Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Politica

Centro direzionale di via Ugo La Malfa, scelto il progetto di una ditta di Milano

Sarà sede degli uffici degli assessorati regionali e prevede un intervento di 425 milioni di euro. Musumeci: "Si tratta della più grande opera pubblica, nel settore dell’edilizia, mai varata in Italia. Innegabile il beneficio, in termini economici ed occupazionali, che ne ricaverà la città di Palermo"

Sarà la più grande opera pubblica, nel settore dell’edilizia, mai varata in Italia. Il Centro direzionale della Regione Siciliana voluto dal governo Musumeci, un complesso unitario che sorgerà in via Ugo La Malfa e sarà sede degli uffici degli assessorati regionali, prevede un intervento di 425 milioni di euro. Per l’individuazione del progetto è stato seguito il metodo del concorso internazionale.

La Commissione aggiudicatrice, cinque esperti di profilo internazionale, durante la seduta di decrittazione appena conclusa, stamattina ha scelto il lavoro presentato dalla mandataria Teknè S.P.A di Milano, società indipendente di ingegneria e consulenza, che opera sia nel settore pubblico che in quello privato, a livello nazionale e internazionale, realizzato dagli studi di architettura Leclercq Associés, Nicolas Laisne, e Clément Blanchet, di Parigi.

Parte dunque l’iter di realizzazione dell’ambiziosa opera che doterà la Sicilia di un Centro direzionale che possa accogliere tutti gli uffici centrali e periferici dell’Amministrazione ubicati a Palermo, dopo il primo atto formale che riguarda la volontà di realizzarla, assunto con una delibera di Giunta nel maggio del 2018, diventata Legge nel 2019 per volontà dell’Assemblea regionale.

“La Regione Siciliana ha finalmente il progetto di fattibilità del suo Centro direzionale – dice il presidente Nello Musumeci. Si tratta della  prima, importante tappa di un percorso voluto dal mio governo per dare alla nostra Isola una grande opera di respiro internazionale. Sarà il più importante investimento di edilizia pubblica  realizzato in Italia negli ultimi decenni. Innegabile il beneficio, in termini economici ed occupazionali, che ne ricaverà la città di Palermo e la Sicilia tutta”.

Stazione appaltante, il  Dipartimento regionale tecnico diretto dall’architetto Salvatore Lizzio, garantirà il necessario coordinamento con gli altri rami dell'Amministrazione regionale competenti in materia, e con i Dipartimenti regionali delle infrastrutture, dell'energia, dell'urbanistica, dell’economia. Responsabile  del procedimento è Antonio Leone, capo del Genio civile di Enna.

“Siamo in presenza - aggiunge il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando - di un’opera che sarà al servizio della Sicilia tutta. A conferma della necessità di collaborazione istituzionale e di quanto questo possa essere proficuo. Si tratta di un progetto che, assieme al tram, per Palermo è di straordinaria importanza anche per la sua collocazione e verrà al più presto sottoposto alla propositività del Consiglio Comunale”.
 
Dopo il confronto con il Consiglio comunale di Palermo, raccolte le proposte, si passerà alla fase esecutiva, da realizzare entro 180 giorni, e alla gara internazionale di affidamento. “Il progetto sviluppa una tipologia specifica - affermano gli esperti della Commissione di valutazione - poiché si tratta di un’articolata composizione di volumi a varie altezze, che definiscono in modo originale e significativo la dimensione urbana della realizzazione. Una parte alta a geometria variabile, accoglierà il complesso delle funzioni amministrative stagliandosi in maniera originale nello skyline della città di Palermo. Questa proposta, molto attenta alla distribuzione delle funzioni, ai percorsi, agli spazi pubblici e al verde nonché alle diverse scale del progetto, si iscrive con forte caratterizzazione nel paesaggio urbano della Città. È stata adeguatamente dettagliata – conclude la Commissione -  la gestione dei collegamenti tra le infrastrutture di trasporto esistenti, curando i percorsi e i relativi flussi pedonali e veicolari”. 

Secondo Marianna Caronia, deputato all'Ars e consigliere comunale di Forza Italia, "il progetto del Centro direzionale della Regione parte, anche dal punto di vista formale, col piede sbagliato, con la scelta da parte della Giunta non proprio in sintonia colle decisioni assunte dall'Ars. Un'opera di questo tipo e di questa portata può essere infatti realizzata, solo dopo le necessarie e approfondite valutazioni di tutte le altre alternative progettuali, in termini di localizzazione, in termini di costi/benefici, in termini di scelte di viabilità collegate. Proprio per questo, quando l'Ars ha dato parere favorevole alla delibera di Giunta sul progetto, furono date delle precise indicazioni  che miravano a restituire la parola ai cittadini di Palermo e, soprattutto, ad arrivare ad un progetto definitivo non calato dall'alto ma che risponda davvero alle esigenze non solo dell'amministrazione regionale ma anche e soprattutto a quelle della città e del territorio. Oggi, viene annunciano già uno studio di fattibilità, evidentemente realizzato senza tenere in debita considerazione i suggerimenti e le indicazioni dell'Ars".

Critico anche Toni Sala, per il quale "il centro direzionale immaginato dalla Regione in via Ugo La Malfa rischia di essere un’opera mastodontica sconnessa dal tessuto urbano di Palermo, un vero pugno in un occhio per il paesaggio. Mi chiedo - dice - dove siano gli ambientalisti, i progettisti, le associazioni e i tecnici che sul tram in via Libertà fanno ferro e fuoco e che non sembrano essersi accorti dello scempio che Musumeci vuole propinarci”.

"La zona industriale ha già enormi problemi di traffico e rischiamo di ripetere quanto avvenuto con la Cittadella della Polizia di Boccadifalco, la cui struttura è in parte pronta ma per la quale manca la viabilità necessaria – continua Sala –. Questo progetto è stato imposto dall’alto senza nessun confronto con la città, proprio mentre il Consiglio comunale si appresta a riceve il nuovo Piano regolatore che, a questo punto, non si capisce a cosa serva visto che poi la Regione fa quello che vuole. Mi chiedo anche quale sarà la compensazione per i palermitani: più aree verdi? Più strutture a servizio dei quartieri? O rimarranno solo tanti palazzi vuoti e sfitti, mentre via Ugo La Malfa impazzirà di traffico?”.

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