Cantieri navali, proposta di Varrica: "Regia unica sui bacini di carenaggio all'Autorità portuale"

Il deputato nazionale del M5S scrive all'assessore alle Attività produttive Turano per sbloccare i 44 milioni del Patto per il Sud destinati alle opere sui bacini da 52 e 19 mila tonnellate di proprietà della Regione. "Affidiamo pianificazione, progettazione e lavori all'ente porto"

I cantieri Navali - foto Giuseppe Vella

Trasferire all'Autorità portuale la pianificazione, la progettazione e la realizzazione dei bacini di carenaggio dei cantieri navali di proprietà della Regione. E' questa la proposta che il deputato nazionale Adriano Varrica (M5S), componente della commissione Ambiente e Lavori pubblici della Camera, ha avanzato all'assessore regionale alle Attività produttive Mimmo Turano.

L'obiettivo è sbloccare i 44 milioni stanziati attraverso il Patto per il Sud che la Regione non è ancora riuscita a spendere per i bacini da 52 mila e 19 mila tonnellate, a causa di ritardi nella progettazione ed una serie di retromarce che hanno innescato dei contenziosi. Lo scorso 21 ottobre il Cga ha accolto parzialmente il ricorso dell’Ati Cimolai-Metalmeccanica Agrigentina, condannando la Regione ad un risarcimento nei confronti delle imprese, senza che queste realizzino alcun intervento.

Per uscire fuori dall'impasse, Varrica propone un tavolo Regione-Autorità portuale finalizzato al rilancio degli interventi all'interno dei cantieri navali. L'Autorità portuale ha già avviato la fase di progettazione del bacino da 150 mila tonnellate e con Fincantieri ha firmato un protocollo d'intesa per la realizzazione di diverse opere infastrutturali. Dopo gli 81 milioni stanziati con la legge di bilancio 2019 dal ministero delle Infrastrutture, l'Autorità portuale ha ottenuto altri 39 milioni di finanziamento (c'è già la delibera Cipe) per il completamento del bacino.  

Si è così venuta a creare una situazione di doppia velocità ai cantieri: da un lato l'Autorità portuale, giudata da Pasqualino Monti, che ha ingranato la marcia giusta per cambiare il volto del polo industriale; dall'altro la Regione, che sta accumulando più d'un ritardo. L'iniziativa di Varrica nasce così per riportare tutti i lavori sotto un regia unica (quella dell'Autorità portuale) e provare a marciare con la stessa velocità.

Adriano Varrica-4"Potremmo trasformare una criticità in una occasione - scrive il deputato del M5S nella lettera indirizzata all'assessore Turano -. Pertanto, in un’ottica di leale cooperazione istituzionale e nel superiore interesse della nostra terra, le chiedo la disponibilità a partecipare ad un tavolo di lavoro con l’Autorità portuale per pianificare gli interventi sui bacini di carenaggio di proprietà della Regione, coerentemente col progetto di rilancio già in essere. Il medesimo tavolo sarebbe funzionale ad individuare le modalità per trasferire la competenza di tali interventi e dei 44 milioni di euro previsti dal Patto per il Sud, all’Autorità portuale, elaborando anche soluzioni che possano garantire un ristoro alla Regione per la quale, ad oggi, questi bacini hanno solo rappresentato un problema irrisolto".

Insomma, la Regione potrebbe incassare pure un canone di concessione dal soggetto - Fincantieri - che utilizzerà i bacini di sua proprietà. La risposta di Turano non si è fatta attendere: l'espoente della Giunta Musumeci si è detto disponibile ad aprire il tavolo di concertazione con l'Autorità portuale. "Si tratta di un passo in avanti - conclude Varrica - che testimonia la volontà di rilanciare, una volta e per tutte, i cantieri navali di Palermo".

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