Termini e il terremoto Blutec, Conte e Di Maio rassicurano: "Difenderemo i lavoratori"

Dopo l'arresto dei vertici dell'azienda che avrebbe dovuto rilanciare lo stabilimento ex Fiat, premier e ministro dello Sviluppo economico non nascondono la preoccupazione ma garantiscono "lo Stato è con i cittadini"

Il ministro Di Maio e il premier Conte

"Difenderemo i lavoratori". E' la rassicurazione che viene ripetuta da parte del governo nazionale, alla notizia dell'arresto dei vertici dell Blutec che, almeno sulla carta, avrebbe dovuto rilanciare per l’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese. Ai domiciliari sono finiti il presidente del Consiglio di amministrazione Roberto Ginatta e l'amministratore delegato Cosimo Di Cursi. L'accusa è di avere distratto finanziamenti pubblici erogati da Invitalia (per conto del ministero dello Sviluppo economico) per la riconversione e la riqualificazione del polo industriale di Termini.

"E' un problema serio perché era già una situazione molto delicata", il commento del premier Giuseppe Conte che proprio stamani era in Sicilia per un sopralluogo al cantiere della strada statale 640 Caltanissetta-Agrigento. "Adesso - ha aggiunto - bisognerà lavorare per mettere in sicurezza i lavoratori".

Il grande bluff targato Blutec: arrestati i vertici, sequestro di beni per 16 milioni

Sulla stessa linea il ministro dello Sviluppo economico e vicepremier Luigi Di Maio che nelle scorse settimane era tornato a Termini per incontrare istituzioni e lavoratori. "Blutec - ha detto Di Maio - aveva avuto accesso a una prospettiva di sviluppo. Oggi c'è la nostra totale preoccupazione per i 700 dipendenti che in questo momento devono sapere che lo Stato è dalla loro parte e che non li abbandoneremo".

Vicino ai lavoratori si è detto anche l'amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri: "E' una vicenda molto triste, noi siamo solidali con gli operai che da troppi anni, al netto delle loro condizioni, pagano delle colpe che non sono le loro. Questa è l'ennesima triste puntata. Noi da un anno abbiamo fatto il nostro mestiere per bene e non possiamo che, da un lato, essere vicini alla forza lavoro di Termini Imerese e, dall'altro, impegnarci già da domani con ancora maggiore forza per una nuova e speriamo definitiva soluzione a quel sito che purtroppo non ha trovato nemmeno questa volta una risposta a quelle domande che da quel territorio emergono". 

Parole che però non hanno avuto l'effetto sperato. La tensione a Termini è infatti alta e nel pomeriggio un gruppo di lavoratori ha forzato i cancelli dell'azienda per partecipare a un'assemblea sindacale.

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