rotate-mobile
Martedì, 17 Maggio 2022
Politica

Il presidente del Consiglio risponde al sindaco: "Ha torto, il Comune non andrà in dissesto"

Botta e risposta tra i due Orlando dopo il "no" dell'Aula al raddoppio dell'Irpef. "Ci siamo opposti a un aumento delle tasse, perché il piano di riequilibrio non funziona. Anche la maggioranza se n'è accorta, solo in 3 hanno votato sì". Le accuse contro Italia Viva? "C'è chi stava con Renzi per avere un posto in una lista bloccata..."

"Il sindaco ha torto: il Comune non andrà in dissesto. Bocciando l'aumento delle aliquote Irpef, ieri il Consiglio ha deciso di non far pagare le colpe di questa amministrazione ai cittadini. Noi ci siamo opposti ad un aumento delle tasse, convinti come siamo che questo piano di riequilibrio non funziona e che Palermo non può essere venduta per vent'anni per avere 180 milioni circa, cioè una miseria. Evidentemente se solo 3 dei consiglieri orlandiani hanno votato sì vuol dire che nella cosiddetta maggioranza poliica c'è un problema". Così il presidente del Consiglio comunale, Totò Orlando, risponde al sindaco suo omonimo Leoluca Orlando dopo le accuse lanciate da quest'ultimo nella conferenza stampa di oggi pomeriggio.

Il numero uno di Sala delle Lapidi ha convocato un'altra conferenza stampa last minut per fare delle "precisazioni anche per conto di Italia Viva", partito in cui milita, che l'altro Orlando (il sindaco) ha pesantemente attaccato. "Le accuse del primo cittadino ci onorano - ribatte ironicamente -. Sono passato con Renzi quando non era più premier, ma un semplice senatore. Sono vicino a Faraone con cui ho condiviso da consigliere le battaglie contro l'amministrazione Cammarata. C'è invece chi aveva aderito alla corrente di Renzi per poter sistemare qualche amico in una lista bloccata del Pd". Il riferimento neanche troppo velato è al vicesindaco Fabio Giambrone, candidato ma non eletto nella lista del Pd alle Politiche del 2018.

Totò Orlando ne ha anche per il resto della Giunta. "A certi assessori nessuno li conosce. Sono noti solo alla ragioneria quando deve pagare i bollettini delle indennità di carica. Mi risulta che ci siano delle incompatibilità, tant'è ad esempio che quando si votano in Giunta atti sulle partecipate, c'è chi è costretto ad uscire", dice il presidente respingendo al mittente le accuse di "sprechi" da parte del Consiglio. 

Sul fatto di aver beneficiato elettoralmente dell'omonima con il sindaco, il numero uno di Sala delle Lapidi replica: "Amareggiano da un punto di vista umano, perché al sindaco voglio bene come persona. Da un punto di vista politico ricordo i suoi elogi pubblici fino al punto di rottura, avvenuto perché abbiamo detto 'no' a dare i 31 milioni di avanzo vincolato per le opere accessorie del tram e li abbiamo destinati alla manutenzione di scuole, strade e ai cimiteri. Manutenzioni che non si possono fare perché non c'è il bilancio di previsione 2021".  

Totò Orlando ha inoltre sottolineato che "l'aumento dell'Irpef non è un obbligo - già applichiamo il massimo, ovvero lo 0,8% - e che se la Giunta dovesse ripresentare una nuova delibera, noi daremo battaglia". Tra l'altro, rivela Orlando, non ci sarebbe bisogno di inasprire le tasse "per chi già le paga", visto che "sempre nella finanziaria dello Stato c'è una norma, al di là di quelle che contemplano il piano di riequilibrio, che destina 34 milioni a Palermo. Con questi soldi si potrebbe chiudere il bilancio 2022". Mentre per il 2021 sono disponibili 54 milioni del considetto fondone - "che ci hanno permesso di coprire gli extra costi Rap", ricorda Orlando - e 70 milioni del decreto fiscale. Lo strumento finanziario 2021-2023 però, essendo pluriennale, ha necessità di trovare tutte le coperture. Motivo per cui non è stato trasmesso al Consiglio. "Ecco perché il commissario della Regione non ci può mettere in mora: non siamo in possesso come Consiglio della bozza".

Poi l'invito al sindaco: "Non firmi l'accordo con il governo. Sia il nuovo primo cittadino a sottoscrivere con lo Stato un patto più dignitoso. Se il 'salva Palermo' viene ora definito una mancia, vuol dire che lo stesso Orlando si è convinto. Tanto che aveva chiesto la restituzione della delibera bocciata dall'Aula: un aumento delle tasse - conclude - non sarebbe servito a chiudere il bilancio del 2022 e avrebbe danneggiato la città. Ecco perché ci siamo opposti".

Infine la stoccata al candidato sindaco del centrosinistra: "Ho letto con un po’ di compassione il comunicato dell’ottimo Franco Miceli, a cui qualcuno ha raccontato cose che non corrispondono al vero. Perché le sue perplessità e le accuse a noi avrebbe dovuto rivolgerle al capogruppo di Avanti Insieme, che ha abbandonato l’Aula; al capogruppo del Pd, anche lui uscito; al M5S, che su tre consiglieri ne ha lasciato in Aula solo una che si è astenuta. Mi pare che il buon candidato sindaco parta maluccio".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il presidente del Consiglio risponde al sindaco: "Ha torto, il Comune non andrà in dissesto"

PalermoToday è in caricamento