Coronavirus, interrogazione di Figuccia: "Si chiudano immediatamente i call center"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"Raccogliendo il grido di allarme dell'universo dei call center, presenterò immediatamente un’interrogazione parlamentare al Presidente della Regione e all'assessore al Lavoro per sollecitare l’assunzione di iniziative urgenti rispetto all'attuale gestione che interessa a Palermo numerose aziende nel settore delle telecomunicazioni e dell'assistenza tecnica".

E' quanto afferma il deputato regionale dell'Udc, Vincenzo Figuccia, che prosegue: "Le ultime notizie non appaiono infatti per nulla rassicuranti rispetto alle condizioni dei circa 400 lavoratori del call center Abramo Customer Care, sulle spalle dei quali a quanto pare si intenderebbe scaricare il peso economico dell'azienda che continua a mantenere i dipendenti i forza presso i propri uffici senza, così mi giunge voce, un'adeguata sanificazione dei locali e senza dotazione di mascherine, guanti e igienizzante. In pianta ci sono pure 23 tirocinanti della Regione avviati con apposite misure regionali e per questo meritevoli di tutte le tutele necessarie".

"Non si comprende perché nelle altre sedi di Catanzaro e Lamezia Terme, l'azienda abbia prontamente provveduto alla chiusura mentre su Palermo, nonostante le sollecitazioni dei sindacati, non si siano promosse forme di lavoro flessibile in un settore che dovrebbe essere più smartizzato e digitalizzato di tanti altri. Gli stessi dipendenti da giorni si rendono disponibili all'eventualità di operare in regime di tele lavoro e smart working, ma dai vertici aziendali ancora nessun provvedimento che vada in questa direzione. Chiedo pertanto al Presidente della Regione, al Sindaco di Palermo e al Prefetto, di disporre la sospensione dell'attività del centro di viale Regione Siciliana e di altri che vedono reali assembramenti di operatori che al massimo sono separati gli uni dagli altri con piccoli pannelli divisori istallati in questi giorni. L'emergenza epidemiologica - conclude il parlamentare regionale - è seria e certamente non si può essere corresponsabili di alcuna forma di diffusione del contagio".

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