Cassa regionale per il credito alle imprese artigiane e trasferirne le funzioni all’Irfis.

Dopo avere, nell’interpellanza, ricordato come la Crias “si rivolga alle imprese artigiane, a quelle agricole e di autotrasporti per il credito a medio termine, di scorte, di esercizio, per contributi in conto interessi e finanziamenti alle aziende agricole per la formazione di scorte”, Musumeci sottolinea “il ruolo importante svolto dall'Istituto, che negli ultimi cinque anni ha erogato interventi a ben 23.500 imprese, per un importo di circa 650 milioni di euro, mentre con la vecchia Programmazione dei fondi europei (2000-2006), la Crias ha gestito la misura 4.02.b raggiungendo una certificazione finale di oltre 110 milioni di euro”.

“La discutibile gestione della Crias degli ultimi anni, con la complicità e le pesanti responsabilità di certa politica di farisei, non può e non deve - secondo Nello Musumeci - penalizzare proprio le imprese artigiane e agricole che hanno trovato nell'Istituto un supporto essenziale per la loro sopravvivenza. Peraltro, la Crias non costituisce alcun costo per la Regione, nel cui bilancio non esiste nessun apposito capitolo. Semmai, l'operazione-immagine di Crocetta - condotta senza alcun confronto con le forze politiche e le parti sociali - servirebbe solo a provocare un aumento dei costi del personale regionale, qualora i dipendenti Crias venissero assorbiti nei ruoli della Regione. La Crias va subito regolamentata, risanata in alcune sue strutture,  ma non può essere cancellata una pagina di storia siciliana che per sessant'anni ha accompagnato la crescita di migliaia di piccole imprese che il cinismo del sistema bancario avrebbe altrimenti condannato alla chiusura”.

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