Venerdì, 19 Luglio 2024
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Bilancio, completato il riaccertamento dei residui 2022: si sblocca la spesa della Regione per quasi 500 milioni

Adesso sarà possibile saldare numerosi impegni nei confronti di imprese e fornitori per lavori e per l’acquisto di beni e servizi. Saranno ora i dipartimenti a liquidare le poste di propria competenza, come quelle destinate al personale e alle imprese del trasporto pubblico locale

L'assessorato dell’Economia ha completato il riaccertamento dei residui passivi relativi al 2022, reimputando al bilancio 2023 della Regione Siciliana una somma totale di quasi 500 milioni di euro. Si tratta di spese a valere interamente su risorse regionali, utili a saldare numerosi impegni nei confronti di imprese e fornitori per lavori e per l’acquisto di beni e servizi.

Il riaccertamento si conclude in anticipo di ben tre mesi rispetto all’anno scorso, determinando lo sblocco di centinaia di voci di spesa, per l’ammontare esatto di 486.515.021,39 euro, con una ricaduta concreta nel tessuto socio-economico siciliano. Si citano, a titolo esemplificativo, le spese per il personale e quelle per le imprese del trasporto pubblico locale. Saranno ora i dipartimenti regionali a liquidare le poste di propria competenza.

Secondo la tabella di marcia dell’assessorato, entro la prossima settimana verrà completato anche il riaccertamento dei residui pregressi al 2022 di ambito regionale, per poi procedere a quello dei residui di spesa extra-regionali, attività propedeutica alla stesura del bilancio consuntivo 2022 della Regione.

"La disponibilità di quasi mezzo miliardo di euro nel bilancio della Regione siciliana, frutto del riaccertamento dei passivi residui del 2022, offre finalmente l'occasione per realizzare subito la riclassificazione del personale regionale e le progressioni di carriera. Bastano infatti appena 15 milioni di euro, sommati alle risorse già stanziate, per trasformare in realtà le legittime aspettative di migliaia di lavoratori che svolgono mansioni superiori e da troppo tempo attendono risposte. Chiediamo al Governo regionale di attivarsi, convocando immediatamente i sindacati e segnando un cambio di passo: bisogna tornare a investire sul personale per rilanciare la macchina amministrativa, il tempo è scaduto". Lo dicono Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto del Siad-Csa-Cisal.

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