Caso La Vardera, la difesa di Davide Parenti (Iene): "Meriterebbe una medaglia"

L'autore televisivo e ideatore della trasmissione di Italia Uno difende il candidato sindaco, finito nella bufera per avere fatto delle riprese con una telecamera nascosta nei mesi antecedenti al voto per realizzare un docufilm

Ismaele La Vardera

Un ragazzo volenteroso, che si è impegnato in un progetto politico e lo ha documentato. Un giovane che "meriterebbe una medaglia" mentre adesso si ritrova al centro delle polemiche e con i debiti contratti per la campagna elettorale. Davide Parenti, autore e ideatore de "Le Iene", intervistato dal Giornale di Sicilia, difende Ismaele La Vardera. Il candidato sindaco, sostenuto dal centrodestra, è finito nella bufera per avere fatto delle riprese con una telecamera nascosta nei mesi antecedenti al voto per realizzare un docufilm. Svelato il restroscena, le reazioni sono state tutt'altro che bonarie. Prime conseguenze: il presunto scontro - fisico - con Francesco Benigno e le critiche dei cittadini e degli altri partiti.

Secondo Parenti, La Vardera ha fatto solamente il suo mestiere di cronista (è giornalista pubblicista e anche l'Ordine professionale ha avviato un'indagine ndr) "ha voluto fare un’esperienza politica e poi l’ha documentata".

"Gli è stato chiesto di fare il sindaco - prosegue parenti - . Il ragazzo si è speso come un matto. Ha fatto migliaia di incontri, macinato chilometri. E ora dicono che è un bluff? Ma come si fa a dire questo, è da querela". Quanto alle riprese della campagne elettorale ribatte: "Ma che male c’è a fare tutto questo? Macron lo ha fatto. E allora? Perché in Francia nessuno ha gridato allo scandalo?". E minimizza le riprese fatte di nascosto: "Sì. E' vero che lui ha fatto qualche intercettazione qua e là. Ma è ritornato dalle persone chiedendo la liberatoria. E gliel’hanno data. Perché ora questa storia? È stato un galantuomo. A me succede di farne. Ma sono intercettazioni del tutto legali, secondo me. Se uno ti dice una cosa e tu la senti e la registri anche a sua insaputa non è un reato quello che si commette. Non è come piazzare un microfono di nascosto in una stanza".

LA REPLICA DI LA VARDERA - VIDEO

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Quanto ai fondi, Parenti spiega che "i soldi li ha tirati fuori Ismaele, ora ha i debiti, li dovrà pagare. Noi abbiamo solo sostenuto il suo progetto di documentare l’esperienza. Secondo me avere documentato un’elezione amministrativa è un lavoro culturale di cui l’Italia ha bisogno. Ismaele ha fatto il giornalista, meriterebbe una medaglia. Ha fatto una cosa da leoni, per cui tutto il mondo ci dirà bravi". Difesa assoluta quindi, che getta le basi per un servizio televisivo. Non adesso però, "andrà lavorata. Serve tempo".
 

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