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Capogruppo M5S in Consiglio, i sospetti di Forello: "Cancelleri e Varrica dietro Randazzo"

Scontro interno ai pentastellati, la rabbia dell'ex candidato sindaco: "Vogliono prendersi Palermo. Scelta illegittima, che sa di epurazione. Riunione carbonara, né io né la Argiroffi siamo stati avvertiti". Replica di Randazzo: "Nessuna epurazione, rotazione già stabilita"

Ugo Forello

"E' una scelta illegittima, che sa di epurazione, perché avvenuta nel corso di una riunione carbonara. Né io né la consigliera Argiroffi eravamo presenti, non siamo stati avvertiti. Il problema non è il cambio del capogruppo, già previsto a inizio consiliatura, ma come ci si è arrivati. Un autogol bruttissimo, soprattutto perché è arrivato all'indomani di una mia posizione divergente rispetto alla linea nazionale. Io sono e resto nel Movimento 5 Stelle, ma non mi adeguo al pensiero unico". 

Ugo Forello non le manda a dire. E dopo aver appreso del cambio di capogruppo "tramite un sms, in contemporanea alla pubblicazione della nota sulla pagina Facebook Movimento 5 Stelle Palermo", tira fuori tutta la sua rabbia. Aprendo di fatto una spaccatura netta nel gruppo consiliare: da un lato lui e la Argiroffi; dall'altro Antonino Randazzo, Concetta Amella e Viviana Lo Monaco. Quest'ultimi, secondo quanto riferisce Forello, "si sono riuniti in gran segreto, non so con chi, ed hanno preso questa decisione".

Il "non so con chi", tuttavia, Forello lo deduce facilmente. E lo rivela subito: "Randazzo lavora nell'azienda di Maria Alessandra Costantino e Geo Guccione. La prima è nella segreteria della vicepresidenza dell'Ars con Giancarlo Cancelleri, il secondo nello staff del deputato nazionale Adriano Varrica". Ci sarebbero quindi Cancelleri e Varrica dietro l'accelerazione che ha portato al nuovo assetto del gruppo consiliare pentastellato. Forello però non ci sta e afferma: "Sono e rimango il capogruppo del Movimento 5 Stelle a Sala delle Lapidi fino a quando non sarà convocata una regolare riunione con tutti i consiglieri comunali. Tra l'altro - aggiunge - a me sarebbe dovuta subentrare Giulia Argiroffi: così abbiamo deciso ad inizio consiliatura di comune accordo".

M5S, cambio di capogruppo tra le polemiche

Tutto però è stato messo in discussione dopo il post di Forello su Facebook in difesa della stampa e contro le dichiarazioni del vicepremier Di Maio e Di Battista. La scorsa settimana inoltre, prendendo le distanze dal resto del gruppo, Forello aveva votato in Consiglio l'ordine del giorno contro il decreto Sicurezza del governo nazionale proposto dagli orlandiani. Prese di posizione che, evidentemente, non sono piaciute ad altri big di partito. "Vogliono prendersi Palermo? Dovranno vedersela con me. Io sono dentro il M5S e non ho nessuna intenzione di uscire". 

La polemica è servita. Anzi, di più. Siamo infati di fronte ad una contrapposizione interna al Movimento. Antonino Randazzo, attraverso una nota, replica a Forello: "Nessuna epurazione. Siamo sorpesi dalle parole di Forello, ma ribadiamo che il gruppo consiliare aveva già stabilto tempi e modalità di rotazione alla presenza di consiglieri comunali e di circoscrizione, anticipando oggi con un post su Facebook l'avvicendamento che sarà formalizzato domani nel corso di una riunione. Non rispettare le regole risulterebbe una mancanza di rispetto nei confronti dei colleghi e delle regole del M5S. Il ruolo di capogruppo è una carica temporanea e di servizio, che tra pochi mesi cambierà nuovamente".

Nella polemica interna la M5S si insinua il sindaco Leoluca Orlando, che spara ad alzo zero: "Attacco alla libertà di stampa, dileggio dei cittadini con disabilità, controllo politico sulla divulgazione scientifica, proposte di legge per vietare il lavoro agli stranieri non solo migranti. Ora anche la repressione del dissenso interno. Per coloro che ancora avessero dubbi su ciò che sta avvenendo in Italia, la 'epurazione' di Ugo Forello dal gruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle non può che suonare come un definitivo campanello di allarme sulla deriva culturalmente e concretamente pre-fascista della maggioranza di governo gialloverde. Rattrista vedere quel partito, nato come movimento che diceva di promuovere partecipazione e democrazia, ridotto a mera stampella di Salvini di cui scimmiotta metodi e proposte, in una folle corsa verso l'oscurantismo. In questo clima, non si può che chiamare alla resistenza tutti coloro che hanno a cuore non tanto la democrazia formale, quanto la possibilità di civile convivenza e il futuro del nostro paese e delle nostre comunità".

Solidarietà a Forello arriva dal capogruppo di Sinistra comune, Giusto Catania: "E' evidente che criticare il 'capo' per le sue scelte politiche rappresenta un reato di lesa maestà. Per cultura politica sono sempre rispettoso delle autonome scelte dei partiti tuttavia appare particolarmente preoccupante questa modalità di interpretare la democrazia da parte di un partito al governo del Paese. Esprimo solidarietà al collega Ugo Forello per la modalità con cui è stato 'fatto fuori' . Non voglio entrare nelle dinamiche interne ai singoli movimenti ma qualora fosse vera la ricostruzione fatta dal collega, secondo il quale è stato 'epurato' solo perchè ha contestato Di Maio, saremmo davanti a un fatto molto grave, che lede la dignità dei consiglieri comunali ed erode la libertà di parola di chiunque".

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