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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Politica

Regione, l'assessorato ha deciso: chiudono i centri vaccinali negli ospedali

Niente più somministrazioni al Policlinico, Civico, Cervello e Villa Sofia. Stop anche alle attività nei nosocomi in provincia. Una decisione che ha fatto discutere e ha messo i lavoratori dell'emergenza gli uni contro gli altri. Il M5S: "Scelta sbagliata del governo Musumeci"

Il provvedimento, intanto, riguarda Palermo: l'assessorato regionale alla Salute ha stabilito che i centri vaccinali ospedalieri, come Policlinico, Civico, Cervello-Villa Sofia (Cto) e altre strutture della città e della provincia chiuderanno già da domani. Per le somministrazioni del siero anti-Covid resteranno aperte le strutture gestite dall'Ufficio del commissario per l'emergenza Renato Costa, come la Fiera del Mediterraneo, oltre agli hub e i centri vaccinali aperti dall’Asp. Una decisione giunta dopo ore di riunioni e giorni di trattative ma in fin dei conti attesa. E che negli ultimi giorni ha messo gli uni contro gli altri i lavoratori impegnati in prima linea nel contrasto alla pandemia: quelli arruolati da Costa da un lato e i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari del sistema sanitario regionale dall'altro.

Ufficialmente la questione riguarda i numeri delle somministrazioni: attualmente, ne è convinto l'assessorato, possono essere gestiti soltanto dalle strutture dell'emergenza, i dipendenti pubblici potranno tornare a occuparsi esclusivamenti dei reparti ordinari e dei pazienti, tutti, anche quelli non-Covid. Ufficiosamente però è una questione politica - per il peso assegnato alla mega centrale di Costa - ed economica - per le indennità extra a cui dovranno rinunciare gli impiegati dei centri ospedalieri (circa 60 euro l'ora).

Intanto, mentre si attendono gli accordi riguardanti le altre province siciliane, si mobilita anche la politica. "Non c’è alcun dubbio, la chiusura dei centri vaccinali ospedalieri decisa dall'assessore Ruggero Razza è l’ennesima scelta sbagliata di questo governo del nulla. Se l’intento era anche quello di risparmiare, poteva andare a rivedere le spese degli hub, che costano tantissimo e in proporzione rendono molto, ma molto meno delle strutture che il governo vuole chiudere", affermano i deputati regionali del M5S Giorgio Pasqua, Francesco Cappello, Salvatore Siragusa e Antonio De Luca, componenti della commissione Salute dell’Ars.

"Ancora una volta - proseguono i deputati - davanti ad un bivio, come spessissimo accade, il governo Musumeci sceglie di imboccare la strada sbagliata,tra l’altro generando notevole confusione in un momento in cui sono necessarie disposizioni univoche e chiare. A Razza ricordiamo che i centri vaccinali ospedalieri sono i soli che garantiscono una discreta sicurezza per le cosiddette vaccinazioni protette, che non possono essere fatte negli hub, in quanto non affiancati da una rianimazione. Ci auguriamo che l'assessore torni sui propri passi, magari pensando ad una rivisitazione dell’organizzazione dei mega hub, i cui costi sono veramente notevoli e dove potrebbero essere individuate parecchie spese da tagliare senza incidere negativamente sulla campagna vaccinale".

Proteste anche dalla stessa maggioranza. Per Totò Lentini, capogruppo dei Popolari e Autonomisti, si tratta di "un grave errore tattico e strategico in questo momento in cui stiamo assistendo ad una nuova fase di aumento dei contagi da Covid19". Il parlamentare regionale oggi ha visitato e fatto un sopralluogo nei punti di somministrazione del vaccino che si trovano all’interno degli ospedali di Palermo. "Considerato che si è iniziato a inoculare le terze dosi e nel frattempo si sta portando avanti, con qualche difficoltà, l’opera di convincimento alla vaccinazione nei confronti di quanti ancora non hanno ricevuto nemmeno la prima dose, e che quindi la mole di lavoro sicuramente è in fase di aumento - dice - non comprendo la necessità di chiudere gli hub che tanto successo hanno avuto per la loro efficienza nella lotta ai contagi da coronavirus. Invito i massimi dirigenti dell’assessorato alla Salute e lo stesso assessore a voler riconsiderare l’opportunità di lasciare aperti i centri ospedalieri per venire incontro a tutte le esigenze dei cittadini-utenti".

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